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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Franco Riccardi

Milano 13 giugno 1905 – San Colombano di Lambro (Milano) 24 maggio 1968. Schermidore. Specialista della spada, alle Olimpiadi di Amsterdam (1928) vinse la medaglia d’oro a squadre, a quelle di Los Angeles (1932) l’argento (sempre a squadre), a quelle di Berlino (1936) l’oro a squadre e quello individuale, l’11 agosto, in un podio tutto azzurro con Saverio Ragno e Giancarlo Cornaggia-Medici: «Di più non possiamo avere, e dopo tante strette di mano, dopo tanti applausi, dopo tanto trionfo, la gioia infinita che abbiamo in cuore è quasi velata dal rincrescimento che una altra volta non potremo far meglio. Tre uomini, tre bandiere. Su 75 spadisti reppresentanti la bellezza di ventinove nazioni, ci sono stati tre italiani che, compatti, hanno scavalcato tutti gli ostacoli, che, compatti, sono giunti all’ultima fatica, che, compatti, sono arrivati al traguardo. Tre “azzurri” che un pubblico immenso acclama, tre campioni che ognuno ammira, tre italiani che ognuno invidia (...) ma non immaginate Riccardi farsi avanti a gonfiare il petto di un orgoglio che potrebbe essere sacrosanto (...) soffocato da un pubblico immenso, preso d’infilata da cento obbiettivi, portato quasi di peso davanti a un microfono, non ha saputo far altro che dire: “Sono contento perché è una vittoria italiana”, poi gli è mancata la voce e ha piegato il capo sulla mia spalla, con un nodo in gola e cogli occhi pieni di lagrime. La commozione ci ha vinti tutti». [Nedo Nadi, Sta. 12/8/1936]

Biografia di Franco Riccardi

Milano 13 giugno 1905 – San Colombano di Lambro (Milano) 24 maggio 1968. Schermidore. Specialista della spada, alle Olimpiadi di Amsterdam (1928) vinse la medaglia d’oro a squadre, a quelle di Los Angeles (1932) l’argento (sempre a squadre), a quelle di Berlino (1936) l’oro a squadre e quello individuale, l’11 agosto, in un podio tutto azzurro con Saverio Ragno e Giancarlo Cornaggia-Medici: «Di più non possiamo avere, e dopo tante strette di mano, dopo tanti applausi, dopo tanto trionfo, la gioia infinita che abbiamo in cuore è quasi velata dal rincrescimento che una altra volta non potremo far meglio. Tre uomini, tre bandiere. Su 75 spadisti reppresentanti la bellezza di ventinove nazioni, ci sono stati tre italiani che, compatti, hanno scavalcato tutti gli ostacoli, che, compatti, sono giunti all’ultima fatica, che, compatti, sono arrivati al traguardo. Tre “azzurri” che un pubblico immenso acclama, tre campioni che ognuno ammira, tre italiani che ognuno invidia (...) ma non immaginate Riccardi farsi avanti a gonfiare il petto di un orgoglio che potrebbe essere sacrosanto (...) soffocato da un pubblico immenso, preso d’infilata da cento obbiettivi, portato quasi di peso davanti a un microfono, non ha saputo far altro che dire: “Sono contento perché è una vittoria italiana”, poi gli è mancata la voce e ha piegato il capo sulla mia spalla, con un nodo in gola e cogli occhi pieni di lagrime. La commozione ci ha vinti tutti». [Nedo Nadi, Sta. 12/8/1936]