Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Luigi Ganna

Induno Olona (Varese) 1 dicembre 1883 -  Varese 2 ottobre 1957. Ciclista. Nono figlio di due contadini, Martino Dionigi (59 anni) e Maria Mentasti (40), lasciata la scuola dopo la seconda elementare prese a fare il magütt (muratore) a Milano: dieci ore di lavoro e 110 chilometri in bici al giorno.

Biografia di Luigi Ganna

Induno Olona (Varese) 1 dicembre 1883 -  Varese 2 ottobre 1957. Ciclista. Nono figlio di due contadini, Martino Dionigi (59 anni) e Maria Mentasti (40), lasciata la scuola dopo la seconda elementare prese a fare il magütt (muratore) a Milano: dieci ore di lavoro e 110 chilometri in bici al giorno.

Luigi Ganna e il suo «Me brüsa el cü»

• Prima corsa nel 1904, si fece conoscere al Giro di Lombardia del 12 novembre 1905, quando fu terzo a 40’45” dal “Diavolo Rosso” Giovanni Gerbi (ma battuto solo in volata da Giovanni Rossignoli). Colse la prima vittoria il 19 giugno 1906 nella ripetizione della Milano-Piano dei Giovi-Milano (compromessa la prima volta da un errore collettivo), al Tour del 1907 fu costretto al ritiro dopo aver brillato nelle prime tappe. Nel 1908 la sfortuna gli negò il successo alla Milano-Sanremo: staccato di 17’ all’altezza di Savona causa una foratura e un passaggio a livello chiuso, al termine di un inseguimento durato cento chilometri arrivò secondo in ritardo di soli tre minuti e mezzo dal grande Cyrille Van Houwaert. Nello stesso anno fu quinto al Tour e stabilì il record italiano dell’ora (40,405 km). Nel 1909 vinse la Milano-Sanremo e la 1ª edizione del Giro d’Italia (classifica a punti): «A Milano è in testa a tutti grazie anche a un colpo della buona sorte (...) Nei chilometri finali infatti, un passaggio a livello chiuso nei pressi di Rho, verso Milano, blocca un gruppetto di fuggitivi. Il trionfo gli vale gloria e popolarità ma soprattutto quattrini. La stagione frutta a Ganna circa 34 mila lire, somma considerevole all’epoca». [Conti 2002] Finita la corsa («Me brüsa el cü», fu il suo celebre commento), sposò Savina, da cui ebbe due figli, e aprì una fabbrica di biciclette, continuando a correre solo per promuovere il marchio: incapace di rivincere il Giro (3° nel 1910) e la Milano-Sanremo (3° nel 1911), il 7 dicembre 1912 si impose nella mitica Seicento Chilometri. Ultima grande soddisfazione: il Giro vinto nel 1951 da Fiorenzo Magni con una sua bicicletta.