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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Censimenti italiani
Censimento della popolazione italiana

Censimento del 1921, più italiane che italiani

Gli italiani residenti sono 38,449 milioni (presenti 37,974 milioni). Considerando i confini attuali, gli italiani sono 37,856 milioni. Le donne sono il 50,3 per cento. È il primo censimento che certifica il sorpasso della popolazione femminile su quella maschile, che resterà costante, anche se qui è dovuto in buona parte alla falcidia operata dalla Prima guerra mondiale. La ricostruzione anno per anno della popolazione residente, curata dall’Istat, data il sorpasso al 1917: all’inizio del 1918, infatti, i maschi risultano 18,906 milioni, le femmine 18,938. [a]

• La popolazione a inizio anno è di 36,431 milioni, a fine anno di 38,483 milioni. Saldo naturale (la differenza tra nati vivi e morti): 471mila. [a]

Tra i 10 e i 14 anni la fascia d’età più numerosa

Gli italiani con meno di 5 anni sono il 9,3% della popolazione, quelli nella fascia d’età 5-9 anni il 10,7%, 10-14 l’11,0%, 15-19 il 9,9%, 20-24 l’8,8%, 25-29 il 7,4%, 30-34 il 6,8%, 35-39 il 6,1%, 40-44 il 5,5%, 45-49 il 5,0%, 50-54 il 4,5%, 55-59 il 4,1%, 60-64 il 3,7%, 65-69 il 2,8%, 70-74 il 2,1%, 75-79 l’1,2%, 80-84 lo 0,5%, 85-89 lo 0,2%. Percentuali inferiori all’1 per mille per le fasce 90-94 e 95-99 (quantificati rispettivamente in 13mila e 2mila) e per gli ultracentenari. [a]

• Ci sono 23,3 italiani di 65 anni e oltre ogni cento italiani tra 0 e 14 anni (indice di vecchiaia pari al 23,3%).

• Ci sono 61,2 italiani in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e oltre) ogni cento in età attiva (15-64 anni) (indice di dipendenza strutturale pari al 61,2%).

Nati. I parti sono stati 1.158.684 (nati vivi e nati morti), di cui 13.127 doppi e 154 tripli. Nati in totale: 1.172.122, di cui 27.040 da parti plurimi (il 2,3%). I nati morti sono il 4,81% dei nati vivi. [b1]

Morti. Maschi morti in totale 328.320, di cui 115.733 che avevano da 0 a 4 anni. Femmine, 313.914, di cui 100.771 da 0 a 4 anni. La mortalità infantile è ancora alta (124,3 morti nel primo anno di vita ogni 1.000 nati vivi), l’età media alla morte è di 35,9 anni per i maschi, 39,3 per le femmine. Si alza a 63,8 e 64,6 rispettivamente, se calcolata sulle età di morte dai 5 anni in poi.

Statura. L’altezza media dei maschi iscritti alla leva (considerando un’età di 18 anni) è di 164,89 centimetri. Per la prima volta sono di più gli italiani che misurano tra i 165 e i 169 cm (il 28,2%) di quelli che stanno tra i 160 e i 164 cm (27,7%). L’1,2% misura tra i 145 e i 149 cm, solo l’1,2% 180 cm e oltre. [b2]

Ancora tanti matrimoni dopo il record del 1920

Il 37,3% degli italiani è sposato. Quest’anno sono stati celebrati 438.535 matrimoni, vale a dire 11,7 ogni mille abitanti. Una cifra molto alta, la seconda di sempre dopo il record dello scorso anno: nel 1920 i matrimoni sono stati 508.834, ovvero 14 ogni mille abitanti.

• Le separazioni legali sono state 1.399: 3,7 ogni centomila abitanti.

• Maschi sposati: 14.329 hanno fino a 21 anni, 115.860 21-24, 165.250 25-29, 97.111 30-39, 19.924 40-49, 13.208 50 e più.

• Femmine sposate: 89.512 hanno fino a 21 anni, 164.909 21-24, 111.951 25-29, 44.759 30-39, 9.019 40-49, 5.532 50 e più. [f]

• Quasi tre famiglie su dieci hanno sei o più componenti: non si tratta solo di genitori e figli, però, ma di quanti convivono sotto lo stesso tetto. Le famiglie composte da un solo membro sono il 9,1%, da due il 16,9%, da tre il 17,3%, da quattro il 15,4%, da cinque il 13,1%, da sei e oltre il 28,2%.

L’Italia un po’ più grande dopo la guerra

• Nonostante la vittoria contro l’Impero austro-ungarico, alla fine della Prima guerra mondiale l’Italia non ha ottenuto in termini territoriali tutto ciò che voleva (e che prevedeva il Patto di Londra negoziato all’inizio del conflitto). Con il Trattato di Rapallo (12 novembre 1920) il governo ha chiuso il contenzioso con la neonata Jugoslavia e ha ottenuto comunque l’annessione di Trieste e Gorizia, di Zara e di alcune isole del Quarnaro. Il Regno d’Italia ha così una superficie di 310.107 km quadrati.

• I comuni italiani sono 9.194, i centri abitati 28.338. Il 74,2% della popolazione vive nei centri abitati. Densità: 122,5 abitanti per km quadrato.

Trieste, una grande città tornata italiana

• Trieste, tornata italiana al termine della Prima guerra mondiale, è la nona città per numero di abitanti. Napoli è sempre prima e Roma terza, ma la capitale ha fatto un grande balzo in avanti: in dieci anni ha quasi 150mila abitanti in più rispetto all’ultimo censimento. Ecco gli abitanti dei grandi comuni (che costituiscono il 13,1% del totale della popolazione italiana):

Torino 502.274
Milano 718.800
Genova 316.217
Venezia 171.665
Verona 92.536
Trieste 238.655
Bologna 211.157
Firenze 253.565
Roma 691.661
Napoli 772.405
Bari 114.754
Palermo 393.612
Messina 176.405
Catania 252.448
Cagliari 61.758

Pochi emigranti verso l’Europa

È in calo negli ultimi anni l’emigrazione. Il flusso verso alcuni paesi è addirittura crollato: è il caso della Svizzera, in cui dieci anni fa erano entrati quasi 89mila italiani, e ancor più della Germania, dove sempre nel 1911 ne erano arrivati poco meno di 65mila. Sono 201.291 gli italiani espatriati nel 1921. Ne sono andati:

44.782 in Francia
1.811 in Germania
8.753 in Svizzera
67.495 negli Stati Uniti
33.277 in Argentina
8.587 in Brasile
1.468 in Australia [h]

Nelle carceri italiane

A fine anno i detenuti sono 43.758 in custodia cautelare, 12.213 in esecuzione della pena.

L’istruzione degli italiani nel 1921

• Per l’anno scolastico 1921-22 gli iscritti alla scuola elementare sono 4 milioni 267mila (2 milioni 246mila maschi e 2 milioni 21mila femmine), alle scuole media e superiore 390mila (243 mila maschi, 146mila femmine), all’università 49mila (44mila maschi, 5mila femmine).

• All’università. Il 14% degli studenti è iscritto a un corso di laurea a indirizzo scientifico, il 17,4% giuridico, il 20,3% medico, il 23,2 ingegneria, il 4% agrario, l’8,2% letterario, il 12,9% economico-statistico.

Analfabeti. Il 12,2% degli uomini e il 20,3% delle donne non hanno sottoscritto l’atto di matrimonio perché non sapevano scrivere (in totale il 16,2%).

Il lavoro degli italiani nel 1921

Occupati, disoccupati (anche i temporaneamente inabili al lavoro) e le persone in cerca di prima occupazione (la “popolazione attiva”) sono 17 milioni 800mila (12,549 milioni i maschi, 5,251 milioni le femmine). [a, b1]

• Il 54,7% dei maschi è occupato nell’agricoltura, il 25,4% nell’industria, il 20% in altre attività. Le femmine: il 58,2% nell’agricoltura, il 23,6% nell’industria, il 18,3% in altre attività. [a, b1]

• La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria è la Lombardia (40,1%), dal 1861 sempre in crescita. Staccata la seconda, la Liguria (31,2%), in calo la Puglia e, in misura minore, l’Emilia Romagna. La più alta percentuale di occupati in agricoltura è in Basilicata (77,3%), seguita da Abruzzo e Molise (76,9%). [a, b1]

La produzione agricola nel 1921

Quest’anno si sono prodotti: 51 milioni e 84mila quintali di frumento, 24,774 milioni di quintali di granoturco, 5,284 di riso, 4,886 di avena, 2,309 di orzo, 1,609 di segale.

• Altri prodotti (in migliaia di quintali):

Patate: 26.256
Olive: 11.831
Olio d’oliva: 2.085
Arance: 2.964
Limoni: 4.162
Tabacco: 149

Vino: 35,551 milioni di ettolitri [b1]

• L’Italia ha 5 milioni e 14mila ettari di boschi. [b1]

Bestiame. I bovini sono 6 milioni e 264mila, gli ovini e caprini 14,837 milioni, i suini 2,461 milioni, gli equini 2,436 milioni. [b1]

• Macellati: 1 milione 857mila bovini, 7,511 milioni di ovini e caprini, 3,639 milioni di suini, 73mila equini, 532mila quintali di polame e 161mila di conigli e selvaggina.

• Prodotti: 2,483 milioni di quintali di uova, 35,823 milioni di quintali di latte (di cui 12,527 destinati al consumo diretto), 452mila quintali di burro, 1 milione 825mila quintali di formaggio. E poi 38.120 tonnellate di bozzoli, 16.456 tonnellate di lana sucida (da lavorare). [b1]

• Pesce pescato: 1 milione 124mila quintali. [c]

L’industria e il commercio con l’estero

• Prodotte 132.960 tonnellate di filati di cotone e 94.010 di tessuti di cotone, 3.478 tonnellate di seta greggia.

• Varate 31 navi (per 143.193 tonnellate di stazza). Prodotte 261 locomotive per le Ferrovie dello Stato. [b1]

Import/export. Importazioni per un valore pari a 16.913.318.000 lire (8,735 milioni di euro correnti), esportazioni pari a 8.043.265.000 lire (4,154 milioni di euro), con un saldo negativo pari a 8.870.052.000 lire (4,581 milioni di euro). Il Regno d’Italia ha importato soprattutto frumento (27,998 milioni di quintali: resterà un record per molto tempo, fino agli anni Settanta), carbon fossile e coke (74,705 milioni di quintali), ferro e acciaio lavorati (2,160 milioni di quintali). Ha esportato agrumi (2,708 milioni di quintali), vini e vermut (913mila hl), formaggi (76mila quintali), tessuti di cotone (323mila quintali).

Sulle strade italiane 34mila automobili

• Sulle strade italiane circolano 34.138 automobili (0,9 ogni mille abitanti). [i]

 In treno. La rete ferroviaria si sviluppa su 20.556 chilometri (di cui 4.261 in concessione). La rete delle Ferrovie dello Stato è di 16.295 chilometri. (Rete ferroviaria totale del 2009, interamente delle Ferrovie dello Stato: 16.686 chilometri). Il traffico ferroviario ha registrato quest’anno 112,815 milioni di passeggeri e 33,772 milioni di tonnellate di merci caricate. [d]

In nave. Nei porti italiani sono sbarcati 3 milioni 563mila passeggeri (di cui 154mila arrivati da porti esteri). Se ne sono imbarcati 3 milioni 581mila, di cui 148mila per porti esteri. [b2]

Soldi e prezzi del 1921

La lira. Coefficiente di rivalutazione della moneta: 1713,6948 (il coefficiente indica di quante volte occorre moltiplicare i valori monetari del 1921 per riportarli al valore del 2010. Per la conversione in euro bisogna dividere l’importo in lire per 1.936,27).

• Nel Regno d’Italia circola denaro per un totale di 22 miliardi e 23 milioni di lire (equivalenti a 11,374 milioni di euro correnti, rivalutabili a 19,491 miliardi di euro del 2010): 21 miliardi e 749 milioni di lire in banconote, 273 milioni in monete. [e]

Prezzi. Prezzi medi al consumo, al chilo, di alcuni prodotti del comparto alimentare. Valori in lire dell’epoca, tra parentesi in euro del 2010.

Pane: 1,41 (1,25)
Pasta: 2,13 (1,89)
Riso: 2,04 (1,81)
Patate: 0,81 (0,72)
Carne bovina: 12,94 (11,47)
Carne suina: 11,55 (10,24)
Burro: 20,28 (17,98)
Zucchero: 6,24 (5,53)
Caffè: 23,68 (20,99)

Latte 1,64 (1,45) al litro
Olio d’oliva: 11,19 (9,92) al litro
Vino: 2,57 (2,28) al litro

Uova: 0,65 (0,58) al pezzo [f]

• L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati è aumentato quest’anno del 18,3% rispetto al 1920.

• Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, considerato come base pari a 1 il 1913: 4,168. [f]

Banche. Gli istituti di credito hanno fatto prestiti per 29 miliardi e 803 milioni di lire (equivalenti a 15,392 milioni di euro correnti, rivalutabili in 26,377 miliardi di euro del 2010), hanno titoli in portafoglio per 11,184 miliardi, azioni e partecipazioni per 1,379 miliardi. Tra le passività: 37 miliardi e 354 milioni di lire in depositi, 1,202 miliardi in obbligazioni emesse, 4,264 miliardi in capitale e riserve. [e]

Le temperature di un anno

Temperatura media giornaliera e, tra parentesi, valore medio delle massime e delle minime (in gradi centigradi) in alcune città:

Milano 13,8 (18,3 - 9,3)
Roma 15,9 (20,7 - 11,1)
Napoli 17,2 (20,6 - 13,7) [g]



Fonti: tutti i dati sono ricavati dalle Serie storiche dell’Istat, consultabili on line (seriestoriche.istat.it). In particolare:

[a] Censimento generale 1921
[b1] Ministero dell’Agricoltura, industria e commercio
[b2] Ministero della Guerra, ministero della Marina
[b3] Ministero dell’Istruzione pubblica
[c] Direzione generale della marina mercantile
[d] Ferrovie dello Stato [e] Banca d’Italia
[f] Direzione generale del lavoro
[g] Ufficio centrale di meteorologia ed ecologia agraria
[h] Commissariato generale dell’emigrazione
[i] Automobile club d’Italia