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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Cuneo 19 settembre 1963. Politico. Imprenditore. Dal 15 settembre 2014 presidente dell’Aiad, la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio (nominato su proposta di Finmeccanica). In precedenza coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, di cui è stato uno dei fondatori nel gennaio 2013. Deputato dal 2001 al 2013 (Fi, Pdl). Candidato e non eletto alle politiche 2013, alla presidenza della Regione Piemonte nel 2014 e alle Europee 2014. Sottosegretario alla Difesa nel quarto governo Berlusconi (2008-2011).
• «Alto due metri e pesante più di 130 chili, non è tipo da passare inosservato. Imprenditore, con studi di economia» (La Stampa).
• Nato in una famiglia di imprenditori di Cuneo che produce, sin dalla fine dell’Ottocento, macchine per l’agricoltura, prese la guida dell’azienda a 17 anni, quando perse il padre.
• Dopo la maturità classica si iscrisse all’Università di Torino, facoltà di Economia e Commercio. Dubbi e polemiche riguardo i suoi studi universitari: «“ È vero che l’allora presidente del Consiglio, Giovanni Goria, la volle con sé a Palazzo Chigi?”. “Sì. Avevo 24 anni e mi ero appena laureato in Economia”» (a Vittorio Zincone) [Set 21/12/2012]. «“Il sito Lo Spiffero, accusa: Crosetto sostiene di possedere una laurea fasulla. Sono andati a controllare all’università di Torino, e i suoi esami risultano fermi al 1991”.“Beh, sì, ammetto che scioccamente possa aver lasciato intendere di essere laureato, ho ceduto, sono stato debole... e ho raccontato una piccola, innocente bugia”» (a Fabrizio Roncone) [Cds 8/3/2013].
• Ha iniziato a far politica nella Democrazia Cristiana come Segretario Regionale del movimento giovanile e responsabile nazionale della formazione, dal 1985 al 1990. Nel 1988 è stato consigliere economico del Presidente del Consiglio Giovanni Goria. Anche sindaco di Marene (CN) dal 1990 al 2004 e consigliere provinciale di Cuneo dal 1999 al 2009, con l’incarico di capogruppo di Forza Italia. È stato coordinatore regionale del Piemonte per Forza Italia dal 2003 al 2009 e responsabile nazionale per il credito e l’industria fino alla nascita del Pdl.
• Democristiano da giovane, poi berlusconiano, fino a esserne disgustato: «Il gigante di Marene (provincia di Cuneo, tra Savigliano e Cherasco) è uomo tutto d’un pezzo, non le manda a dire, cinguetta su Twitter con la determinazione di un tacchino sul tetto. Detesta l’inconcludenza di Alfano, di Tremonti dice che è un problema, invoca le dimissioni di Scajola, vorrebbe cacciare la Minetti dalla Regione Lombardia (…) Da vecchio democristiano cuneese non sopporta che i molti deputati che fino a ieri tramavano nell’ombra il parricidio per assicurarsi la successione acclamino ora, come il pulcino pio, il Rieccolo. Il dramma del Gigante Amico è il dramma stesso provato da Gulliver: accorgersi di giganteggiare solo perché gli altri sono lillipuziani, bassottini, nani» (Aldo Grasso) [Cds 9/12/2012].
• «Affidabile, leale, brillante, 51 anni il prossimo 19 settembre, uno dei primi a sganciarsi da Berlusconi e dal berlusconismo, ad un certo punto non esitò a fare il giro dei talk show per dire che il Cavaliere era un delusione e il partito un pozzo nero (“Per gli elettori del centrodestra è una goduria. A Roma, dove trascorre i giorni da deputato, i passanti lo circondando e gli battono l’anca: alla spalla non ci arrivano”, scrisse Giancarlo Perna sul Giornale)» (Fabrizio Roncone) [Cds 9/9/2014].
• «Crosetto è una persona perbene, in Transatlantico era uno dei pochi che non ti rifilavano polpette avvelenate, non ha mai rinnegato una dichiarazione, e mai ha fatto sconti a nessuno: neppure al suo capo, Berlusconi, spesso randellato – politicamente – con puntualità» (Fabrizio Roncone) [Cds 27/10/2012].
• Per far fronte ai guai giudiziari, ha consigliato Berlusconi di condurre una battaglia politica dall’estero «alla Pertini o alla De Gasperi», oppure dalla cella «alla Havel o alla Mandela» (Mattia Feltri) [Sta 14/9/2013].
• Da sottosegretario alla Difesa, rifiutò la Maserati blindata, preferendo girare in Smart: «Il mio autista era il meno contento della scelta» (Zincone, cit.).
• «Mi è davvero simpatico ed è soprattutto una persona educata. Se lo chiami risponde al telefono, se gli invii un sms ti risponde praticamente in diretta. Poi, twitta direttamente, è disponibile sulla rete, non si fa aiutare da uno staff: è uno vero. Ma anche a lui capita di prendere cantonate» (lettera di Francesco Storace) [Fog 7/11/2013].
• «In una foto da sottosegretario con la mimetica addosso pareva la cartina dell’Afghanistan settentrionale – a grandezza naturale, però» (Stefano Di Michele) [Fog 24/11/2012].
• Protagonista di una memorabile lite con il deputato Elio Vito nel novembre 2006. Nella concitazione avrebbe detto al collega: «Levati di torno, mi sono rotto i coglioni di averti come capogruppo. Hai capito bene: mi-sono-rotto-i-coglioni! E poi parli come un camorrista, sembri uno che grida al mercato di Napoli...».
· Emotività contenuta e rissa evitata con Sandro Bondi, che a Montecitorio gli sbottò: «Vergognati, pezzo di m…», ritenendolo colpevole di aver dileggiato lui e la compagnia-senatrice Manuela Repetti. «E Crosetto zitto: “Preferisco non dire nulla”» (Mattia Feltri) [Sta 19/4/2013].
• L’8 marzo 2008 fu colto da un lieve malore durante l’estenuante trattativa (vedi Denis Verdini) per la formazione delle liste per le politiche: «Non so contenermi e soffro di cuore».
• L’8 febbraio 2013, nel pieno della campagna elettorale, fu ricoverato: «In media mi fumo 4-5 pacchetti di sigarette al giorno (…) Soltanto che in questo periodo ho un po’ esagerato, devo essermi sentito poco bene perché sono arrivato a fumarne anche 150 al giorno. Però mi sono limitato a quelle light» (Alessandra Arachi) [Cds 9/2/2013].
• «Sono fatto così. Vivo di eccessi un po’ per tutto. C’è stato un periodo che ho deciso di fare la dieta. Drastica. Ero arrivato a pesare 152 chili. E ho pensato che in tre mesi avrei dovuto perdere trenta chili. Era l’estate del 2011. Era giugno. Ho cominciato a mangiare yogurt, soltanto yogurt, tre volte al giorno. Nulla di più. A settembre ce l’ho fatta: sono arrivato a pesare 122 chili» (Arachi, cit.).
• Sul suo addio alla politica, nel settembre 2014: «Il mio passo indietro? Per tanti motivi: dalla volontà di stare più vicino alla famiglia, alla delusione per la direzione che sta prendendo la politica italiana (…) La politica in questo momento non mi ispira: il centrodestra è stato distrutto e Matteo Renzi è inamovibile. Mi sono detto: potrei dare una mano a un settore che conosco bene e che ha voglia di crescere sui mercati internazionali. Con i rapporti personali che ho, penso di poter aiutare le imprese del settore a crescere» (a Tommaso Montesano) [Lib 9/9/2014].
• «Voci maligne dicono: lascia Fratelli d’Italia anche perché con la Meloni non si prende più tanto. “Frottole! Stupide frottole! Io penso che Giorgia sia l’unico leader possibile per il nuovo centrodestra! È giovane ed esperta, determinata e credibile. Con Fratelli d’Italia abbiamo fatto un lavoro straordinario. Chi mette in giro voci così, è un mascalzone”» (Fabrizio Roncone, cit.)
• Vittima di una rapina in casa nel luglio 2007, promise: «Compero una pistola. La tengo sotto il letto. E la prossima volta sparo. Giuro che sparo».
• Fondatore del fan club juventino di Montecitorio.
• Separato, un figlio dall’ex moglie, una bambina dalla nuova compagna.
• «Giocatore agonistico di basket, incontrò una meravigliosa pallavolista cecoslovacca e la sposò. Ne ebbe un figlio ma poi, eletto alla Camera nel 2001, conobbe le distrazioni romane, e si separò. Nella capitale, agli esordi da deputato e unico tra loro, viveva all’Hotel de Russie, un cinque stelle, alle pendici del Pincio. Roba da nababbi. A chi glielo faceva notare, rispondeva: “Io fumo e, poiché ho i giorni contati, voglio vivere decentemente”. “Ma questo è stralusso!”. “Non vivo di politica ma della mia attività di industriale”, replicava» (Giancarlo Perna) [Grn 22/10/2012].