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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Censimenti italiani
Censimento della popolazione italiana

Dieci anni dopo il primo censimento dell’Italia unita, il paese torna a contarsi. [Leggi anche qui] Questa volta ci sono anche Roma e Venezia. Questi, insieme ad altri dati statistici dell’epoca, i risultati.

Gli italiani nel 1871

Gli italiani residenti sono 27,303 milioni (presenti 26,801 milioni). Considerando i confini attuali, gli italiani sono 28,151 milioni. Le donne sono il 49,1 per cento.

• La popolazione a inizio anno (compresa quella dei territori annessi nel 1871) è di 26,346 milioni, a fine anno di 27,304 milioni. Saldo naturale (la differenza tra nati vivi e morti): 173mila. [a]

Età. Gli italiani con meno di 5 anni sono l’11,6% della popolazione, quelli nella fascia d’età 5-9 anni il 10,9%, 10-14 il 10%, 15-19 il 9%, 20-24 l’8,7%, 25-29 il 7,7%, 30-34 il 7,2%, 35-39 il 6,2%, 40-44 il 6,3%, 45-49 il 5,2%, 50-54 il 5,2%, 55-59 il 3,3%, 60-64 il 3,6%, 65-69 il 2,1%, 70-74 l’1,6%, 75-79 lo 0,7%, 80-84 lo 0,5%, 85-89 lo 0,1%. Percentuali inferiori all’1 per mille perle fasce 90-94 e 95-99 (quantificati rispettivamente in 12mila e 3mila) e per gli ultracentenari. [a]

• Ci sono 15,7 italiani di 65 anni e oltre ogni cento italiani tra 0 e 14 anni (indice di vecchiaia pari al 15,7%).

• Ci sono 60,2 italiani in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e oltre) ogni cento in età attiva (15-64 anni) (indice di dipendenza strutturale pari al 60,2%).

Nati. I parti sono stati 974.667 (nati vivi e nati morti), di cui 11.553 doppi e 168 tripli. Nati in totale: 986.559, di cui 23.614 da parti plurimi (il 2,4%). [b1]

Morti. Maschi morti in totale 404.244, di cui 195.881 che avevano da 0 a 4 anni. Femmine, 374.554, di cui 176.076 da 0 a 4 anni. Mortalità infantile altissima (227,2 morti ogni 1.000 nati vivi), l’età media alla morte è di 6,2 anni per i maschi, 7,6 per le femmine. Si alza a 51 e 50,3 rispettivamente, se calcolata sulle età di morte dai 5 anni in poi. [b1]

Coppie. Il 35,6% degli italiani è sposato. Quest’anno si sono celebrati 192.839 matrimoni. • Maschi sposati: 2.008 hanno fino a 21 anni, 44.699 21-24, 74.948 25-29, 50.801 30-39, 13.531 40-49, 6.852 50 e più.

• Femmine sposate: 31.578 hanno fino a 21 anni, 85.052 21-24, 44.276 25-29, 23.629 30-39, 6.183 40-49, 2.121 50 e più.

Statura. L’altezza media dei maschi iscritti alla leva (ipotizzando un’età di 17 anni) è di 162,64 centimentri. Il 28,3% sta tra i 160 e i 164 cm, l’1,7% misura meno di 145 cm, lo 0,6% 180 e oltre. [b2]

Quant’è grande il Regno d’Italia

• Il Regno d’Italia ha una superficie di 296.305 km quadrati. I comuni sono 8.382, i centri abitati 25.337. Il 74,3% della popolazione vive nei centri abitati. Densità: 90,5 abitanti per km quadrato.

Napoli è sempre la più grande città italiana

• Dal 20 settembre 1870 anche Roma fa parte del Regno d’Italia, ma la città con il maggior numero di abitanti è sempre Napoli. Gli abitanti dei grandi comuni (popolazione totale):

Torino 212.644
Milano 199.009
Genova 130.269
Venezia 128.901
Verona 67.080
Bologna 115.957
Firenze 167.093
Roma 244.484
Napoli 448.335
Bari 50.524
Palermo 219.398
Messina 111.854
Catania 84.397
Cagliari 33.039

L’istruzione degli italiani nel 1871

Analfabeti. Il 57,7% degli uomini e il 76,7% delle donne non hanno sottoscritto l’atto di matrimonio perché non sapevano scrivere (in totale il 67,2%).

• Per l’anno scolastico 1871-72 gli iscritti alla scuola elementare sono 1 milione e 723mila (960mila maschi e 762mila femmine), alle scuole media e superiore 24mila, all’università 12mila.

• All’università. Il 35,6% è iscritto a un corso di laurea a indirizzo scientifico, il 31,9% giuridico, il 27,1% medico, il 3,1% agrario, l’1,4% letterario, lo 0,8% economico-statistico.

Gli italiani al lavoro (soprattutto in agricoltura)

Occupati, disoccupati (anche i temporaneamente inabili al lavoro) e le persone in cerca di prima occupazione (la “popolazione attiva”) sono 16 milioni e 93mila (9,857 milioni i maschi, 6,236 milioni le femmine). [a]

• Il 69% dei maschi è occupato nell’agricoltura, il 15,2% nell’industria, il 15,8% in altre attività. Le femmine: il 65,2% nell’agricoltura, il 25,3% nell’industria, il 9,5% in altre attività. [a]

• La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria è la Calabria (29,2%) seguita da Lombardia e Puglia (entrambe 23,1%). La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura è in Valle d’Aosta (88%) seguita dal Friuli Venezia Giulia (79,5%). [a]

• Gli italiani espatriati quest’anno sono 122.479.

La temperatura di un anno

• Temperatura media giornaliera e, tra parentesi, temperatura media delle massime e delle minime (in gradi centigradi) in alcune città:

Milano 12,7 (17,1 - 8,3)
Roma 15,3 (19,9 - 10,6)
Napoli 16,7 (21,0 - 12,4)

La produzione agricola nel 1871

Quest’anno si sono prodotti: 40 milioni e 103mila quintali di frumento, 23,040 milioni di quintali di granoturco, 5,294 di riso, 3,400 di avena, 2,475 di orzo, 1,519 di segale.

• Altri prodotti (in migliaia di quintali):

Patate: 11.064
Olive: 27.781
Olio d’oliva: 3.477
Arance: 1.605
Limoni: 1.583
Tabacco: 38

Vino: 28,500 milioni di ettolitri

• Il Regno d’Italia ha 5 milioni e 427mila ettari di boschi.

Bestiame. I bovini sono 3 milioni e 784 mila, gli ovini e caprini 9,314 milioni, i suini 1,707 milioni, gli equini 1,391 milioni.

• Macellati 744mila bovini, 5,144 milioni di ovini e caprini, 2,056 milioni di suini, 25mila equini, 461mila quintali di pollame e 121mila di conigli e selvaggina.

• Prodotti: 2,017 milioni di quintali di uova, 16,542 milioni di quintali di latte (di cui 7,245 destinati al consumo diretto), 141mila quintali di burro, 496mila quintali di formaggio. E poi 52.095 tonnellate di bozzoli, 7.520 tonnellate di lana sucida (da lavorare). [b1]

• Pesce pescato: 474mila quintali. [b3]

L’industria e il commercio con l’estero

Prodotte 3.473 tonnellate di seta greggia. Varate 803 navi (per 65.672 tonnellate di stazza). [b1]

Import/export. Importazioni per un valore pari a 496mila euro correnti, esportazioni pari a 555mila euro, con un saldo positivo pari a 59mila euro correnti. Il Regno d’Italia ha importato soprattutto frumento (2,903 milioni di quintali), carbon fossile e coke (7,914 milioni di quintali), ferro e acciaio lavorati (910mila quintali). Ha esportato agrumi (878mila quintali), vini e vermut (243mila hl), formaggi (18mila quintali). [c3]

Trasporti. La rete ferroviaria si sviluppa per 6.710 chilometri (di cui 73 in concessione). [d]

• Nei porti italiani sono sbarcati 594mila passeggeri (di cui 73mila arrivati da porti esteri). Se ne sono imbarcati 562mila, di cui 71mila per porti esteri. [b2]

Soldi e prezzi del 1871

La lira. Coefficiente di rivalutazione della moneta: 8228,894 (il coefficiente indica di quante volte occorre moltiplicare i valori monetari del 1871 per riportarli al valore del 2010. Peri la conversione in euro bisogna dividere l’importo in lire per 1.936,27).

• Nel Regno d’Italia circola denaro per 2 miliardi e 46 milioni di lire (equivalenti a 1,057 milioni di euro): 1 miliardo e 159 milioni (599mila euro) in banconote, 886 milioni (458mila euro) in monete. [e]

Prezzi. Prezzi medi al consumo, al chilo, di alcuni prodotti del comparto alimentare. Valori in lire dell’epoca, tra parentesi in euro del 2010.

Pane: 0,44 (1,89)
Pasta: 0,69 (2,96)
Ris 0,44 (1,89)
Patate: 0,13 (0,57)
Carne bovina: 1,04 (4,44)
Carne suina: 1,47 (6,25)
Burr 2,84 (12,09)
Zuccher 1,26 (5,34)
Caffè: 2,48 (10,53)
Latte: 0,25 (1,07) al litro
Olio d’oliva: 1,33 (5,67) al litro
Vin 0,56 (2,38) al litro
Uova: 0,07 al pezzo]

• L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati è aumentato quest’anno del 3,1% rispetto al 1870. • Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, considerato come base pari a 1 il 1913: 0,868. [b8]

Banche. Hanno fatto prestiti per oltre 571 milioni di lire (pari a 295mila euro), hanno titoli in portafoglio per 75 milioni (39mila euro), azioni e partecipazioni per 141 milioni (73mila euro). Tra le passività: 617 milioni (319mila euro) in depositi, 56 milioni (29mila euro) in obbligazioni emesse, 135 milioni (70mila euro) in capitale e riserve. [e]


Fonti:
[a] Censimento generale, 31 dicembre 1871
[b1] Ministero dell’Agricoltura, industria e commercio
[b2] Ministero della Guerra, ministero della Marina
[b3] Direzione generale della marina mercantile
[b4] Ferrovie dello Stato
[b7] Banca d’Italia
[b8] Direzione generale del lavoro

Dieci anni dopo il primo censimento dell’Italia unita, il paese torna a contarsi. [Leggi anche qui] Questa volta ci sono anche Roma e Venezia. Questi, insieme ad altri dati statistici dell’epoca, i risultati.