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 2019  marzo 20 Mercoledì calendario

ABBIAMO TOCCATO IL FONDI - COME CODOGNO, LA CITTÀ IN PROVINCIA DI LATINA (40MILA ABITANTI) DIVENTA ZONA ROSSA, TUTTO PER COLPA DI UNA FESTA TRA ANZIANI ORGANIZZATA IL 25 FEBBRAIO SCORSO. TRA GLI INVITATI C'ERA IL NONNO DI UNA RAGAZZA CONTAGIATA DA CORONAVIRUS A MILANO. DA LÌ È PARTITO UN FOCOLAIO CHE HA PORTATO CENTINAIA DI PERSONE IN ISOLAMENTO -



Fondi come Codogno. Zona rossa. Il centro della provincia di Latina, a causa di una doppia festa per anziani organizzata il 25 febbraio scorso, a cui ha preso parte il nonno di una ragazza contagiata dal coronavirus a Milano, ha continuato in questi giorni a rappresentare la fonte principale di contagio in terra pontina. Tanto che giovedì scorso delle 135 positività riscontrate in provincia di Latina ben 47 erano legate al cluster di Fondi, dove c’è stato anche un decesso, a cui va aggiunto un secondo decesso legato al cluster, quello di una donna di Lenola. Senza contare le 192 persone in sorveglianza attiva e le 760 in isolamento domiciliare.

Troppi casi, in aumento. Un focolaio che ha portato contagi da coronavirus anche nelle vicine Terracina, Formia e Lenola. La Regione Lazio, sentito il prefetto di Latina e il sindaco di Fondi, come chiesto dall’Asl è quindi intervenuta con un’ordinanza, firmata dal vicepresidente Daniele Leodori e dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato, stabilendo ulteriori “misure urgenti di tutela della salute pubblica”, disponendo anche la sottoposizione a Tac di tutte le persone a rischio contagio, utilizzando una Tac presente nel locale ospedale e una in un centro sanitario privato.

Vietato quindi per i residenti allontanarsi dalla città, vietato entrare nella città, bloccati tutti gli uffici e gli spazi pubblici, tutte le attività commerciali ad eccezione di quelle fondamenta come alimentari e farmacie, bloccato il trasporto pubblico e vietato uscire da casa anche per andare a lavoro. Considerando poi che a Fondi c’è il Mof, il principale mercato ortofrutticolo d’Italia e il secondo più grande d’Europa, consentita l’apertura della struttura soltanto il lunedì è il venerdì, dalle 6 alle 14, e il martedi, il giovedì e la domenica, dalle 5 alle 14, sanificando ogni sabato lo stesso mercato, contingentando gli ingressi, facendo entrare gli operatori solo con mascherine e guanti e controllando quotidianamente il personale con termoscanner. Una misura eccezionale, presa prevedendo anche l’intervento dell’Esercito per i controlli e fondamentale per porre un argine al dilagare del Covid-19.