Silvio Pons, ìIl Messaggeroî 25/10/2002, 25 ottobre 2002
La Russia sta costruendo un proprio ruolo nella politica mondiale post guerra fredda. «Prima dell’11 settembre, il dilemma di politica estera della Russia restava quello lasciato irrisolto da Eltsin: seguire la via di una piena integrazione con l’occidente, svolgendo un’influenza attiva per porre limiti all’unipolarismo americano; oppure ritagliarsi una dimensione di potenza regionale, isolazionista e ammantata di nostalgie del passato
La Russia sta costruendo un proprio ruolo nella politica mondiale post guerra fredda. «Prima dell’11 settembre, il dilemma di politica estera della Russia restava quello lasciato irrisolto da Eltsin: seguire la via di una piena integrazione con l’occidente, svolgendo un’influenza attiva per porre limiti all’unipolarismo americano; oppure ritagliarsi una dimensione di potenza regionale, isolazionista e ammantata di nostalgie del passato. Con la decisione di prendere parte alla coalizione contro il terrorismo, Putin ha scelto la prima opzione. difficile sottovalutare la portata storica di questa scelta, che è subito divenuta un aspetto centrale della sua presidenza: per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, un governante russo ha identificato gli interessi strategici del proprio paese con quelli degli Stati Uniti e dell’Europa» (Silvio Pons).