Fulvio Scaglione, ìAvvenireî 25/10/2002, 25 ottobre 2002
Tanto peggio, tanto meglio. «A Putin non resterà altra uscita di sicurezza che l’alleanza stretta e convinta con l’Occidente e con l’America
Tanto peggio, tanto meglio. «A Putin non resterà altra uscita di sicurezza che l’alleanza stretta e convinta con l’Occidente e con l’America. E l’alleanza, comunque vadano le cose, non potrà avere altro pegno di scambio che l’Iraq di Saddam Hussein. Si direbbe che gli eredi e seguaci di bin Laden, teorici del tanto peggio tanto meglio, vogliano proprio questo» (Bettiza). [10] «Si è creata una situazione che può avvicinare le posizioni dei governi di Russia e Stati Uniti sulla questione della risoluzione Onu sull’Iraq in discussione da settimane al Palazzo di Vetro fra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. [...] Un compromesso non era affatto da escludere prima che avvenisse il blitz ceceno. Adesso diventa anche più probabile» (Robert Kaplan). [12] «Se davvero il terrorismo islamico ha una ”mente”, questa sta lavorando contro gli interessi reali dell’Islam e dei musulmani. Impossibile che Putin non si riavvicini a Bush e alle posizioni dei ”falchi” Usa, con quanto è successo a Mosca. Inevitabile che questo renda più probabile un attacco contro l’Iraq. Disperazione, crudeltà e stupidità, ecco che cosa vediamo oggi all’opera» (Scaglione).