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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

Il primo referendum italiano

2 giugno 1946. Primo referendum in Italia, sulla forma istituzionale dello Stato. Si vota per la scelta tra monarchia e repubblica. Elettori: 24.946.878, comprese, per la prima volta, le donne (circa dodici milioni). Affluenza: 89,1%. Schede bianche: 5, 9%. Vince la repubblica con 12.717.923 voti (50,9%) contro i 10.719.284 in favore della monarchia (43,2%).

Referendum abrogativo

• Il referendum abrogativo entra nell’ordinamento giuridico italiano con la Costituzione del 1948.  L’articolo 75 prevede che sia «indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali». Fissato dall’articolo 75 anche il quorum di validità, cioè il raggiungimento della soglia del 50% + 1 dei votanti. La legge che attua la norma costituzionale del 1948 arriva 22 anni dopo (25 maggio 1970). Gli italiani sono chiamati alle urne, per la prima volta, nel 1974. L’occasione è data dall’approvazione della legge Fortuna - Baslini sul divorzio (legge n. 898 del 1 dicembre 1970, vedi capitolo sotto) che induce la Chiesa a far pressione sulla Dc affinché se ne chieda l’abrogazione con il referendum. 

Legge sul divorzio

• La legge istitutiva del divorzio in Italia viene approvata il 1° dicembre 1970, alle 5,40 del mattino, dopo una nottata di dibattito alla Camera dei deputati. La proposta, firmata dal socialista Fortuna e dal liberale Baslini, è la dodicesima presentata al Parlamento italiano a partire dal 1878. Votano a favore socialisti, liberali, comunisti, socialdemocratici, repubblicani, socialproletari, indipendenti di sinistra, comunisti dissidenti del Manifesto; si oppongono democristiani, missini e monarchici. La maggioranza è di 319 contro 286.

62 referendum abrogativi

• Dal ’74 al 2009, in 15 tornate elettorali, gli italiani si sono espressi su 62 referendum abrogativi. Quorum raggiunto 35 volte: 19 volte hanno vinto i Sì,  16 volte i No.

Il referendum abrogativo della legge sul divorzio

• Il 19 giugno 1971 i comitati civici di Gabrio Lombardi ed altri movimenti cattolici di base depositano presso l’Ufficio centrale della Corte di cassazione la richiesta di referendum abrogativo della legge sul divorzio, accompagnata da 1.370.134 firme. Il 6 dicembre la Cassazione dichiara legittima la richiesta. Il 27 febbraio, il presidente della Repubblica Leone fissa il referendum per l’11 giugno 1972. Il 28 febbraio, per evitare il referendum, Leone decreta il primo scioglimento anticipato di entrambe le Camere nella storia della Repubblica. Il voto slitta al 12 e 13 maggio 1974. Il segretario della Dc Amintore Fanfani, pressato dagli ambienti cattolici, si impegna in una campagna furibonda per l’abrogazione girando tutta l’Italia (tanto che il liberale Biondi lo ribattezza «segretario vagante») per descrivere le funeste conseguenze di un eventuale No. Ad esempio in un cinema di Caltanissetta, davanti a un’attonita platea di agricoltori, quasi tutti con baffi foltissimi e coppola, si dice convinto che se il divorzio non sarà abolito «si arriverà a potersi sposare tra omosessuali. Le vostre mogli scapperanno con la cameriera (...) Pensateci: se resterà il divorzio, diventeremo tutti degli scimuniti dello stesso sesso (...) Vi piacerebbe, gentili ascoltatori, se vostra moglie vi lasciasse per sposarsi con la moglie del vostro amico, o magari per scappare con la donna di servizio, con una giovane fanciulla desiderosa di apprendere?» Discorso simile a piazza del Popolo il 26 aprile 1974: «Vogliono il divorzio, poi vorrano l’aborto, poi vorranno il matrimonio tra omosessuali, poi vostra moglie scapperà con la serva». Oltre ad arringare le folle, inaugura a Caprese, paese di Michelangelo, un gruppo scultoreo dedicato «dai figli riconoscenti ai genitori uniti» e fa affiggere manifesti che mostrano bimbi afflitti con la mamma che dice: «Mi ha tradita, ha voluto il divorzio, mi ha piantata con due figli e mi dà due soldi per gli alimenti!». Nonostante i suoi sforzi, vince il No. Elettori: 37.646.322; astenuti: 4.623.143 (12,3%); votanti: 33.023.179 (87,7%); voti validi: 32.295.858; Sì all’abrogazione: 13.157.558 (40,7%); No all’abrogazione: 19.138.300 (59,3%). Schede bianche: 425.694; schede nulle: 301.627. Cocente sconfitta della Democrazia Cristiana che insieme alla Chiesa si è impegnata in una dura campagna elettorale per l’abrogazione. Commento di Leonardo Sciascia: «Contro la vittoria del no, tutto è stato fatto, l’inferno e lo stalinismo sono stati debitamente evocati, i bambini sufficientemente traumatizzati al punto che temevano, la sera del 13 maggio, che il padre e la madre dovessero lasciare la casa e abbandonarli per sempre». L’Unità titola: «Grande vittoria della libertà: il popolo italiano fa prevalere la ragione, il diritto, la civiltà».

Primi referendum radicali, vincono i No

• Si vota per abrogare il finanziamento pubblico dei partiti (legge Piccoli del 1974) e la legge Reale del 1975, che autorizza la polizia a sparare anche per mantenere l’ordine pubblico. Vincono, ma con percentuali assai diverse, i No.

Abrogazione della legge Reale

• Elettori: 41.248.657; astenuti: 7.758.969 (18,8%); votanti: 33.489.688 (81,2%); voti validi: 31.439.425; Sì all’abrogazione: 7.400.619 (23,5%); No all’abrogazione: 24.038.806 (76,5%). Schede bianche: 1.069.616; schede nulle: 990.647.

Abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti

• Elettori: 41.248.657; votanti: 33.488.690 (81,2%); astenuti: 7.759.967 (18,8%); voti validi: 31.410.378; Sì all’abrogazione: 13.691.900 (43,6%); No all’abrogazione: 17.718.478 (56,4%). Schede bianche: 1.091.213; schede nulle: 987.099.

Referendum: si vota sull’aborto, l’ordine pubblico, l’ergastolo e il porto d’armi. Vincono i No

• Votazioni per cinque referendum: due sull’aborto (uno radicale per l’allargamento, l’altro, del Movimento per la vita, per la restrizione). Gli altri tre (radicali) vogliono abrogare la legge Cossiga sull’ordine pubblico (concepita per affrontare l’emergenza terrorismo negli anni Settanta, concedeva più poteri alla polizia), l’ergastolo, il porto d’armi (e, di conseguenza, la caccia con fucile). In tutti i casi, con percentuali diverse, vincono i no all’abrogazione.

Referendum radicale sull’aborto

• Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.884.482 (20,6%); votanti: 34.720.200 (79,4%); Sì all’abrogazione: 3.588.995 (11,6%); No all’abrogazione: 27.395.909 (88,4%). Schede bianche: 2.353.545; schede nulle: 921.751.

Referendum del Movimento per la vita sull’aborto

• Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.877.563 (20,6%); votanti: 34.277.119 (79,4%); Sì all’abrogazione: 10.119.797 (32,0%); No all’abrogazione: 21.505.323 (68,0%). Schede bianche: 1.733.769; schede nulle: 918.230.

Abrogazione della legge Cossiga sull’ordine pubblico

• Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.897.485 (20,6%); votanti: 34.257.197 (79,4%); Sì all’abrogazione:4.639.809 (14,9%); No all’abrogazione: 26.524.667 (85,1%). Schede bianche: 2.222.040; schede nulle: 873.681.

Abrogazione dell’ergastolo

• Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.877.488 (20,6%); votanti: 34.277.194 (79,4%); Sì all’abrogazione: 7.114.719 (22,6%); No all’abrogazione: 24.330.954 (77,4%). Schede bianche: 1.978.371; schede nulle: 853.150.

Abrogazione del porto d’armi

• Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.879.306 (20,6%); votanti: 34.275.379 (79,4%); Sì all’abrogazione: 4.423.426 (14,1%); No all’abrogazione: 26.995.173 (85,9%). Schede bianche: 2.014.309; schede nulle: 842.468.

Primo referendum economico, voluto dal Pci. Vince il No

• Gli italiani vanno alle urne per decidere se ripristinare i tre punti di scala mobile (valore: circa 20 mila lire) tagliati dal governo Craxi. Ancora una volta (contro la volontà dei proponenti) vince il No. Elettori: 44.904.290; astenuti: 9.944.886 (22,1%); votanti: 34.959.404 (77,9%); voti validi 33.845.643; Sì all’abrogazione: 15.460.855 (45,7%); No all’abrogazione: 18.384.788 (54,3%). Schede bianche: 476.829; schede nulle: 636.932.

Cinque referendum, tre sul nucleare. Per la prima volta vincono i Sì

• Tre referendum sul nucleare (promossi da radicali e organizzazioni ambientaliste dopo il disastro di Chernobyl del 26 aprile 1986), uno per ottenere la responsabilità civile dei giudici, uno per abrogare la Commissione parlamentare inquirente (promossi da radicali, Pli e Psi). Vincono, per la prima volta, i Sì, secondo la richiesta dei promotori.

Abrogazione delle norme che limitano la responsabilità civile dei giudici

• Elettori: 45.870.931; astenuti: 16.004.682 (34,9%); votanti: 29.866.249 (65,1%); Sì all’abrogazione: 20.770.334 (80,2%); No all’abrogazione: 5.126.021 (19,8%). Schede bianche: 2.616.217; schede nulle: 1.353.677.

Abrogazione della Commissione inquirente

• Elettori: 45.870.409; astenuti: 16.007.739 (34,9%); votanti:29.862.670 (65,1%); Sì all’abrogazione: 22.117.634 (85,0%); No all’abrogazione: 3.890.111 (15,0%). Schede bianche: 2.549.984; schede nulle: 1.304.941.

Abrogazione dell’intervento statale se il Comune non concede un sito per la costruzione di una centrale nucleare

• Elettori: 45.869.897; astenuti: 16.007.521 (34,9%); votanti: 29.862.376 (65,1%); Sì all’abrogazione: 20.894.110 (80,6%); No all’abrogazione: 5.059.819 (19,4%). Schede bianche: 2.536.648; schede nulle: 1.281.899.

Abrogazione dei contributi di compensazione agli enti locali per la presenza sul proprio territorio di centrali nucleari

• Elettori: 45.870.230; astenuti: 15.998.660 (34,9%); votanti: 29.871.570 (65,1%); Sì all’abrogazione: 20.618.624 (79,7%); No all’abrogazione: 5.247.887 (20,3%). Schede bianche: 2.564.572; schede nulle: 1.440.487.

Abrogazione della norma che consente all’Enel di costruire o gestire centrali nucleari all’estero

• Elettori: 45.849.287; astenuti: 15.993.683 (34,5%); votanti: 29.855.604 (65,5%); Sì all’abrogazione: 18.795.852 (71,9%); No all’abrogazione: 7.361.666 (28,1%). Schede bianche: 2.388.117; schede nulle: 1.309.969.

Caccia e pesticidi: il quorum non viene raggiunto

• Votazioni per tre referendum abrogativi, riguardanti la caccia e l’uso dei pesticidi in agricoltura, promossi dalle associazioni ambientaliste e da Democrazia proletaria. Vincono i sì, ma il quorum non viene raggiunto.

Abrogazione della caccia

• Elettori: 47.235.285; astenuti: 26.752.926 (56,6%); votanti: 20.482.359 (43,4%); Sì all’abrogazione: 17.790.070 (92,2%); No all’abrogazione: 1.505.161 (7,8%). Schede bianche: 647.630; schede nulle: 539.498.

Abrogazione della possibilità per il cacciatore di entrate liberamente nel fondo altrui

Elettori: 47.235.471; astenuti: 26.961.370 (57,1%); votanti: 20.274.101 (42,9%); Sì all’abrogazione: 17.899.910 (92,3%); No all’abrogazione: 1.497.976 (7,7%). Schede bianche: 574.812; schede nulle: 301.403.

Abrogazione dell’uso dei pesticidi in agricoltura

• Elettori: 47.232.383; astenuti: 26.898.013 (56,9%); votanti: 20.364.370 (43,1%); Sì all’abrogazione: 18.287.687 (93,5%); No all’abrogazione: 1.270.111 (6,5%). Schede bianche: 499.572; schede nulle: 307.000.

Abrogata la preferenza multipla

• Mario Segni lancia un referendum per abrogare la preferenza multipla per la Camera dei deputati, così da introdurre la preferenza unica. Vince il Sì. Elettori: 47.083.864; votanti: 29.383.273 (62,2%); voti validi: 28.170.127; Sì all’abrogazione: 26.922.176 (95,6%); No all’abrogazione: 1.247.951 (4,4%). Snobbato l’invito di Craxi ad «andare tutti al mare».

Gli italiani votano otto volte Sì ai referendum dei radicali

• Si vota su otto referendum presentati dai radicali. Gli elettori rispondono con otto Sì. Il voto più importante è quello che modifica in senso maggioritario la legge elettorale del Senato. Aboliti tre ministeri (Agricoltura, Turismo e Partecipazioni statali), il finanziamento pubblico dei partiti, le nomine politiche nelle Casse di Risparmio.

Abrogazione dei controlli sull’ambiente da parte delle Usl

• Elettori: 47.946.896. Votanti: 36.845.706 (76,80 %). Voti validi: 34.412.643. Si: 28.415.407 (82,60%). No: 5.997.236 (17,40%).

Abrogazione delle pene per chi detiene droghe leggere per uso personale

• Elettori: 47.946.896. Votanti: 36.911.398 (77%).  Voti validi: 34.785.730 (94,20%). Sì: 19.255.916 (55,40%). No: 15.529.815 (44,60%).

Abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti

• Elettori: 47.946.896. Votanti: 36.896.256 (77%). Voti validi: 34.598.906 (93,80%). Sì: 31.225.867 (90,30%). No: 3.373.039  (9,70%).

Abrogazione delle norme per le nomine ai vertici delle banche pubbliche

• Elettori: 47.946.896. Votanti: 36.856.051 (76,90%). Voti validi: 34 571 043 (93,80%). Sì: 31 046 262 (89,80%). No: 3 524 781 (10,20%).

Abrogazione della legge che istituisce il Ministero delle partecipazioni statali

• Votanti: 36 851 158    (76,90%).  Voti validi: 34 663 796 (94,10%).  Sì: 31 234 897 (90,10%). No: 3 428 899 (9,90%).

Abrogazione della legge elettorale per il senato, per introdurre il sistema maggioritario

• Votanti: 36 922 390 (77,00%). Voti validi: 34 971 387 (94,70%). Sì: 31 234 897 (82,70%). No: 6 034 640 (17,30%).

Abrogazione della legge che istituisce il Ministero dell’Agricoltura

Votanti: 36 868 634 (76,90%). Voti validi: 34 638 511 (94,00%). Sì: 24 325 394 (70,20%). No: 10 313 117 (29,80%).

Abrogazione della legge che istituisce il Ministero del Turismo e dello spettacolo

• Votanti: 36 868 634 (76,90%). Voti validi: 34 672 426 (94,10%). Sì: 28 528 528 (82,30%). No: 6 143 898 (17,70%).

I dodici referendum lanciati dal Movimento dei Club Pannella-Riformatori

• I tre più importanti chiedono di abrogare alcuni punti essenziali della legge Mammì: no agli spot che interrompono film e opere teatrali, una sola rete per ogni privato e la possibilità per le concessionarie di pubblicità di coprire solo due reti e non più tre. Vince il No all’abrogazione. Le cose rimangono come sono: la Fininvest mantiene le sue tre reti, restano gli spot all’interno dei film, le concessionarie possono continuare a raccogliere pubblicità per più reti. Commento di Silvio Berlusconi: «La sinistra dice che ho vinto perché ho usato le mie televisioni? Non sanno neanche perdere». [Leggi anche tutta la cronologia Rai]

Abrogazione delle norme che consentono un certo numero di interruzioni pubblicitarie in tv

• Votanti: 28.164.078 (58,10%). Voti validi: 27.030.205 (96,00%). Sì: 11.985.670 (44,30%). No: 15.044.535 (55,70%).

Modifica del tetto massimo di raccolta pubblicitaria delle televisioni private

• Votanti: 28.139.312 (58,10%). Voti validi: 26.875.869 (95,50%). Sì: 11.985.670 (44,30%). No: 15.044.535 (55,70%).

Liberalizzazione delle rappresentanze sindacali (abrogazione del monopolio confederale)

• Votanti: 27.218.366 (57,20%). Voti validi: 24.597.023 (88,70%). Sì: 12.291.330 (49,97%). No: 12.305.693 (50,03%).

Rappresentanze sindacali nella contrattazione pubblica: modifica dei criteri di rappresentanza in modo che questa vada anche alle organizzazioni di base

• Votanti: 27.702.339 (57,20%). Voti validi: 24.294.888 (87,70%). Sì: 15.097.799 (62,10%). No: 9.197.089 (37,90%).

Contrattazione collettiva nel pubblico impiego: abrogazione della norma sulla rappresentatività per i contratti del pubblico impiego.

• Votanti: 27.795.464 (57,40%). Voti validi: 24.238.425 (87,20%). Sì: 15.676.385 (64,70%). No: 8.562.040 (35,30%).

Abrogazione della norma sul soggiorno cautelare per gli imputati di reati di mafia

• Votanti: 27.740.783 (57,20%). Voti validi: 24.142.229 (87,00%). Sì: 15.373.288 (63,70%). No: 8.768.941 (36,30%).

Abrogazione della norma che definisce pubblica la Rai, in modo da avviarne la privatizzazione

• Votanti: 27.807.196 (57,40%). Voti validi: 25.022.962 (90,00%). Sì: 13.736.435 (54,90%). No: 11.286.527 (45,10%).

Abrogazione della norma che sottopone ad autorizzazione amministrativa (licenze) il commercio.

• Votanti: 27.739.462 (52,20%). Voti validi: 24.534.037 (88,40%). Sì: 8.741.584 (35,60%). No: 15.792.453 (64,40%).

Abrogazione della norma che impone la contribuzione sindacale automatica ai lavoratori

• Votanti: 27.753.466 (57,30%). Voti validi: 24.796.712 (89,30%). Sì: 13.945.919 (56,20%). No: 10.850.793 (43,80%).

Legge elettorale per i comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti: estensione ai Comuni più grandi dell’elezione diretta del sindaco già prevista per i piccoli

• Votanti: 27.814.402 (57,30%). Voti validi: 24.607.219 (88,50%). Sì: 12.154.969 (49,40%). No: 12.452.250 (50,60%).

Abrogazione della norma che impedisce la liberalizzazione degli orari dei negozi

• Votanti: 27.788.647 (57,30%). Voti validi: 24.994.779 (89,90%). Sì: 9.348.000 (37,40%). No: 15.646.779 (62,60%).   

Abrogazione delle norme che consentono la concentrazione di tre reti televisive

• Elettori: 47.946.896. Votanti: 28.133.946 (58,10%). Voti validi: 26.978.610 (95,90%). Sì: 11.620.613 (43,10%). No: 15.357.997 (56,90%).

Sette referendum e nessuno raggiunge il quorum

• Si vota per sette referendum (lanciati dal Movimento dei Club Pannella-Riformatori). Nessuno raggiunge il quorum.

Abrogazione dei poteri speciali riservati al Ministro del Tesoro nelle aziende privatizzate (golden share)

• Elettori: 49.054.410. Votanti: 14.790.505 (30,20%). Sì: 9.539.459 (74,10%). No: 3.340.893 (25,90%).

Abrogazione dei limiti per essere ammessi al servizio civile in luogo del servizio militare

• Votanti: 14.860.894 (30,30%). Sì: 9.561.009 (71,70%). No: 3.775.660 (28,30%).

Abrogazione del libero accesso dei cacciatori nei fondi altrui

• Votanti: 14.817.553 (30,20%). Sì: 10.936.576 (80,90%). No: 2.581.753 (19,10%).

Abrogazione del sistema di progressione delle carriere dei magistrati

• Votanti: 14.791.735 (30,20%). Sì: 10.786.069 (83,60%). No: 2.123.452 (16,40%).

Abrogazione dell’Ordine dei giornalisti (promosso dai radicali)

• Votanti: 14.735.975 (30,00%). Sì: 8.322.166 (65,50%). No: 4.380.284 (34,50%).

Abrogazione della possibilità per i magistrati di assumere incarichi al di fuori delle loro attività giudiziarie

• Votanti: 14.812.238 (30,20%). Sì: 11.160.923 (85,60%). No: 1.879.923 (14,40%).

Abrogazione della legge che istituisce il Ministero delle politiche agricole

• Votanti: 14.724.261 (30,10%). Sì: 8.589.746 (66,90%). No: 4.258.863 (33,10%).

Al referendum per la proporzionale non si raggiunge il quorum per poco

Si vota per abolire la quota proporzionale nel sistema elettorale per la Camera (referendum lanciato dalla lista Pannella e dal comitato formato da Segni e Di Pietro). Quorum non raggiunto per pochissimo. Resta inalterata la parte di legge che attribuisce 155 seggi con il metodo proporzionale in base a un voto di lista. Errore di previsione dell’Abacus, le cui prime proiezioni danno per raggiunto il quorum. Elettori: 49.309.060. Votanti: 24.447.521 (49,60%). Voti validi: 23.121.888 (94,60%). Sì: 21 161 866 (91,50%). No: 1.960.02 (8,50%).

Sette referendum e nessuno raggiunge il quorum

Si vota per sette referendum abrogativi (promossi dai radicali). Nessuno raggiunge il quorum. La percentuale dei votanti oscilla tra il 31,9 e il 32,5%. Il “sì” ha comunque la maggioranza nei referendum per l’elezione del Csm, gli incarichi extragiudiziali dei magistrati, la separazione delle carriere, i rimborsi elettorali, le trattenute sindacali e l’abolizione della quota proporzionale. Sono invece di più i “no” nel referendum sui licenziamenti.

Eliminazione del rimborso spese per consultazioni elettorali e referendarie

• Elettori: 49 067 694. Votanti: 15.796.834 (32,20%). Sì: 10.004.581 (71,10%). No: 4.073.688 (28,90%).

Abrogazione della quota proporzionale nelle elezioni della Camera dei deputati

• Votanti: 15.918.748 (32,40%). Sì: 11.637.524 (82,00%). No: 2.551.963 (18,00%).

Abrogazione del voto di lista per l’elezione dei magistrati del Csm

• Votanti: 15.634.781 (31,90%). Sì: 9.125.465 (70,60%). No: 3.805.250 (29,40%).

Separazione netta della carriera di un magistrato pubblico ministero da quella di un giudice. Promosso Radicali, Sdi, Pri

• Votanti: 15.681.225 (32,00%). Sì: 9.237.713 (69,00%). No: 4 150 241 (31,00%).

Abrogazione della possibilità per i magistrati di assumere incarichi al di fuori delle loro attività giudiziarie

• Votanti: 15.696.528 (32,00). Sì: 10.200.692 (75,20%). No: 3.360.487 (24,80%).

Abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (norme sui licenziamenti). Promosso da Radicali, Pri e Forza Italia

• Votanti: 15.953.385 (32,50%) Sì: 4.923.381 (33,40%). No: 9.834.046 (66,60%).

Abrogazione della possibilità di trattenere dalla busta paga o dalla pensione la quota di adesione volontaria a un sindacato o associazione di categoria attraverso un patronato

• Votanti: 15.800.947 (32,20%). Sì: 8.632.445 (61,80%). No: 5.331.053 (38,20%).

I referendum di Rifondazione e dei Verdi non raggiungono il quorum

Si vota per due referendum: l’estensione a tutti i lavoratori del diritto al reintegro nel posto di lavoro per i dipendenti licenziati senza giusta causa (promosso da Rifondazione Comunista); l’abrogazione dell’obbligo per i proprietari terrieri di dar passaggio alle condutture elettriche sui loro terreni (promosso dai Verdi). Entrambi non raggiungono il quorum.

Reintegrazione dei lavoratori illegittimamente licenziati: abrogazione delle norme che stabiliscono limiti numerici ed esenzioni per l’applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori

Elettori: 49.554.128. Votanti: 12.645.507 (25,50%). Sì: 10.572.538 (86,70%). No: 1.616.379 (13,30%).

Abrogazione dell’obbligo per i proprietari terrieri di dar passaggio alle condutture elettriche sui loro terreni

• Votanti: 12.667.178 (25,60%). Sì: 10.430.181 (85,60%). No: 1.761.558 (14,40%).

La fecondazione assistita. Il cardinale Camillo Ruini invita a non votare e non si raggiunge il quorum

• Gli italiani sono chiamati a votare quattro referendum abrogativi sulla legge che disciplina la fecondazione assistita (legge 40/2004). Li promuove una coalizione composta da Radicali italiani, Associazione Luca Coscioni, Democratici di sinistra, Socialisti democratici italiani, Rifondazione Comunista e singoli esponenti di vari partiti. Obiettivi delle proposte referendarie: garantire la fecondazione assistita non solo alle coppie sterili ma anche a quelle affette da patologie geneticamente trasmissibili; eliminare il limite di poter ricorrere alla tecnica solo quando non vi sono altri metodi terapeutici sostitutivi; garantire la scelta delle opzioni terapeutiche più idonee ad ogni individuo; dare la possibilità di rivedere il proprio consenso all’atto medico ogni momento; ristabilire il numero di embrioni da impiantare.

•  Da un sondaggio Abacus commissionato dai Radicali a febbraio 2005, risulta che il 64 per cento degli italiani ha intenzione di andare a votare ma il 43 per cento vorrebbe informarsi meglio prima di decidere se pronunciarsi per il sì o per il no; il 22 per cento è all’oscuro del fatto che si voteranno dei referendum nelle settimane seguenti; il 65 per cento degli intervistati è poco o per nulla informato sulla fecondazione assistita; il 79% non conosce i contenuti della legge 40.

• I referendum non raggiungono il quorum minimo. Centrato l’obiettivo della Chiesa, che punta sull’astensionismo (il cardinale Camillo Ruini aveva invitato i cattolici a non votare).

Abrogazione del limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni

• Elettori: 49.794.704. Votanti: 12.727.885 (25,60%). Sì: 10.764.600 (88,1%). No: 1.463.027 (12,0%).

Abrogazione delle norme sui limiti all’accesso alla procreazione medicalmente assistita

• Votanti: 12.725.125 (25,60%). Sì: 10.837.827 (88,8%). No: 1.369.705 (11,2%).

Abrogazione delle norme su finalità, diritti, soggetti coinvolti e limiti all’accesso alla procreazione medicalmente assistita

• Votanti: 12.722.005 (25,50%). Sì: 10.674.849 (87,7%). No: 1.494.896 (12,3%).

Abrogazione del divieto di fecondazione eterologa

• Votanti: 12.712.708 (25,50%). Sì: 9.406.370 (77,4%). No: 2.746.782 (22,6%).

Due referendum per la Camera e uno per il Senato ma in nessuno si raggiunge il quorum

In corrispondenza ai ballottaggi per le amministrative locali, si votano tre referendum – promossi fra l’altro da Mario Segni e Giovanni Guzzetta - che prevedono la modifica della legge elettorale (legge 270 del 21 dicembre 2005) tramite l’abolizione di parte del testo. I primi due intendono assegnare il premio di maggioranza del 55% dei seggi alla prima lista vincente e non alla coalizione. Il terzo intende abrogare la possibilità di candidature contemporanee delle stesse persone in più circoscrizioni elettorali. Gli elettori chiamati al voto sono 47,5 milioni, più 3 milioni di elettori all’estero. I referendum non raggiungono il quorum.

Camera dei deputati - Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste

• Elettori: 50.040.016. Votanti: 11.754.453 (23,49 %). Sì: 8.051.861 (77,63 %). No: 2.320.365 (22,36 %).

Senato della repubblica - Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste

Votanti: 11.771.322 (23,52 %). Sì: 8.049.188 (77,68 %). No: 2.313.042 (22,32 %).

Camera dei deputati – Abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione

• Votanti: 12.021.101 (24,02%). Sì: 9.490.486 (87,00%). No: 1.417.843 (13,00%).

La stagione del non voto dura dal ’95

Roberto D’Alimonte scrive sul Sole 24 Ore: «Ancora una volta molto probabilmente sarà il quorum a decidere l’esito della consultazione referendaria che si svolgerà domani e lunedì. Come dice il quarto comma dell’articolo 75 della Costituzione il voto popolare è valido se partecipa la maggioranza degli aventi diritto, vale a dire il 50% più uno degli elettori iscritti nelle liste elettorali» [Leggi tutto l’articolo]

L’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento

• Si vota per quattro referendum. I primi due, promossi dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, riguardano la privatizzazione delle risorse idriche e i profitti sull’acqua. Gli altri due, promossi da Italia dei Valori, riguardano l’energia nucleare e il legittimo impedimento. Con quest’ultimo referendum si chiede di cancellare le norme che danno al Presidente del Consiglio e ai suoi ministri la possibilità di opporre impegni istituzionali alla presenza in aula di giustizia dove sono imputati di reati non ministeriali. Berlusconi, giovedì 9 giugno, in conferenza stampa: «Penso che non mi recherò a votare: è diritto dei cittadini decidere se votare o meno per il referendum». Replica di Rosy Bindi: «Non poteva fare spot migliore per incoraggiare la partecipazione al referendum. Anche Craxi dichiarò che non avrebbe votato e non gli andò molto bene». Quorum raggiunto e vittoria netta dei Sì per tutti i quesiti. Bersani chiede le dimissioni del premier, molti giornali stranieri parlano di «bruciante sconfitta politica per il governo italiano». Commento di Roberto Calderoli: «Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine... Replica di Maroni: «Mia nonna diceva che uno sberlone fa male ma a volte ti fa rinsavire, prendere coscienza, ti fa aprire gli occhi».

Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione

•  Elettori: 47.118.352 (22.604.349 maschi e 24.514.003 femmine), più 3.300.496 italiani residenti all’estero. Votanti: 27.642.457 (54,82 %). Sì: 25.935.372 (95,35 %). No: 1.265.495 (4,65%).

Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma

• Votanti: 27.642.457 (54,82 %). Sì: 26.130.637 (95,80%). No: 1.146.639 (4,20%). Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia nucleare.  Votanti: 27.624.922 (54,79 %). Sì: 25.643.652 (94,05 %). No: 1.622.090 (5,95%).

Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire in udienza penale

• Votanti: 27.622.369 (54,78 %). Sì: 25.736.273 (94,62 %). No: 1.462.888 (5,38 %).