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Gianroberto Casaleggio
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• Milano 14 agosto 1954 – Milano 12 aprile 2016. Imprenditore. Politico. Fondatore e presidente della Casaleggio Associati s.r.l., società informatica ed editoriale che si occupa di consulenze in materia di strategie di rete e cura il blog di Beppe Grillo. Cofondatore, insieme allo stesso Grillo, del Movimento 5 stelle. «Non sono mai stato dietro a Beppe Grillo, ma sempre al suo fianco».
• «La sua infanzia era abbastanza nebulosa ma chi lo ha conosciuto bene mi ha raccontato che crebbe da solo, con un nonno poliziotto, molto autoritario, che usava punizioni durissime, tipo chiuderlo in soffitta da solo nella penombra, a ogni minima trasgressione dalle regole: era, per questo, un fissato delle regole» [Jacopo Iacoboni, Sta 12/4/2016].
• Diplomato in informatica, si iscrive a Fisica senza mai laurearsi. Dopo aver cambiato diverse aziende, nel 1980 entra nell’Olivetti di Roberto Colaninno, fino a diventare ad della Webegg, joint-venture tra l’azienda di Ivrea e Telecom specializzata in consulenza internet. «Ottimo tecnico ma amministratore faraonico, ridusse i bilanci un colabrodo. Nei locali della società, fece costruire costose stanze a forma di uovo (l’egg della sigla aziendale) in cui riunirsi per percepire il futuro. Organizzava, inoltre, per dipendenti, amici e parenti voli al seguito delle coppe europee di calcio. Per tacere, come si racconta, delle trasferte al Castello di Belgioioso (Pavia) per convenire attorno a una tavola rotonda, in omaggio a Re Artù di cui si sentiva emulo» [Giancarlo Perna, Grn 4/3/2013].
• «A quarant’anni era già amministratore delegato di Webegg, una joint venture nata da Finsiel e Olivetti. Una società di consulenza aziendale per il web che in breve raggiunse un migliaio di dipendenti. Sono gli anni a cavallo del 2000, e Webegg è un po’ il sogno dei giovani informatici italiani. Intanto Casaleggio entra nel consiglio di amministrazione di Netikos. Il sogno Webegg si infrange nel 2003. In Telecom, che aveva acquistato le quote da Olivetti, arriva Tronchetti Provera, e i rapporti con Casaleggio sono da subito burrascosi. L’azienda contesta a Casaleggio i bilanci, mentre Casaleggio non condivide le politiche del nuovo azionista di maggioranza. Il matrimonio si rompe» [Biagio Simonetta, S24 12/4/2016].
• Nel maggio 2012 ha scritto una lettera al Corriere della Sera: «Nel 2003 ho lasciato la mia posizione di amministratore delegato in Webegg di Telecom Italia e ho fondato con altri soci la Casaleggio Associati, una società di strategie di Rete. Internet è un tema che mi appassiona e di cui mi occupo dalla metà degli anni ’90. Ho cercato di comprenderne le implicazioni sia nel contesto sociale che in quello politico che in quello della comunicazione». Fino alla morte, nella Casaleggio Associati Gianroberto era presidente e azionista al 28,5%, stessa quota di suo figlio Davide. Ne fanno parte anche due ex dirigenti di Webegg (Mario Bucchich e Luca Eleuteri). A settembre 2012 un altro ex dirigente di Webegg ed ex giornalista del Sole 24 Ore, Enrico Sassoon, annunciò l’abbandono della Casaleggio con una lettera al Corriere. Una scelta – ha spiegato Sassoon – in risposta la pioggia di accuse su massoneria e poteri occulti piovuta sulla società.
• Nel 2004 si candida alle elezioni comunali a Settimo Vittone, in provincia di Torino, con la lista civica “Per Settimo” guidata da Vito Groccia (scrisse Panorama che Groccia era vicino a Forza Italia, Casaleggio negò). Non eletto, prese sei voti.
• Convinto che la Rete stesse cambiando ogni aspetto della società, Casaleggio prende a scrivere sull’argomento articoli e libri: «Nel 2004 Beppe Grillo ne lesse uno: Il Web è morto, viva il Web, rintracciò il mio cellulare e mi chiamò. Lo incontrai alla fine di un suo spettacolo a Livorno e condividemmo gran parte delle idee. In seguito progettammo insieme il blog beppegrillo.it, proponemmo la rete dei Meetup (gruppi che si incontrano sul territorio grazie alla Rete), organizzammo insieme i Vday di Bologna e di Torino» [lettera al Corriere della Sera 30/5/2013].
• Il blog beppegrillo.it nacque nel 2005 e in pochi anni divenne uno degli esempi di maggior successo di comunicazione online al mondo.
• Tra il 2007 e il 2008 accettò gratuitamente l’incarico di consigliere dell’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro per lo studio delle attività che avevano a che fare con la comunicazione istituzionale.
• Politicamente nato con simpatie leghiste e bossiane, «Grillo intuisce che dietro a quegli occhiali si nasconde una persona capace di vedere lontano. Casaleggio e associati curava allora il sito internet dell’Italia dei Valori per la cifra di 700.000 euro all’anno. Ma Grillo lo vuole a tutti i costi solo per sé, ha intuito che può fare il salto di qualità. Così, nel 2010, si arriva alla rescissione del contratto con Di Pietro e da quel momento Casaleggio – che tra le società di cui cura il sito c’è anche la casa editrice Chiarelettere, cadoinpiedi.it  – può lavorare, almeno in campo politico, con Grillo e per Grillo a tempo pieno» [Emiliano Liuzzi, Fat 10/5/2012].
• È l’ideologo del grillismo, «che non è un merito, ma un metodo. La bibbia è un libro scritto da Grillo e Casaleggio e pubblicato da Chiarelettere. Titolo: Siamo in guerra» [Giuseppe Salvaggiulo, Sta 23/4/2012].
• Con Grillo si sentivano due o tre volte al giorno, le strategie politiche venivano pianificate al telefono, con minuzia e particolari. «Ci sentiamo spesso e ci vediamo qualche volta durante il mese, a Milano o a Genova. Non c’è un metodo, se non quello di condividere le idee e quando necessario prendere delle decisioni» (a Massimo Russo, nel novembre 2015).
• «Di Grillo Casaleggio è sicuramente consulente, consigliere, amico, editore, co-autore di libri, verosimile ghost-writer, ma anche molto di più. Ha contributo a scrivere il “Non Statuto” del Movimento, ha steso le regole per la selezione delle candidature, ha gestito raccolte di firme, ha organizzato il VDay, tutte cose che non rientrano nel catalogo di un fornitore di servizi informatici, ma sono pienamente politiche. Casaleggio è a tutti gli effetti uno dei due leader di un movimento politico accreditato di consensi che avrebbero fatto invidia a molti protagonisti della politica italiana del passato» [Michele Smargiassi, Rep 8/9/2012].
• In un fuori onda trasmesso da Piazza Pulita su La 7 nel settembre 2012, Giovanni Favia – allora consigliere regionale del Movimento 5 stelle – accusava Casaleggio di esser la mente che decide tutto all’interno del Movimento, descrivendolo come un personaggio spietato e vendicativo: «Da noi la democrazia non esiste. Grillo è un istintivo, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. I politici, Bersani, non lo capiscono. Non hanno capito che c’è una mente freddissima molto acculturata, molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende».
• «Casaleggio era un impasto di antimodernità e modernità, di intransigenza fondata sui valori del buon senso antico e di tecnologia applicata al futuro. Un Tecnorobespierre. Esperto di comunicazione digitale, comunicava pessimamente se stesso. Detestava a tal punto i riflettori che quasi faceva apposta a rendersi antipatico e respingente con i giornalisti, quando gli sarebbe bastata qualche moina paracula per metterseli in tasca. “Intervistate i nostri ragazzi in Parlamento, io sono un privato cittadino, non mi va di mettermi in mostra”» [Marco Travaglio, Fat 13/4/2016].
• Nel febbraio 2013 ha pubblicato, insieme a Dario Fo e Beppe Grillo, Il Grillo canta sempre al tramonto – Dialogo sull’Italia e il MoVimento 5 Stelle. Nel 2015 ha pubblicato Veni Vidi Web (Adagio editore). Sempre del 2013 è Insultatemi una raccolta dalla A alla V di epiteti compiuti e concludenti, osservazioni e insulti sul suo conto. Tra questi: autistico, bifronte, cazzone, esoso, fantascientifico, forzista trombato, Goebbels, horror, ignorante, lobbista, mendicante, nascisista, oscuro, paranoico, qualunquista, ripugnante, saccente cretino, totalitario, ufologo e ventriloquo. Tutti gli insulti a Casaleggio, che il guru aveva messo in un libro: «Ma manca la zeta! Manca la zeta! Non potete lasciare il vostro lavoro incompiuto» [Antonello Caporale, Fat 13/4/2016].
• ItaliaOggi ha pubblicato il 27 febbraio 2013 un articolo di Claudio Plazzotta in cui si cerca di fare un po’ di chiarezza sui conti della sua società. Si scopre che la Casaleggio Associati avrebbe a disposizione 851 euro su Bancoposta, 316 euro su Postepay e 176 euro in cassa. Inoltre, la Casaleggio ha tra le proprie attività finanziarie, in base al bilancio 2011, titoli azionari di Telecom Italia per un ammontare di 38 euro. A dispetto di queste cifre decisamente modeste, riferite ai contanti depositati dalla società, quelle che riguardano il fatturato sono invece importanti: nel 2009 la Casaleggio Associati ha fatturato 1,62 milioni di euro, nel 2010 1,67 milioni di euro e nel 2011 1,4 milioni di euro, con perdite per 58 mila euro.
• Oggi la Casaleggio Associati ha sede in via Morone, a due passi dalla Scala, e conta una ventina di dipendenti e in questi anni ha curato la comunicazione online di diverse importanti aziende italiane.
• Nel marzo 2016 i giornali italiani si erano occupati molto di una storia sugli indirizzi email dei parlamentari del Movimento 5 stelle e un server esterno gestito dai suoi deputati. Secondo due articoli si Salvatore Merlo del Foglio, molti parlamentari del M5s temevano che i loro indirizzi mail fossero sorvegliati dai dirigenti del partito e che un server esterno gestito dai deputati fosse controllato dalla società a cui faceva capo Casaleggio. Nello stesso periodo si era parlato molto di Casaleggio anche per via del contratto firmato dai candidati al consiglio comunale di Roma per il M5s, che li obbligava a far approvare in maniera preventiva allo staff della Casaleggio Associati qualunque atto amministrativo di una certa importanza.
• «Sulle orme di Parsifal (personaggio a lui caro) dichiara di voler ricercare “la vera natura degli uomini”. E così, ad esempio, per le riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot (alla scoperta di quei luoghi ha persino trascorso una vacanza). Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per “parlare liberamente”. E talvolta usava il castello di Belgioioso, vicino Pavia, per gli incontri allargati, “dove parlare come vecchi amici”» [Angela Frenda, Cds 18/9/2007].
• «La teoria sul web veicolata da questo signore perennemente in giacca e cravatta, amante di Gengis Khan, della fantascienza di Asimov e del sociologo McLuhan, rasenta l’apocalisse: “Entro il 2018 il mondo sarà diviso in due. L’Occidente con democrazia diretta e libero accesso a Internet e il trio liberticida Cina-Russia-Medio Oriente”. Due anni dopo “ci sarà una nuova guerra mondiale, la riduzione della popolazione a un miliardo, la catarsi e finalmente la rinascita verso Gaia, il governo mondiale...”» [Marco Alfieri, Sta 26/5/12].
• «Era il massimo della democrazia e il massimo della dittatura, in questo avanti e indietro fra gli estremi che è stato il succo della sua avventura interamente protesa verso l’utopia di Gaia, il governo mondiale on line senza partiti e senza giudici, in cui l’esistenza stessa sarebbe stata virtuale, e dunque concretissima, con le tecnologie capaci di condurci su Marte, o a fianco di lord Wellington nei campi di Waterloo» [Mattia Feltri, Sta 13/4/2016].
• «Del tutto inclassificabile con le vecchie categorie della politica, disse una volta: “Sono orgoglioso di essere populista”; ma anche: “Siamo i pazzi della democrazia”. Per dar vita al M5s aveva scelto il 4 ottobre, ricorrenza di San Francesco, fautore di povertà e amore per la natura. Nel suo piccolo, gli piacevano moltissimo i gatti persiani. Rarissime le interviste, poche le uscite pubbliche (a Cernobbio, nel 2014), nessuna apparizione televisiva. In compenso Casaleggio si è lasciato fotografare in posa western da Antonio Scattolon sotto un poster di Tex Willer e prima di diventare quello che mai avrebbe voluto, e cioè famoso, aveva messo in rete un paio di video di apocalittica risonanza che sulla scorta di antichi condottieri e profetici pensatori, da Gengis Khan a Gioacchino da Fiore, prefiguravano la Terza Guerra Mondiale, da cui però sarebbe scaturita una sorta di età dello Spirito Santo che corrispondeva a una nuovo ordine mondiale fondato sulla tecnologia digitale e sulla rete. Non si è mai capito se questa produzione fosse per Casaleggio un divertimento o una missione, o tutte e due le cose. Certo in Gaia, il più noto di questi documentari tipo power point, la salvifica data coincideva con il centenario della sua nascita, 14 agosto 2054. Mentre nell’ultima opera, un testo non irresistibilmente intitolato Veni Vidi Web, si delineava una curiosa società ideale, anti-fumo, anti-caccia, anzi vegetariana, con statue di Gandhi e corrotti posti alla gogna lungo i raccordi autostradali durante i week end. Tutto questo sarebbe stato governato dall’“interactive leader”, una forma di nuovo reggitore della cosa pubblica ormai in grado di realizzare all’istante i desideri della pubblica opinione» [Filippo Ceccarelli, Rep 12/4/2016].
• «Alla storia passerà per aver fatto di un blog un partito. Per il tentativo di inventare una democrazia elettronica – “Uno vale uno” è lo slogan che ha commiato – di cui ha provato ad essere il mago e il cerbero. Quando gli chiedevano “Casaleggio, lei dove vuole arrivare, al governo del Paese?”, lui rispondeva: “Non faccio previsioni”. Il suo viaggio verso il Pianeta di Gaia, cioè verso il mondo perfetto su questa terra, si è interrotto troppo presto» [Mario Ajello, Mes 12/4/2016].
• Le sue previsioni catastrofiche gli erano valse una parodia di Maurizio Crozza – «Nel 2027 la scomparsa dei giornali e delle ciabatte farà sì che le zanzare domineranno la terra...» [Aldo Cazzullo, Cds 13/4/2016].
• Nell’aprile del 2014 era stato operato per un edema cerebrale a Milano. È morto per un ictus alle sette di mattina del 12 aprile 2016, all’Istituto Auxologico Italiano di Milano, dov’era ricoverato sotto falso nome.
• «Negli ultimi tempi era stato visto in immagini impressionanti: una trasandatezza che sarebbe stata impensabile, per un Casaleggio nel pieno della sua parabola. Aveva avuto due ischemie, e in una delle due aveva davvero rischiato grossissimo. Beppe Grillo, che fece di tutto per portarselo sul palco ancora assai debilitato nella seconda San Giovanni, quella della campagna elettorale per le europee del 2014, trovò una battuta fulminante: “L’ho riacchiappato per i capelli. Per fortuna che erano lunghi”» [Jacopo Iacoboni, Sta 12/4/2016].
• Separato dall’inglese Elizabeth Clare Birks, conosciuta all’Olivetti e da cui ha avuto Davide (1976), sub e campione di scacchi, che lavora con lui in azienda. Nel 2014 sposò Elena Sabina Del Monego (1965): i due hanno un figlio, Francesco (2005). Abitava a Milano, in zona Fiera, e aveva due gatte persiane.
• Una casa nelle valli del Canavese vicino a Ivrea. Lì possedeva un bosco tutto suo, «come quello della favola della bella addormentata» [Angela Frenda, Cds 18/9/2007].
• Vegetariano («non uccido animali così come non ucciderei uomini»).
• Appassionato di storia antica.
• Amava Benni e Dostoevskij, Sciascia e Pasolini.
• Il suo ufficio era tappezzato da quadri di Dylan Dog.
• Nel tempo libero giocava a tennis e allenava una squadra di calcio.
• Ha scritto Eugenio Scalfari che era ossessionato dai videogiochi sul telefonino (lui smentì).
• Girava con una Volvo rossa station wagon del 2000, comprata nel 2003 di seconda mano.
scheda aggiornata al 14 aprile 2016

Giovedì 19 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI


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