Enzo Bettiza, ìLa Stampaî 25/10/2002, 25 ottobre 2002
Dall’equilibrio del terrore allo squilibrio del terrore. «Russia e Stati Uniti, le due superpotenze che per quasi mezzo secolo si erano tenute reciprocamente in scacco con l’equilibrio del terrore, basato sulla simmetria pressoché millimetrica dei rispettivi arsenali, si ritrovano dopo l’11 settembre esposte entrambe alla minaccia asimmetrica di smilzi commando dotati di un’arma a suo modo assoluta: il suicidio di gruppo
Dall’equilibrio del terrore allo squilibrio del terrore. «Russia e Stati Uniti, le due superpotenze che per quasi mezzo secolo si erano tenute reciprocamente in scacco con l’equilibrio del terrore, basato sulla simmetria pressoché millimetrica dei rispettivi arsenali, si ritrovano dopo l’11 settembre esposte entrambe alla minaccia asimmetrica di smilzi commando dotati di un’arma a suo modo assoluta: il suicidio di gruppo. [...] Dal vecchio equilibrio del terrore congelato, fondato sull’equivalenza geometrica nel rapporto di potenza tra super-Stati militarmente organizzati, diplomaticamente articolati, ben visibili sulla scena internazionale, si è passati così allo squilibrio del terrore in atto: terrore fluido, diffuso, inafferrabile, parcellizzato fra sette e comunità integraliste, organismi di guerriglia, piccoli Stati tirannici dotati di risorse e armamenti assolutamente sproporzionati alla loro modesta realtà politica e consistenza demografica» (Enzo Bettiza).