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Claudio Cerasa
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• Palermo 7 maggio 1982. Giornalista. Dal 28 gennaio 2015 direttore del Foglio, di cui è stato caporedattore centrale.
• Figlio del giornalista Giuseppe Cerasa, capo della redazione della cronaca di Roma di Repubblica. Trasferitosi nella Capitale con la famiglia nel 1988, ha frequentato il liceo classico Mamiani e studiato Scienze della comunicazione alla Sapienza (dove fondò la rivista Comuniversity). Ha poi collaborato con Capital e con La Gazzetta dello Sport. «Frequenta la redazione romana della Gazzetta, si accaparra tutto ciò che per le grandi firme è mangime per i polli: dal rugby femminile al nuoto, dall’atletica al canottaggio, la Lazio e la Roma Primavera. Alla vigilia di un derby quel sesto senso che distingue il giornalista da un tranviere lo spinge al circolo Due Ponti dove è in programma un torneo di calciotto al quale partecipano giocatori ed ex giocatori di larga popolarità. In campo c’è anche Roberto Mancini, allenatore della Lazio, che ama le interviste come Berlusconi le aule di tribunale. Ma Cerasa, con la sua faccia da bravo ragazzo e un pizzico di ruffianeria, riesce nell’impresa. Chiama emozionato il capo servizio Franz Lajacona, il quale ribatte “impossibile, Mancini non dà interviste”. Va al giornale, scrive, il capo della redazione Ruggiero Palombo gira il pezzo a Milano. La firma di Claudio Cerasa compare per la prima volta sulle pagine nazionali» (Franco Recanatesi) [Prima Comunicazione 2/2014].
• «Al Foglio mi ha portato Giuseppe Sottile, ho fatto lo stagista e poi sono stato assunto, sette anni fa» (ad Andrea Garibaldi) [Cds 23/1/2014].
• Libri: Ho visto l’uomo nero (Castelvecchi, 2007), sui presunti pedofili della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio, in provincia di Roma (il giudice ne vietò la diffusione su istanza degli avvocati di quattro famiglie coinvolte perché citava nomi e cognomi dei genitori e quindi violava la privacy dei minori. Sconcerto perché almeno due di questi genitori erano andati tranquillamente in televisione, con nome e cognome in sottopancia); La presa di Roma (Rizzoli, 2009); Le catene della sinistra (Rizzoli, 2014).
• Per sostituire l’elefantino di Ferrara, ha scelto come suo logo la ciliegia.
• Ha collaborato con Le invasioni barbariche, Porta a Porta, Tango, Panorama; collabora con IL e Rivista Studio.
• Ha votato Rosa nel Pugno e Partito democratico, «ma non ho mai avuto tessere di partito».
• «Formidabile cronista dell’Italia renziana» (Mattia Feltri) [Sta 23/1/2015].
• «Ha l’aspetto di uno studente un po’ secchione, faccia pulita e ingannatrice che non rivela i suoi anni, capelli corti, occhiali tondi con montatura nera, un’ombra di barba. Poi quel piercing sulla punta dell’orecchio sinistro ti mette in sospetto e accendendo il computer sui suoi profili cambi definitivamente idea. Su Facebook trucca Renzi con i baffi che si liscia soddisfatto dopo l’incontro del 10 febbraio scorso con Napolitano. Su Twitter e sul suo blog Cerazade (sottotitolo: Tè politico) si presenta in versione Che Guevara, barba folta e berretto con visiera, ritratto da Emanuele Fucecchi. Cinguettii e annotazioni sempre puntuali e graffianti» (Recanatesi, cit.).
• «Cerasa è un cronista abile ed esperto di quella fase in cui il Pd ha trasformato sé in ciò che è oggi, ma soprattutto è uno che conosce il mestiere, che lavora qui da anni, molto garantista com’è nell’anima del Foglio» (Giuliano Ferrara).
• «Claudio Cerasa è un mistero. Fa il giornalista, ovvero il cronista, ma è pure redattore capo, editorialista, blogger e molto altro. È giovane, è un twittarolo, ma scrive libri da 300 e passa pagine, zeppe di riferimenti, ricordi e interviste. È poco più di un ragazzo, ma si scopre che è già sposato ed è pure papà. Inizio a pensare che abbia una doppia vita, o vi siano due Claudio Cerasa. D’altronde le sue capacità poliedriche producono effetti bizzarri: sul Foglio i suoi articoli sprizzano sovente renzismo puro, seppure informato, mentre in tv intervistando Matteo Renzi si traveste da anti renziano, anche se fa solo domande azzeccate. Potenza della scuola del Foglio, dove Cerasa è professionalmente nato e cresciuto» (Michele Arnese) [Formiche.nt 15/5/2014].
• Interista. «Tifare Inter aiuta a capire la sinistra italiana: la stessa idea di essere i più forti senza quasi mai riuscirci, entrambi danno il meglio nel momento in cui non vincono».
• Gioca a calcio (si definisce «terzinaccio dai piedi quadrati»), gioca a tennis («pallettaro disumano»).
Giorgio Dell’Arti
Catalogo dei viventi 2016 (in preparazione)
scheda aggiornata al 23 gennaio 2015

Martedì 17 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI


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