Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2019  marzo 20 Mercoledì calendario

Alcolici al distributore di benzina per tenere bassi i prezzi del carburante

Fare il pieno di benzina e di alcolici. Al momento in Russia non è possibile, ma sul Cremlino arriva il pressing di Vagit Alekperov, presidente della più importante compagnia petrolifera russa, Lukoil. Il magnate, uno degli uomini più ricchi al mondo, si è rivolto direttamente all’amministrazione presidenziale, cioè all’amico Vladimir Putin, affinché sostenga il disegno di legge per la vendita di birra e vino nelle stazioni di servizio della Federazione. Il Cremlino, per ora, si è dimostrato freddo rispetto al provvedimento che vorrebbe il ritorno delle vendite di bevande alcoliche di bassa gradazione nei distributori di carburante, ma per l’oligarca questo potrebbe rappresentare uno degli elementi che potrebbe aumentare la marginalità del mercato di questi prodotti, ma potrebbe anche rafforzare la lotta contro la vendita di alcol contraffatto, problema particolarmente sentito in Russia. Il commercio di alcolici nelle stazioni di servizio era stata vietato nel 2011 per combattere l’abuso di vodka e simili al volante, ma ha sollevato diversi malumori nel paese e tra le lobby del petrolio e degli alcolici.«Sono profondamente convinto che il ritorno di queste bevande nelle stazioni di servizio ci consentirà di sistematizzare la loro vendita e di amministrarla meglio», queste le dichiarazioni dell’imprenditore riportate dal quotidiano Izvestija. La questione, ha ricordato il giornale di San Pietroburgo, anche nei mesi scorsi era finita al centro del dibattito politico, quando in una riunione col vicepremier Dmitrij Kozak era stato proposto di consentire la vendita di vino, birra e cocktail fino a 16,5 gradi. Kozak si era detto possibilista davanti alle richieste delle aziende petrolifere, che gli hanno spiegato come la misura poteva in un qualche modo servire a mantenere bassi i prezzi della benzina e ad aumentare le entrate delle stazioni di servizio. Poi anche dal dipartimento per l’estrazione di petrolio e gas del ministero dell’energia era arrivata un’apertura, con il direttore Anton Rubtsov che si era detto pronto a discutere una proposta operativa per migliorare l’efficienza delle stazioni di servizio, inclusa la ripresa della vendita di alcolici. Ora l’intervento di Alekperov vorrebbe aprire la strada a questa ipotesi, anche se il ministero della sanità è il vero scoglio da superare, visto che è convinto che una revoca del provvedimento potrebbe portare a un aumento del consumo di bevande alcoliche, col rischio di mettere al volante più automobilisti ubriachi. Gli interessi in gioco sono alti e il disegno di legge del senatore Gennady Ordenov divide. Intanto, aspettando di poter vendere alcolici, le stazioni di servizio cercano di fare affari col caffè: secondo RusHolts nel 2018 le vendite di caffè nei distributori di carburante sono aumentate del 32% e la sola Lukoil ha servito tazzine per oltre 35 milioni di euro.