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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

Censimenti italiani
Censimento della popolazione italiana

Gli italiani sono più di cinquanta milioni

• Gli italiani residenti il 15 ottobre 1961, giorno del decimo censimento generale della popolazione, sono 50.623.569 (presenti 49.903.978 milioni). Le donne sono il 51 per cento. [a]

• La popolazione a inizio anno è di 50,374 milioni. Saldo naturale a fine anno (la differenza tra nati vivi e morti): 464 mila. [a] [l]

L’Italia continua a invecchiare

• Si conferma la tendenza registrata dieci anni fa. Diminuisce il numero di italiani nelle classi d’età più basse mentre aumenta quello delle classi più anziane. La popolazione sta invecchiando. Gli italiani con meno di 5 anni sono l’8,3 della popolazione, quelli nella fascia d’età 5-9 anni il 7,9%, 10-14 l’8,4%, 15-19 il 7,5%, 20-24 l’8,0%, 25-29 il 7,5%, 30-34 il 7,6%, 35-39 il 7,5%, 40-44 il 5,4%, 45-49 il 6,5%, 50-54 il 6,3%, 55-59 il 5,2%, 60-64 il 4,4%%, 65-69 il 3,5%, 70-74 il 2,8%, 75-79 l’1,9%. Per la prima volta nei censimenti la fascia d’età 80-84 anni tocca l’1%. Quella 85-89 raggiunge lo 0,4%, mentre tra i 90 e i 94 anni il dato si mantiene allo 0,1%. Percentuali inferiori allo 0,1% per la fascia 95-99 anni (9mila persone). [a] • Ci sono 38,9 italiani di 65 anni e oltre ogni cento italiani tra 0 e 14 anni (indice di vecchiaia pari al 38,9%). [a]

• Ci sono 51,6 italiani in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e oltre) ogni cento in età attiva (15-64 anni) (indice di dipendenza strutturale pari al 51,6%). [a]

Nati. I parti sono stati 940.608 (nati vivi e nati morti), di cui 10.992 doppi e 105 tripli. Nati in totale: 951.810, di cui 22.299 da parti plurimi (il 2,3%). I nati morti sono stati il 2,38% dei nati vivi, in calo rispetto a dieci anni fa (3,19% nel 1951). [l]

Morti. Maschi morti in totale 250.098, di cui 24.539 che avevano da 0 a 4 anni. Femmine, 218.357, di cui 19.442 da 0 a 4 anni. La mortalità infantile continua a ridursi (40,7 morti nel primo anno di vita ogni mille nati vivi), l’età mediana alla morte è di 67,7 anni per i maschi, 72,9 per le femmine. Si alza a 70,0 e 74,4 rispettivamente, se calcolata sulle età di morte dai 5 anni in poi. [l]

Di statura cresciamo ancora un po’

L’altezza media dei maschi iscritti alla leva (considerando un’età di 18 anni) è di 168,91 centimetri (un centimetro e mezzo in più di dieci anni fa). La quota degli alti un metro e 80 e oltre è del 5,3%, quella degli alti dai 155 ai 159 centimetri è del 7,1%. [b2]

Più matrimoni, meno separazioni

Il 45% degli italiani è sposato. Quest’anno si sono celebrati 397.461 matrimoni, vale a dire 7,9 ogni mille abitanti (dieci anni fa erano stati 6,9). [a]

• Maschi sposati: 14.256 hanno fino a 21 anni, 81.68721-24, 171.995 25-29, 106.793 30-39, 12.990 40-49, 9.740 50 e più.

• Femmine sposate: 86.054 hanno fino a 21 anni, 157.140 21-24, 98.726 25-29, 43.982 30-39, 7.226 40-49, 4.423 50 e più.

Separazioni. Le separazioni legali registrano una lieve diminuzione rispetto a dieci anni fa: sono state 4.695, 9,3 ogni centomila abitanti (nel 1951 erano state 5.212, 11 ogni centomila abitanti).

Triplica il numero di baby mamme

• I figli legittimi sono il 97,6% dei nati vivi (907.799 su 929.657). Le baby mamme in dieci anni sono triplicate: le donne con meno di 15 anni quest’anno hanno partorito280 figli nati vivi (erano 93 nel 1951). La classe d’età più prolifica rimane quella tra i 25 e i 29 anni (295.951). Aumentano anche i parti in età avanzata.

Figli nati vivi: 280 da madri con meno di 15 anni, 34.354 da madri tra i 15 e i 19 anni, 222.675 tra i 20 e i 24, 295.951 tra i 25 e i 29, 217.712 tra i 30 e i 34, 118.261 tra i 35 e i 39, 31.855 tra i 40 e i 44, 2.738 tra i 45 e i 49, 115 da madri con più di 50 anni. [l]

Famiglie sempre meno numerose

Fra i nati vivi legittimi, 336.740 sono il primo figlio, 136.585 il terzo, 72.223 il quarto, 3.285 il decimo. [l]

• Continua a ridursi il numero medio di componenti per famiglia: quest’anno sono 3,6. Le famiglie con sei componenti hanno la maggiore riduzione e scendono al quarto posto (14,4% del totale delle famiglie). Al primo posto ci sono quelle composte da tre componenti (22,4%), seguono quelle da quattro (20,4%) e da due il 19,6%. Percentuali inferiori per le famiglie di cinque membri (12,6%), e per quelle composte da un solo componente (10,7%). [a]

In aumento le case di proprietà

Le abitazioni in cui vivono gli italiani nel complesso sono 13.031.618. Il 45,8% è di proprietà, il 46,6% in affitto o subaffitto, il 7,5% è occupato ad altro titolo (uso gratuito, portieri, guardiani ecc.). [a]

I comuni italiani sono più di 8.000

• L’Italia ha una superficie di 301.225 chilometri quadrati. I comuni in dieci anni sono aumentati fino a 8.035. I centri abitati sono 24.463 e qui vive l’81,2% della popolazione. Densità di popolazione pari a 168,1 abitanti per km quadrato.

Anche Torino supera il milione di abitanti

• Roma è cresciuta ancora: supera i due milioni di abitanti. Torino il milione: un incremento dovuto soprattutto alla grande migrazione interna dal sud del paese verso il triangolo industriale negli anni del boom eonomico. Ecco gli abitanti dei grandi comuni (che al censimento del 1961 costituiscono il 20,1% del totale della popolazione italiana):

Torino 1.025.822
Milano 1.582.534
Genova 784.194
Venezia 347.347
Verona 221.221
Trieste 272.723
Bologna 444.872
Firenze 436.516
Roma 2.188.160
Napoli 1.182.815
Bari 312.023
Palermo 587.985
Messina 254.715
Catania 363.928
Cagliari 183.784 [a]

Impennata di espatri: prima destinazione il Canada

• Quest’anno l’emigrazione degli italiani all’estero registra un’impennata (186.170 espatri in più rispetto al 1951 secondo i dati del Commissariato generale dell’emigrazione). I paesi che accolgono più Italiani sono il Canada (142.114) e la Germania (114.012); seguono la Francia (49.188), l’Australia (16.351), gli Stati Uniti (16.293), la Svizzera (13.461), l’Argentina (2.483) e il Brasile (2.223). [l]

Nelle carceri italiane

A fine anno i detenuti sono 22.065 in custodia cautelare, e 9.846 in esecuzione della pena.

L’istruzione degli italiani nel 1961

• Per l’anno scolastico 1961-62 gli iscritti alla scuola elementare sono 4,421 milioni (2,278 milioni maschi e 2,143 milioni femmine). Alla scuola media e superiore gli studenti sono 2,379 milioni, ancora per la maggior parte maschi (1,417 milioni) che distaccano di circa un terzo le femmine (962 mila). All’università gli iscritti sono 288 mila: i maschi (208 mila) sono più del doppio delle femmine (80 mila). [l]

• All’università il 24,1% degli studenti è iscritto a un corso di laurea a indirizzo economico-statistico, il 23% letterario, il 16,2% giuridico, il 13,3% a Ingegneria, il 13,1% scientifico, l’8,7% medico, il 1,7% agrario. [l]

Analfabeti. Continua a ridursi il numero di analfabeti, quasi quattro punti percentuali in meno nell’arco di un decennio. Quest’anno sono 3.797, l’8,3% della popolazione (nel 1951 gli analfabeti erano il 12,9%). Al Sud e nelle Isole in dieci anni da valori superiori al 24% l’analfabetismo è sceso intorno al 15% (rispettivamente 16,3% e 15,5%). La ragione più alfabetizzata è il Trentino (gli analfabeti sono lo 0,9% della popolazione). [a]

Il lavoro: per la prima volta più industria che agricoltura

Occupati, disoccupati (anche i temporaneamente inabili al lavoro) e le persone in cerca di prima occupazione (la “popolazione attiva”) sono 20.097 (15.022 milioni i maschi, 5.075 milioni le femmine). [a, b]

• Per la prima volta nella storia d’Italia il censimento di quest’anno ha evidenziato che gli occupati nell’industria (40,4%) e quelli nel terziario (30,6) superano quelli dell’agricoltura (29,0%). Le femmine continuano a trovare occupazione soprattutto nel terziario (37,6% delle femmine occupate contro il 28,3% dei maschi). Viceversa l’industria continua a essere un settore prettamente maschile (il 43,3% dei maschi è occupato in questo settore ma solo il 31,7% delle femmine). L’agricoltura è il settore che occupa all’incirca la stessa percentuale di maschi e femmine: nel primario lavorano il 28,4% dei maschi e il 30,7% delle femmine. [a, b]

• La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria continua a essere la Lombardia (58,9%) , seguono il Piemonte (50,9%) e il Friuli Venezia Giulia con il 45,2%. La più alta percentuale di occupati in agricoltura è nel Molise (47,4%), dieci anni fa la regione più agricola era la Basilicata (che occupava nel primario il 73,2% ). I servizi sono maggiormente diffusi nel Lazio (48,7%), segue la Liguria (46,4%). [a, b1]

La produzione agricola nel 1961

Quest’anno si sono prodotti: 83 milioni e 112mila quintali di frumento, 39,360 milioni di quintali di granoturco, 6,998 di riso, 5,846 di avena, 2,787 di orzo.

• Altri prodotti (in migliaia di quintali):

Patate: 39.315
Pomodori: 26.760
Barbabietola da zucchero: 70.709
Olive: 22.505
Olio d’oliva: 3.941
Arance: 7.992
Limoni: 4.945
Tabacco: 250

Vino: 52,482 milioni di ettolitri [l]

Bestiame. Al censimento generale dell’agricoltura del 1961, i bovini sono 9 milioni e 485mila. Sono allevati per lo più (il 22,5%) in piccole aziende, con da 6 a 10 capi di bestiame. Nelle grandi aziende con oltre 100 capi (sono poco più di 3.500, lo 0,2%, del totale) viene allevato il 6,1% dei bovini italiani. [m]

• Gli ovini e caprini sono 9,374 milioni, i suini 4,478 milioni, gli equini 1,170 milioni. [l]

• Macellati: 3 milioni e 568mila bovini, 5,496 milioni di ovini e caprini, 3,869 milioni di suini, 183mila equini, 2 milioni e 607mila quintali di pollame e 543mila di conigli e selvaggina. La quantità di pollame macellato è più che triplicata in soli dieci anni.

• Prodotti: 3,679 milioni di quintali di uova, 80,930 milioni di quintali di latte (di cui 31,076 destinati al consumo diretto), 675mila quintali di burro, 4,345 milioni di quintali di formaggio. E poi 6.678 tonnellate di bozzoli, 12.744 tonnellate di lana sucida (da lavorare).

• Pesce pescato (compresi molluschi e crostacei): 2 milioni e 658mila quintali. [l]

Il boom dell’industria dei trasporti

• Boom delle quattro ruote: in dieci anni è quasi sestuplicata la produzione di automobili. Dalle fabbriche italiane sono uscite quest’anno 693.672 autovetture e 65.744 altri autoveicoli (camion, furgoni, autobus ecc.). Varate 261 navi per 319.865 tonnellate di stazza. Prodotte 81 locomotive elettriche, 135 automotrici ed elettromotrici per le Ferrovie dello Stato.

• Prodotte 239.315 tonnellate di filati di cotone e 182.199 di tessuti di cotone, 761 tonnellate di seta greggia.

Import-export. Importazioni per un valore pari a 3.264 miliardi di lire (1.686 milioni di euro correnti), esportazioni pari a 2.614 miliardi di lire (1.350 milioni di euro), con un saldo negativo pari a 650 miliardi di lire (336 milioni di euro). L’Italia ha importato soprattutto frumento (24,343 milioni di quintali), carbon fossile e coke (103,502 milioni di quintali), ferro e acciaio lavorati (25,399 milioni di quintali). Ha esportato agrumi (4,640 milioni di quintali), vini e vermut (2,113 milioni di hl), formaggi (233mila quintali), tessuti di cotone (113mila quintali). [l]

Milleduecento chilometri di autostrade

• La rete stradale italiana è di 194.229 chilometri, di cui 1.258 di autostrade (fino al 1957 erano rimasti 479, come nel 1938) e 30.440 di strade statali.

• Sulle strade italiane circolano 2.449.123 automobili (48,5 ogni mille abitanti). Una crescita vertiginosa: in dieci anni sono più che quintuplicate. Nel 1951, anno dell’ultimo censimento, erano poco più di 425mila. [i]

• Gli incidenti stradali sono stati 306.889. I morti 8.987 (2.911 in auto, 3.660 in moto).

Impennata del traffico aereo

Passeggeri in arrivo quest’anno negli aeroporti italiani: 1.876.923. In partenza: 1.888.571. In dieci anni il traffico aereo passeggeri è aumentato di oltre sei volte.

In treno. La rete ferroviaria si sviluppa su 21.143 chilometri (di cui 4.763 in concessione). Il traffico ferroviario ha registrato quest’anno 385,847 milioni di passeggeri e 57,008 milioni di tonnellate di merci caricate (una quantità inferiore non solo agli anni della guerra ma anche al 1929 e 1930). [d]

In nave. Nei porti italiani sono sbarcati 6 milioni e 426mila passeggeri, di cui 554mila arrivati da porti esteri. Se ne sono imbarcati 6 milioni e 251mila, di cui 447mila per porti esteri. [l]

Il valore della lira nel 1961

• Coefficiente di rivalutazione della moneta: 23,333 (il coefficiente indica di quante volte occorre moltiplicare i valori monetari del 1961 per riportarli al valore del 2010. Per la conversione in euro bisogna dividere l’importo in lire per 1.936,27).

• In Italia circola denaro per un totale di 2.888 miliardi e 915 milioni di lire (equivalenti a 1 miliardo e 492 milioni di euro correnti, rivalutabili a 34,808 miliardi di euro del 2010): 2.800 miliardi di lire in banconote, 88 miliardi e 563 milioni in monete. [e]

Prezzi. Prezzi medi al consumo, al chilo, di alcuni prodotti del comparto alimentare. Valori in lire dell’epoca, tra parentesi in euro del 2010.

Pane: 135 (1,63)
Pasta: 205 (2,47)
Riso: 198 (2,39)
Patate: 53 (0,64)
Carne bovina: 1.305 (15,73)
Carne suina: 1.104 (13,30)
Burro: 1.205 (14,52)
Zucchero: 204 (2,46)
Caffè: 2.065 (24,88)

Latte: 86 (1,04) al litro
Olio d’oliva: 614 (7,40) al litro
Vino: 125 (1,51) al litro

Uova: 35 (0,42) al pezzo [f]

• L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati è aumentato quest’anno del 2,9% rispetto al 1960.

• Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, considerato come base pari a 1 il 1913: 306,116. [f]

Banche. Gli istituti di credito hanno fatto prestiti per 12.144 miliardi e 285 milioni di lire (equivalenti a 6 miliardi e 272 milioni di euro correnti, rivalutabili in 146,344 miliardi di euro del 2010), hanno titoli in portafoglio per 3.360,685 miliardi di lire, azioni e partecipazioni per 212,668 miliardi. Tra le passività: 12.239,162 miliardi di lire in depositi, 2.987,664 miliardi in obbligazioni emesse, 695,413 miliardi in capitale e riserve. [e]

Le temperature di un anno

Temperatura media giornaliera e, tra parentesi, valore medio delle massime e delle minime (in gradi centigradi) in alcune città:

Milano 15,2 (18,8 - 11,6)
Roma 17,1 (21,8 - 12,4)
Napoli 19,3 (23,0 - 15,6) [g]



Fonti: tutti i dati sono ricavati dalle Serie storiche dell’Istat, consultabili on line (seriestoriche.istat.it). In particolare:

[a] Censimento generale della popolazione e delle abitazioni 1961
[b1] Ministero dell’Agricoltura, industria e commercio
[b3] Ministero della Pubblica istruzione
[c] Direzione generale della marina mercantile
[d] Ferrovie dello Stato [e] Banca d’Italia
[f] Direzione generale del lavoro
[g] Ufficio centrale di meteorologia ed ecologia agraria
[i] Automobile club d’Italia
[l] Istat