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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Alberto Ascari

Milano 13 luglio 1918, Monza 26 maggio 1955. Pilota. Figlio di Antonio, grande pilota morto il 26 luglio 1925 in un incidente durante il Gran Premio di Francia, esordì alla Mille Miglia del ’40 su una vettura della Auto Avio Costruzioni (la Ferrari sotto altro nome, vedi FERRARI Enzo). Prime corse del dopoguerra con Cisitalia, Maserati, Alfa, nel ’49 vinse con la Ferrari i Gp di Svizzera e d’Europa (corso a Monza). Debutto in Formula 1 nel ’50, sempre con la scuderia di Maranello, nel ’51 vinse i Gp di Germania e Italia e fu secondo dietro Juan Manuel Fangio nella classifica finale, nel ’52 e ’53 conquistò il titolo. Passato alla Lancia nel ’54 (si parlò di un ingaggio pari a 200 milioni di lire), stentò in Formula 1 ma si rifece vincendo la Mille Miglia («adesso non diranno più che sono bravo solo su pista»). Rivale di «Coppi e Bartali in popolarità mentre sui campi di gara aveva pochi avversari al suo livello» [1], morì per un incidente mentre provava con una Ferrari 3000. [1] La Gazzetta dello Sport - 100 anni di gloria, volume 7 1951-1955.

Biografia di Alberto Ascari

Milano 13 luglio 1918, Monza 26 maggio 1955. Pilota. Figlio di Antonio, grande pilota morto il 26 luglio 1925 in un incidente durante il Gran Premio di Francia, esordì alla Mille Miglia del ’40 su una vettura della Auto Avio Costruzioni (la Ferrari sotto altro nome, vedi FERRARI Enzo). Prime corse del dopoguerra con Cisitalia, Maserati, Alfa, nel ’49 vinse con la Ferrari i Gp di Svizzera e d’Europa (corso a Monza). Debutto in Formula 1 nel ’50, sempre con la scuderia di Maranello, nel ’51 vinse i Gp di Germania e Italia e fu secondo dietro Juan Manuel Fangio nella classifica finale, nel ’52 e ’53 conquistò il titolo. Passato alla Lancia nel ’54 (si parlò di un ingaggio pari a 200 milioni di lire), stentò in Formula 1 ma si rifece vincendo la Mille Miglia («adesso non diranno più che sono bravo solo su pista»). Rivale di «Coppi e Bartali in popolarità mentre sui campi di gara aveva pochi avversari al suo livello» [1], morì per un incidente mentre provava con una Ferrari 3000. [1] La Gazzetta dello Sport - 100 anni di gloria, volume 7 1951-1955.

Una carriera nel mito del padre

• Antonio Ascari, nato a Bonferraro (Verona) il 15 settembre 1888, figlio di un commerciante di granturco, fu uno dei piloti più famosi dei primi anni Venti, tra le sue vittorie la Parma-Poggio di Berceto del ’19 (corsa che vide l’esordio del pilota Enzo Ferrari), la Targa Florio del ’22 e del ’23, il Gp d’Italia del ’24, il Gp d’Europa del ’25 (a Spa-Francorchamps): «Alberto ricordava benissimo quando, all’età di 7 anni, mentre era in vacanza con la madre e la zia nella villa di Lesa, sul lago Maggiore, arrivò un parente a portare la notizia della morte di suo papà, a Monthlery. Il piccolo Alberto era affezionatissimo al papà. Il quale, quando provava a Monza, lo portava sempre con sé lasciandolo in compagnia di Campari o Borzacchini, mentre lui girava in pista. Alberto diventò grande nel mito del padre. Col pensiero fisso, però, al genitore morente su un ciglio d’asfalto, nell’interminabile attesa dei soccorsi». [110 anni di gloria]

Un campione chiamato “Ciccio”

• Inizi in moto, nel ’40 alla Mille Miglia con un’Auto Avio Costruzioni (Ferrari), finita la guerra Alberto Ascari riprese a gareggiare acquistando insieme all’amico Luigi Villoresi una Maserati 4CLT con cui a Modena vinse la sua prima corsa: «Nel 1949 Enzo Ferrari, grande amico e compagno di suo padre, decide di metterlo sotto contratto insieme a Villoresi: è la nascita del mito. Deciso e impetuoso, “Ciccio” (soprannominato così per via del fisico robusto) raggiunge in quegli anni una completa maturità nella gestione del mezzo meccanico. Nel 1949 si aggiudica 6 corse, tra le quali il Gp di Svizzera e d’Italia e il Gp Perón di Buenos Aires. Nel 1950 nasce il Campionato mondiale di F1, e Ascari si mette subito in mostra con due secondi posti nei Gp di Monaco e d’Italia, vincendo anche una decina di gare non valide per il titolo». [Le Garzantine - Sport, a cura di Claudio Ferretti e Augusto Frasca Garzanti 2008]

I trionfi in F1 e alla Mille Miglia

• Secondo nel ’51, nel ’52 e ’53 Ascari conquisto il titolo di campione del mondo della Formula 1: «Se Ferrari gli mise a disposizione auto sempre più competitive, Ascari non fu da meno. Vinse per tre volte consecutive al Nürburgring, ma soprattutto si aggiudicò nove Gran Premi iridati, anch’essi consecutivi. Il tempo trasformò quei successi nei primi clamori della leggenda Ferrari, nel mito delle “rosse”. Nel 1954 passò alla Lancia. La lenta preparazione della nuova monoposto F1 gli consentì di ottenere, peraltro con una vettura Sport, solo una vittoria importante, nella Mille Miglia, che lo consacrò anche grande stradista. Il 1955 doveva essere l’anno della ripresa». [Enciclopedia dello Sport - Motori, Treccani 2002]

La tragica fine con un’auto presa a prestito

• Superstiziosissimo (la volta che recandosi da Milano a Torino trovò un gatto nero in mezzo alla strada, tornò indietro), Ascari non voleva che nessuno gli toccasse gli indumenti da corsa. Il 26 maggio ’55, reduce da un volo in mare al Gp di Monaco (solo lievi contusioni), si recò all’autodromo di Monza su invito dell’amico Eugenio Castellotti. Per riprendere confidenza con la velocità, Ascari si fece prestare una Ferrari Sport (era la prima volta che saliva su un auto da corsa senza il suo casco, i suoi occhialoni, i suoi guanti). Volò fuori pista per cause mai del tutto accertate (un muratore gli attraversò la strada alla cruva del Vialone?) e morì, come il padre, durante il trasporto in ospedale. Tempo prima aveva confidato: «Non penso mai di poter morire un giorno come accaduto a mio padre. Ma spesso mi chiedo se sia giusto per mia moglie, i miei figli, per me, rischiare la vita inseguendo accanitamente la vittoria. In realtà, io obbedisco soltanto a una passione: le corse. Senza le quali non saprei come vivere».