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 2018  luglio 04 Mercoledì calendario

Wind Tre diventa cinese al 100%

Per i russi di Veon finisce l’avventura nelle telecomunicazioni in Italia. Wind Tre diventa una compagnia cinese al 100% dopo che l’ex Vimpelcom ha deciso di vendere, per 2,45 miliardi di euro, il suo 50% a Ck Hutchison. La conglomerata con sede a Hong Kong che dal 2016 ha condiviso con Veon l’avventura di una Wind Tre nata dal matrimonio fra il terzo e il quarto operatore mobile italiani si appresta quindi a dar battaglia da sola sul mercato italiano. 
Le due parti lo avevano stabilito nell’agosto 2015 – alla firma dell’intesa su quella che poi fino a oggi è stata una jv paritetica – che poteva esserci un’opzione put and call esercitabile dopo tre anni. Questo è avvenuto, con un’operazione che lato Veon è vista come in grado di garantire un guadagno netto nell’ordine di 1,1 miliardi di dollari. Veon, il cui maggiore azionista è la LetterOne di Mikhail Fridman, potrà così puntare 400 milioni sulla società egiziana Gth per acquistare le sue attività in Pakistan e Bangladesh.
Sul versante Ck Hutchison, è stato evidenziato come «la transazione sarà immediata e fortemente positiva sia per gli utili che per il flusso di cassa per azione». Ci sarà da fare i conti con le autorità di regolamentazione italiane ed europee che dovranno dare l’ok. Ma l’idea è di arrivare a completamento nel terzo trimestre 2018. «Siamo lieti di diventare gli unici proprietari di Wind Tre», ha commentato Canning Fok, co-Managing Director di Ck Hutchison. L’essere proprietari unici è visto come elemento con cui puntare ad «aumentare il valore per i nostri azionisti». Secondo quanto detto dal Cfo del gruppo Frank Sixt a Bloomberg, l’acquisizione dovrebbe contribuire a un «significativo aumento» degli utili di CK il prossimo anno. Il Cfo ha poi aggiunto che la società è «fiduciosa sul business in Italia».
La transazione da 2,45 miliardi battezza un valore implicito di 15,22 miliardi per l’impresa che ha chiuso il 2017 con ricavi a 6,2 miliardi di euro (-4,5% rispetto al 2016) ma con Ebitda margin in crescita di 200 punti base al 35,8%. Il tutto con un debito comunque non da poco, per 9,7 miliardi di euro. Alla fine l’enterprise value è di circa 6,7 volte i guadagni prima di interessi, tasse e ammortamento. 
«Una presa maggiore sulla società, con la maggiore rapidità nel processo decisionale, aiuterà» spiegano gli analisti di Banca Akros pur segnalando un valore dell’operazione «a prima vista alto». Di certo, l’esercizio dell’opzione arriva in un momento in cui le parti avranno ritenuto necessario accelerare in un mercato in cui la saturazione delle linee mobili e l’ingresso di un quarto operatore aggressivo come Iliad, rende il contesto sfidante. La scelta di investire da parte della Ck Hutchison guidata, dopo il ritiro di Li Ka-shing dal figlio Victor Li, poteva essere prevedibile visti gli interessi in Europa (in Uk ad esempio), mentre per Veon il core business non è nel Vecchio continente. 
L’annuncio di ieri arriva mentre in Italia in casa Wind Tre la compagnia guidata da Jeffrey Hedberg ha preso una decisione sui lavori della sua nuova rete 4G integrata. A fine 2016 la commessa da circa un miliardo è stata vinta dalla cinese Zte. In questa partita però è caduto come una mannaia lo scontro fra Usa e Cina con il “ban” con cui l’amministrazione Trump ha colpito a metà aprile Zte: divieto di operare con realtà Usa per sette anni. La società cinese ha firmato un ampio accordo transattivo, con un miliardo di dollari di sanzione e il cambio del board. La situazione sembrerebbe in via di risoluzione, ma ancora non è risolta. Alla soddisfazione per il lavoro svolto da Zte si è quindi aggiunta in Wind Tre la consapevolezza di doversi mettere con le spalle al coperto. Da qui (si veda Il Sole 24 Ore dell’1 giugno), Wind Tre si è rivolta a Ericsson, Huawei e Nokia per valutare un eventuale subentro. 
La decisione di Wind Tre è caduta su Ericsson. La multinazionale svedese subentra, ma in parte della commessa. Percentuali di cui Il Sole 24 Ore è venuto a conoscenza, ma non confermate dalle parti, segnalerebbero un 60%-40% o 55%-45% a vantaggio di Ericsson. Riunioni operative sono da qualche giorno in corso fra i tecnici della società svedese e quelli di Wind Tre per definire il piano d’azione. Zte dal canto suo continuerà a lavorare sulla parte di commessa che resterà di sua competenza.