Varie, 30 ottobre 2002
DIDI
DIDI (Waldir Pereira) Campos (Brasile) 8 ottobre 1929, Rio de Janeiro (Brasile) 12 maggio 2001. Calciatore. Con il Brasile fu campione del mondo nel 1958 e nel 1962, in tutto 68 presenze e 20 reti in nazionale (fonte Treccani, per ”La Stampa” 74 presenze e 21 reti) • «Era Didi senza accento, noi con altri lo facemmo Didì. Quell’attacco mondiale, da destra: Garrincha Didi Vavà Pelè Zagallo. I gol tanti e tanto belli, talora troppo facili [...] Giocò dal 1959 al 1961 nel Real Madrid, dove patì la grandezza, sfolgorante in quegli anni, di un argentino come Alfredo Di Stefano e un ungherese come Ferenc Puskas [...] Per ricordare le sue squadre di club si pensa soprattutto alle sue due brasiliane, il Fluminense e il Botafogo, entrambe di Rio [...] Le sue punzioni calanti dette ”a foglia secca” ingannavano i portieri: la traduzine italiana fu la ”foglia morta” di Mario Corso. Divenne Didì nel parlare dei tifosi e anche in una canzone, un cha-cha-cha che usava appunto la simpatia di quesi soprannomi, di quei bisillabi che erano poco più che fonemi, per una scansione di facile presa: didì Vavà Pelè, parole e musica ballabilissime [...] In campo era signore e anche signorile: lo chiamavano ”il principe etiope”, per la sua ascendenza lontana, per il nero lucente della sua pelle e per la sua eleganza. Difficile pensarlo adesso, in aree di rigore che sono tonnare: ma la sua ”foglia secca” sarebbe ancora gol» (Gian Paolo Ormezzano, ”La Stampa” 13/5/2001).