V, 28 ottobre 2002
Trivella Giuseppe, di anni 44, caporeparto di una ditta di tendaggi di Lesmo, Milano, una compagna, Daniela, di anni 40, due figlie
Trivella Giuseppe, di anni 44, caporeparto di una ditta di tendaggi di Lesmo, Milano, una compagna, Daniela, di anni 40, due figlie. Arrotondava lo stipendio affittando a mille euro al mese un appartamento decoroso vicino casa sua. L’8 giugno, prima di andare al saggio di danza di sua figlia Serena, decise di ritirare tre mesi di arretrati dal suo inquilino, Legname Francesco, di anni 29, sposato, due figli, l’ultimo di sei mesi. Quei soldi gli servivano per pagarsi le ferie, ma l’altro non aveva intenzione di darglieli. Si presero a male parole, poi a botte. Alla fine il Legname spinse il Trivella giù per le scale e lo prese a martellate. Poi trascinò in cantina il cadavere e lo sminuzzò in otto pezzi con una motosega. Infilò le membra in varie sacche e le gettò nei pressi di un condominio di Segrate, sperando che i cani le mangiassero. Riuscì a mantenere il segreto per mesi, la settimana scorsa confessò. Del cadavere nessuna traccia, solo macchie di sangue sul pavimento della cantina che il Legname aveva inutilmente nascosto sotto una colata di cemento.