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 2018  settembre 25 Martedì calendario

Giuseppe Delfino

Torino 22 novembre 1921 – Torino 10 agosto 1999. Schermidore. Spadista, vinse l’oro individuale alle Olimpiadi di Roma (1960), quello a squadre alle Olimpiadi di Helsinki (1952), Melbourne (1956), Roma e ai Mondiali 1950, 1953, 1954, 1955, 1957, 1958. A livello individuale vinse l’argento ai Giochi del ’56, stessa medaglia nel torneo a squadre di Tokyo (’64).

• «È stato uno dei grandi atleti che più hanno dato, in ori e argenti e bronzi dell’Olimpiade e del Mondiale, allo sport italiano. In pedana lui era la continuità fatta carne viva, era l’atletismo scientifico eppur brillante. Grande e grosso, il viso chiaro da artista possente e sereno, Delfino ha vinto quattro ori olimpici (di cui uno individuale) e sei mondiali, sempre a squadre, in una disciplina dove valeva anche l’estro, persino l’improvvisazione, e dove però contava tanto l’aristocrazia, la magnanimità di lombi sportivi. E il gruppo. Delfino era della grande scuola piemontese, quella sublimata nel nome di Bertinetti a Vercelli, benissimo parcellizzata a Torino in tanti nomi gloriosi: il suo appunto, poi quelli di Anglesio, di Masciotta (padre di Vannetta, figlia eccome d’arte), di Pellegrino, i quattro spadisti moschettieri del Club torinese di Scherma al Valentino (di cui Pippo fu anche presidente) negli Anni Cinquanta e Sessanta». [Gian Paolo Ormezzano, Sta. 11/8/1999]

Biografia di Giuseppe Delfino

Torino 22 novembre 1921 – Torino 10 agosto 1999. Schermidore. Spadista, vinse l’oro individuale alle Olimpiadi di Roma (1960), quello a squadre alle Olimpiadi di Helsinki (1952), Melbourne (1956), Roma e ai Mondiali 1950, 1953, 1954, 1955, 1957, 1958. A livello individuale vinse l’argento ai Giochi del ’56, stessa medaglia nel torneo a squadre di Tokyo (’64).

• «È stato uno dei grandi atleti che più hanno dato, in ori e argenti e bronzi dell’Olimpiade e del Mondiale, allo sport italiano. In pedana lui era la continuità fatta carne viva, era l’atletismo scientifico eppur brillante. Grande e grosso, il viso chiaro da artista possente e sereno, Delfino ha vinto quattro ori olimpici (di cui uno individuale) e sei mondiali, sempre a squadre, in una disciplina dove valeva anche l’estro, persino l’improvvisazione, e dove però contava tanto l’aristocrazia, la magnanimità di lombi sportivi. E il gruppo. Delfino era della grande scuola piemontese, quella sublimata nel nome di Bertinetti a Vercelli, benissimo parcellizzata a Torino in tanti nomi gloriosi: il suo appunto, poi quelli di Anglesio, di Masciotta (padre di Vannetta, figlia eccome d’arte), di Pellegrino, i quattro spadisti moschettieri del Club torinese di Scherma al Valentino (di cui Pippo fu anche presidente) negli Anni Cinquanta e Sessanta». [Gian Paolo Ormezzano, Sta. 11/8/1999]