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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Andrea Doria

Il varo dell’Andrea Doria

• Varato a Sestri Ponente l’Andrea Doria. Lo scafo è stato benedetto dal cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, e battezzato dalla signora Giuseppina Saragat («Più di una nave, uno stile di vita, un’esperienza unica ed indimenticabile»), moglie dell’ex ministro della Marina Mercantile. Andrea Doria era un celebre ammiraglio genovese del XVI secolo. La nave appartiene a “Italia – Società di Navigazione del Gruppo Finmare” detta anche “Società Italia” e conosciuta internazionalmente come “Italian Line”. È stata costruita nel cantiere navale n. 918 Ansaldo di Genova Sestri Ponente (il 9 febbraio 1950 la chiglia fu poi portata alla rampa del Cantiere n. 1). [Sta. 27/7/1956; Wikipedia] 

I numeri dell’Andrea Doria

• È lunga 213 metri, alta 15, larga 36, stazza 29.088 tonnellate. L’impianto motori dispone di 2 gruppi di turbine che sviluppano 60 mila cavalli vapore (una velocità di 23 nodi a pieno carico). Le due eliche, a tre pale ciascuna, pesano complessivamente 32 tonnellate. È dotata di radar, radiotelegrafo, centralino teleradiofonico (300 numeri per consentire ai passeggeri di telefonare dalle proprie cabine), radiogoniometro, giro-bussola (che mantiene automaticamente la rotta) e un impianto centrale per la segnalazione incendi. L’energia elettrica è distribuita attraverso 300 chilometri di cavi, sufficienti al fabbisogno di una piccola città. [Sta. 27/7/1956] 

Le classi della Doria

• 218 cabine di Prima classe, 320 di Classe cabina, 703 di Turistica, un equipaggio di 572 persone, di cui 42 ufficiali. Può trasportare fino a 1.241 passeggeri. Sedici lance di salvataggio per 2008 persone. [Gino Tomajuoli, Sta.27/7/1956; Francesco Rosso, Sta. 27/7/1956.]

La Grande dama del mare

• Soprannominata la “Grande dama del mare” l’Andrea Doria è una pinacoteca galleggiante, con dipinti, arazzi, statue, ceramiche e altre meraviglie. Un milione di dollari sono spesi in decori e pezzi d’arte nelle cabine e nelle sale pubbliche, inclusa una statua a grandezza naturale dell’Ammiraglio Doria, molti la considerano la più bella nave mai varata. È fra le navi più grandi e veloci al mondo. Non è stata progettata per competere in dimensioni e celerità con i prestigiosi transatlantici del momento, ma per portare nel mondo il messaggio delle incomparabili bellezze artistiche che l’Italia può offrire. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001; sullacrestadellonda.it]

I comfort sulla Doria

• Tre piscine, saloni, quattro cinema, impianto di aria condizionata, campo da tennis, pallacanestro, tiro al piattello o al bersaglio sono a disposizione di tutti i passeggeri e non solo di quelli di Prima classe. Cinque cucine dotate di forni, pasticcerie e frigoriferi, cantine, una tipografia, un ambulatorio per sessanta ammalati.  [Gino Tomajuoli, Sta. 27/7/1956; Francesco Rosso, Sta. 27/7/1956]

Viaggio inaugurale dell’Andrea Doria

• Alle 11.25 l’Andrea Doria lascia il porto di Genova per il suo viaggio inaugurale. È diretta a Cannes, dove completerà l’imbarco passeggeri. Poi proseguirà per Gibilterra e New York. «Sulla nave viaggiano 25 rappresentanti dei più autorevoli giornali e agenzie di stampa statunitensi giunti espressamente da New York» (Sta.). [Sta. 15/1/1953]

Nella cambusa della Doria

• Per la prima traversata atlantica nei frigoriferi e nella cambusa ci sono: 18mila chili di carne, 2.800 di burro, 30mila di frutta, 16mila litri di latte e 25mila di vino, 25mila limoni, 1.600 bottiglie di gin e di whisky, 2.500 di spumante e 14mila di birra. Le cisterne per l’acqua dolce hanno una portata di 3.300 tonnellate. Altre cisterne contengono 370 tonnellate di acqua potabile. I depositi di nafta hanno una capacità di 4.300 metri cubi, sufficienti per consentire alla nave un viaggio completo di andata e ritorno sulle più larghe distanze. [Sta. 27/7/1956]

L’Andrea Doria arriva a New York

• L’Andrea Doria attracca al molo 84 di New York. Ha un’ora di ritardo. A riceverla una delegazione guidata dal sindaco della città di New York, Vincent R. Impellitteri. Durante il viaggio inaugurale la Doria ha affrontato numerose tempeste specialmente in fase di avvicinamento al continente Nord Americano ma – scrive La Stampa del 24 gennaio 1953 –: «mentre il mare era al suo peggio i passeggeri sorbivano tranquillamente il tè sui ponti veranda».  [andreadoriaship.blogspot.com]

Gli ospiti della Doria

• Nei viaggi successivi la Doria è sempre a pieno carico. Tra i suoi ospiti Renata Tebaldi, Orson Welles, Cary Grant, Aga Khan, il generale Marshal e moltissimi altri nomi illustri.

L’Andrea Doria al cinema

• L’Andrea Doria compare anche in Fronte del porto. Elia Kazan infatti ha voluto fare incrociare lo sguardo di Brando con la nave mentre esce dai piers di New York. 

La centounesima crociera della Doria

• L’Andrea Doria salpa dal porto di Genova per la sua 101esima crociera sulla “Rotta del sole”. Farà, come di consueto, scalo a Cannes e a Gibilterra prima di arrivare a New York. Fra i passeggeri, 900 emigranti italiani diretti negli Stati Uniti e 160 turisti americani di ritorno da una vacanza in Europa. Tra questi il sindaco di Philadelphia, Dilworth. In tutto1.134 passeggeri e 572 membri dell’equipaggio. 

La Stockholm

• Alle 12, dal porto di New York salpa la MN Stockholm, una rompighiaccio svedese con a bordo 534 passeggeri e merci, alla vota di Goteborg. Al comando il capitano Gunnar Nordenson. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001]

La nebbia a Nantucket

• «Nel pomeriggio – racconta il terzo ufficiale Eugenio Giannini – si è levata una fitta nebbia». La nave si trova vicino al battello-fanale di Nantucket, a 180 miglia da Ambrose. Lì dove negli anni Trenta affondò l’Olimpic (dopo la collisione col faro) e dove il Republic si scontrò con il Florida. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001]

Il comandante prende misure precauzionali

• Verso sera il comandante Piero Calamai sale in plancia con il suo secondo Guido Badano. Il radar segnala una nave a 16 miglia. La nebbia si fa sempre più fitta. Calamai dà l’ordine di chiudere le paratie stagne («per precauzione») e fa attivare gli allarmi sonori («come vuole la prassi»). Intanto la nave appare a dritta dalla Doria a soli 4 gradi. Le navi dovrebbero sfiorarsi nel giro di poche mezz’ore. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001]

Carstens-Johannsen: «Accostata a dritta»

• A guidare la Stockolm c’è il giovane e inesperto terzo ufficiale Johan-Ernst Carstens-Johannsen, 26 anni, che decide per un’“accostata a dritta” come se non vedesse la Doria nella reale posizione (pensava che il radar della Stockholm stesse funzionando sulla portata delle 15 miglia, anziché delle 5 come in effetti era. Ciò lo indusse a calcolare male la distanza che lo separava dalla nave italiana – che valutò a 6 miglia quando invece era arrivata a sole 2 miglia). [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001; R. Par., Secolo XIX 27/4/2003]

Calamai: «Accostata a sinistra»

• Calamai per riparare la decisione della Stockholm ordina un’“accostata a sinistra”. Furibondo e incredulo, esce sull’ala destra della plancia per avvistare la nave. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001]

Lo scontro tra l’Andrea Doria e la Stockholm

• Alle 11.18 (ora di New York) quando Carstens-Johannsen vede il fianco destro della Doria ordina un «Indietro tutta». Ma è tardi. La prua della Stockholm (resistente per via della corazza pensata per i ghiacci artici) finisce nel fianco del transatlantico italiano, squarciandolo. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001]


• Alle 23,20 il piroscafo, sbandando, si inclina sul fianco, i ponti squarciati, la fiancata dilaniata. [Sta. 27/7/1956]   

• Tre marinai svedesi muoiono nell’urto. 

L’ultima notte in mare

• Mentre è avvenuta la collisione, a bordo si festeggia «l’ultima notte in mare», con attrici, industriali, uomini d’affari e personalità della finanza. La maggior parte dei passeggeri sta dormendo. Qualche urlo, pianti. Ma in generale nessun attacco di panico. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001]

Calamai evita il panico a bordo

• Calamai non vuole dare il segnale di abbandono della nave per non generare panico incontrollato. Tuttavia tonnellate di acqua si riversano sopra le paratie stagne e per quanto le pompe siano efficienti non riescono ad evitare che la nave continui ad inclinarsi. [Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001]   


• Guido Badano, secondo ufficiale di Sassello: «Quando fu chiaro che la nave era perduta, Calamai mi disse: “Lei si salverà, dica alle mie figlie che ho fatto tutto quanto era possibile”. Era un ufficiale brillante, ha fatto tutto ciò che andava fatto. Purtroppo l’invidia di colleghi ufficiali più anziani alimentò maligne dicerie. Fu la Stockholm, accostando a dritta, a piombarci addosso speronandoci. Noi eravamo nel viale di traffico regolare, loro molto più a nord della rotta normale (...). Non diede il segnale di abbandono nave ma era nel giusto. Resistette alle sollecitazioni del commissario governativo che lo pretendeva. “Non abbiamo abbastanza lance” – ribatté – “dove mettiamo tutti i passeggeri? Restano a bordo, in attesa dei soccorsi”». [Renzo Pardi, Il Secolo XIX, 27/4/2003]

L’Sos della Doria

• Subito il messaggio d’allarme: «S.O.S. S.O.S. S.O.S. qui Andrea Doria. Latitudine 40-30 nord, longitudine 69-53 ovest. In collisione con nave passeggeri svedese Stockholm. Siamo in condizioni di estremo pericolo. Non possiamo usare nostre scialuppe. Bisogno assistenza immediata». Nove miglia a sud-est il messaggio viene captato dal mercantile americano Cape Ann, proveniente da Bremerhaven e diretto a New York. Risposta all’allarme: «Ricevuto. Ripetere posizione». La Doria ripete. Dopo un minuto il mercantile annuncia: «Capito, dirigo su di voi». [Sta. 27/7/1956]

I soccorsi e le scialuppe

• La nave italiana non può calare le scialuppe: alcune distrutte dallo scontro, le altre bloccate dall’inclinazione dell’Andrea Doria. È la Stockholm a calare le sue scialuppe. Con l’aiuto del mercantile Cape Ann, la nave della marina militare americana William Thomas e il transatlantico Ile de France. [Sta. 27/7/1956]

• Fernando Callegari, di Lerici, era in cucina: «La nave era sbandata e le lance non scendevano. Sono andato a poppa, mi sono calato giù per una biscaglina su una lancia già in mare, ci trovai due amici. Non si riusciva a farla andare, aveva gli scivoli attaccati. La risacca ci tirava sotto la poppa, quando il mare scendeva usciva l’elica, mostruosa, e rischiavamo di finire a pezzi, quando saliva rischiavamo di schiantarci contro la poppa. Caricammo sette o otto ragazzini, c’era un tizio che aveva perso gli occhiali e non vedeva ma sapeva parlare inglese. Invocò aiuto dalle lance a motore dello Stockholm che andavano avanti e indietro. Ci trainarono a bordo della nave svedese. Più tardi vedemmo la Doria tornare in linea di galleggiamento e poi andar giù di prua. Mio padre, sbarcando dalla Doria, disse a mia madre. Tranquilla, quella nave è inaffondabile. Ero al mio primo viaggio...». [Renzo Pardi, Il Secolo XIX, 27/4/2003]  

• Guido Badano: «All’improvviso ci trovammo accanto l’Ile de France, aveva acceso le luci, bucando la coltre di nebbia che ci avvolgeva. Era venuta vicinissima, aveva ottime lance di salvataggio ed eccellenti marinai che le portarono coraggiosamente sottobordo al Doria, sfidando la risacca che si era creata attorno all’enorme falla. Calamai ebbe persino la sottigliezza, nel telegramma alla compagnia, di parlare di foschia. Con la nebbia la nave si sarebbe dovuta fermare, invece filava quasi a tutta forza. Nella richiesta ai rimorchiatori chiese assistenza, se avesse invocato il salvataggio, i rimorchiatori avrebbero potuto chiedere la nave (...) Anche l’equipaggio si comportò bene, soprattutto quelli di macchina, che entrarono nei locali gonfi d’acqua e di vapore. Qualcuno in effetti aveva messo il sedere al sicuro sulle lance...». [Renzo Pardi, Il Secolo XIX, 27/4/2003]   


• Dopo la collisione l’equipaggio trova sul ponte della Stockholm una ragazza di 14 anni che era ospitata nella cabina 52 della Andrea Doria, è Linda Morgan, senza ferite gravi. È sopravvissuta all’impatto, mentre sua sorella è morta nella cabina schiacciata dalla prua della Stockholm. La fortunata Linda Morgan, figlia di un noto cronista americano, Edward P. Morgan della “ABC Radio Network” di New York, dagli studio sta trasmettendo in diretta la cronaca della tragedia senza far trapelare agli ascoltatori che le sue figlie erano a bordo. [Wikipedia]

Lo squarcio sullo scafo

• Secondo un pilota di elicottero che sorvola l’Andrea Doria, «lo scafo ha uno squarcio per una larghezza di dodici-diciotto metri. La falla comincia esattamente nel punto esatto in cui il ponte di comando si salda al ponte principale; la profondità di penetrazione della falla mi è parsa di un terzo della larghezza della nave. Il ponte anteriore era sconvolto: le lamiere contorte sembravano castrone stracciato». [Sta. 27/7/1956]   


• Lo Stockholm rimane miracolosamente a galla. 

I soccorsi alla Doria

• Alle 2.00 le operazioni di soccorso dalla nave italiana Andrea Doria sono in pieno svolgimento. Donne e bambini sono tra i primi a essere tratti in salvo. I serbatoi della nave italiana sono stati squarciati e il carburante versato in mare ha reso tutto la superficie vischiosa. Marinai e passeggeri sono costretti a spostarsi camminando carponi, dal momento che è impossibile restare in piedi per l’inclinazione della nave. Diradata la nebbia, elicotteri della guardia costiera si posano sulla tolda della Stockholm e con speciali barelle raccolgono i feriti per trasportarli all’ospedale di Nantucket. I più gravi finiscono all’ospedale navale di Boston. Un marinaio svedese muore subito dopo il ricovero. [Sta. 27/7/1956]

Le vittime

• Finora si contano tra i passeggeri della nave italiana 8 morti. I dispersi sono 90 «alcuni sono sicuramente a bordo di qualche nave di salvataggio» (Sta.). [Sta. 27/7/1956] 

I superstiti

Alle 3 i passeggeri dell’Andrea Doria sono tratti in salvo: sul Cape Ann ci sono 178 superstiti, sullo Stockholm 425, sulla nave Thomas 165, sull’Ile de France 758. Inizia l’opera di recupero dell’equipaggio italiano, ma appare impossibile salvare la nave, che s’inclina sempre di più.   


• Il capitano Calamai si rifiuta di lasciare la nave ma due ufficiali anziani tornano a bordo e lo obbligano a mettersi in salvo.

L’affondamento dell’Andrea Doria

• Alle 10.09, a meno di sette ore di viaggio da New Nork (per l’esattezza a 40°29.4 est, 60°50.5 nord), la turbonave Andrea Doria affonda sotto 74 metri di acqua . «È affondata di prua nel volgere di pochi minuti. La poppa è emersa ancora per qualche istante poi è stata completamente ricoperta dalle onde. Sul posto della tragedia è stata posta una boa bianca e rossa con una grande lampada in cima e una campana». L’ultima cosa ad essere inghiottita dal mare è l’asta di bandiere. [Sta. 27/7/1956; Giovanni Rossi Filingeri, Hds 7/2001; sullacrestadellonda.it]

L’annuncio dell’affondamento

• A dare l’annuncio dell’affondamento la vedetta guardacoste Evergreen, che aveva preso a bordo il capitano dell’Andrea Doria. Ecco i tre annunci: «Affonda rapidamente. È abbandonata dal suo comandante e dal pugno di ufficiali che si sono battuti sino all’ultimo istante per salvare la loro nave». «Affonda, emerge solamente la poppa». «La turbonave Andrea Doria è colata a picco, in una profondità di 70 metri alle 10,09». [Sta 27/7/1956]   


• Giovanni Cordera, secondo ufficiale di macchina: «Ci prodigammo per rallentare l’affondamento, riuscimmo a non far mancare la corrente elettrica e ciò valse a salvare centinaia di vite. La Doria colò a picco con le pompe in funzione e le luci accese. Eppure la centrale elettrica era fuori uso, allagata». [Renzo Pardi, Il Secolo XIX 27/4/2003]   

• Ino Simani, di Calice al Cornoviglio: «Sul Doria ero elettricista di II classe, addetto alla sicurezza. Mi precipitai con i colleghi a verificare se fossero scoppiati incendi, ma non ne trovammo. L’altra nave non si vedeva, eravamo avvolti dalla nebbia. Gli altoparlanti chiesero ai passeggeri di abbandonare le cabine, indossare i salvagente e portarsi ai punti di riunione. La gente, impaurita, si accalcava sulle scale. Sul ponte vidi il comandante che impartiva ordini e scrutava il mare col cannocchiale. La nave era già molto sbandata. Aiutammo i passeggeri a scendere nelle lance che erano state calate dal lato di dritta. I primi 400 passeggeri trovarono salvezza sullo Stockholm. Nel frattempo giunse l’Ile de France e calò lance e motoscafi. Sono sceso su una delle ultime lance che mi portò a bordo dell’Ile de France. Ero stremato, mi sono coricato in coperta e mi sono addormentato. Mi ha risvegliato la sirena della nave francese che salutava la Doria che si inabissava». [Renzo Pardi, Il Secolo XIX 27/4/2003]

L’Ile de France attracca a New York

• Alle 17,05 l’Ile de France approda a New York. In attesa sul molo ci sono migliaia di persone in ansia. Per evitare l’assalto dei parenti agli uffici portuali e ai posti di polizia, un altoparlante avverte che i nomi dei naufraghi saranno subito comunicati. [Gino Tomajuoli, Sta. 27/7/1956; Francesco Rosso, Sta. 27/7/1956] 

Betsy Drake e Ruth Roman sono salve

• Tra i passeggeri tratti in salvo dall’Ile de France c’è l’attrice americana Betsy Drake, moglie dell’attore Cary Grant. È di ritorno in America dopo aver fatto visita al marito sul set spagnolo del film Orgoglio e passione (1957). [Jerry Vermilye, Cary Grant, Milano Libri Edizioni, 1982]. Ruth Roman e suo figlio sono stati separati al momento del salvataggio. L’attrice è rimasta sul molo di New York in attesa di notizie del bambino assediata dai fotografi. [Wikipedia]

Norma di Sandro, 4 anni, muore in ospedale

• È morta Norma di Sandro, una bambina di 4 anni che durante le operazioni di soccorso ha subito un trauma alla testa. [Fracassi.net]

I bilanci

• I morti accertati a bordo dell’Andrea Doria finora sono sei. Mancano cifre ufficiali dei feriti: sembra siano 100-170. Delle persone imbarcate sull’Andrea Doria trenta non sono ancora state trovate. I morti accertati dello Stockholm sono quattro, tutti dell’equipaggio. Ci sono almeno due altri uomini dispersi e uno è forse deceduto. 

L’inchiesta sull’incidente

• Si apre l’inchiesta. «Il comandante italiano Calamai conferma di aver visto lo Stockholm avvicinarsi sul radar. Ha telegrafato alla nave di essere sulla stessa rotta in avvicinamento. Dopo la risposta dà inizio alla manovra per allontanarsi: una manovra di accostamento verso destra, che anche la Stockholm avrebbe dovuto fare. Invece gli addetti al radar comunicano che l’altra nave mantiene sempre la stessa rotta a velocità rilevante. Comunica di nuovo con la Stockholm, che dà conferma. Calamai dà le disposizioni per un’altra manovra per togliersi al più presto possibile dalla rotta pericolosa. La manovra era appena iniziata quando dalla nebbia sbuca la prua dello Stockholm e lo speronamento diventa inevitabile» (Gino Tomajuoli). [Gino Tomajuoli, Sta. 27/7/1956]

Sale il numero delle vittime accertate

• Le vittime accertate dell’Andrea Doria finora sono 8. Però ci sono almeno 90 dispersi, tra cui tanti italiani. Nella collisione circa 50 cabine sono andate completamente distrutte. [Sta. 29/7/1956]

Gli accertamenti

• All’alba, tutti erano stati evacuati dall’Andrea Doria, e la nave venne trainata in acque basse per l’inizio delle inchieste. [fracassi.net]

Il bilancio definitivo

• Quarantasei dei 1706 passeggeri morirono nella collisione, insieme a 5 uomini della Stockholm. [Fracassi.net] Swedish-American Line, proprietaria della Stockholm, ha subito danni per circa 2 milioni di dollari (metà per le riparazioni e metà derivate dall’impossibilità di usare la Stockholm) mentre la Italian Line ha perso oltre 30 milioni di dollari.   


• La Doria era assicurata per 13 miliardi di lire (20 milioni di dollari), per ricostruirla ne servirebbero 19 e la società armatrice dovrà rifondere le vittime e le ditte che nel naufragio hanno perso 1.200 tonnellate di merci. Gino Tomajuoli, La Stampa 27/7/1956; Francesco Rosso, La Stampa 27/7/1956. La Lloyds di Londra pagherà due milioni e 850 mila sterline (4 miliardi e 862 milioni di lire).   

• Cominciano le polemiche e le guerre legali. Nessuno però è mai riuscito a stabilire con certezza chi e come avesse sbagliato.

Il prototipo della Chrysler

• Sulla nave viaggiava anche la Chrysler Norseman, un prototipo avanzato di auto costruita in Italia per conto della Chrysler dalla Ghia; la Norseman era stata annunciata come il principale evento nel mercato delle auto per il 1957 e non era mai stata mostrata al pubblico prima del disastro. [Wikipedia]