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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Abu Abbas

(Muhammad Zaidan Abbas) Haifa (Israele) 10 dicembre 1948, Iraq 8 marzo 2004. Politico. Terrorista. Già membro di “Settembre nero”, poi capo del Fronte di liberazione della Palestina, nell’85 organizzò il sequestro della motonave Achille Lauro, durante il quale i suoi fedayn uccisero Leon Klinghoffer, 69 anni, paraplegico ebreo statunitense (8 ottobre 1985). Inviato da Yasser Arafat a trattare la liberazione degli ostaggi, una task force americana decisa ad arrestarlo dirottò a Sigonella (11 ottobre 1985) l’aereo della EgyptAir su cui viaggiava insieme ai quattro membri del commando (Ibrahim Abdellatif Fatayer, Majed El Molqi, Al Asker Bassan, Marouf Al Assadi, subito presi in custodia dalle autorità italiane). Salvo grazie all’intervento del governo allora guidato da Bettino Craxi, che considerandolo un semplice mediatore fece valere la propria sovranità territoriale (carabinieri e Delta Force si fronteggiarono sulla pista armi in pugno), prese a girovagare per le capitali del Medio Oriente che potevano garantirli protezione, assistendo impotente allo smembramento del suo gruppo. Arrestato dagli americani il 15 aprile 2003 alle porte di Bagdad, forte di una condanna all’ergastolo l’Italia ne chiese l’estradizione, procedura interrotta dalla morte, avvenuta per cause naturali.

Biografia di Abu Abbas

(Muhammad Zaidan Abbas) Haifa (Israele) 10 dicembre 1948, Iraq 8 marzo 2004. Politico. Terrorista. Già membro di “Settembre nero”, poi capo del Fronte di liberazione della Palestina, nell’85 organizzò il sequestro della motonave Achille Lauro, durante il quale i suoi fedayn uccisero Leon Klinghoffer, 69 anni, paraplegico ebreo statunitense (8 ottobre 1985). Inviato da Yasser Arafat a trattare la liberazione degli ostaggi, una task force americana decisa ad arrestarlo dirottò a Sigonella (11 ottobre 1985) l’aereo della EgyptAir su cui viaggiava insieme ai quattro membri del commando (Ibrahim Abdellatif Fatayer, Majed El Molqi, Al Asker Bassan, Marouf Al Assadi, subito presi in custodia dalle autorità italiane). Salvo grazie all’intervento del governo allora guidato da Bettino Craxi, che considerandolo un semplice mediatore fece valere la propria sovranità territoriale (carabinieri e Delta Force si fronteggiarono sulla pista armi in pugno), prese a girovagare per le capitali del Medio Oriente che potevano garantirli protezione, assistendo impotente allo smembramento del suo gruppo. Arrestato dagli americani il 15 aprile 2003 alle porte di Bagdad, forte di una condanna all’ergastolo l’Italia ne chiese l’estradizione, procedura interrotta dalla morte, avvenuta per cause naturali.