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 2017  giugno 22 Giovedì calendario

Raggi si difende: «Grillo sta con me». Ma Di Battista punge: «Gravi errori»

ROMA La telefonata notturna di Grillo, arrivata al termine dell’intervista tv con Bianca Berlinguer, sembra averla rincuorata. E Virginia Raggi – alle prese con il bilancio del suo primo anno alla guida di Roma – si presenta nella Sala Pietro da Cortona strapiena di attivisti ed eletti locali che inneggiano e applaudono manco fosse uno stadio, ostentando la stessa sicurezza di sempre. «Beppe mi ha incitata ad andare avanti», taglia corto la sindaca per fugare sospetti e veleni all’indomani dell’atto di chiusura indagini per falso e abuso d’ufficio, che significa processo imminente. «Ritengo di aver agito in buona fede e spiegherò le mie ragioni ai magistrati», risponde fra gli osanna dai fan che diventano “buuu” di protesta all’indirizzo dei cronisti. «Noi continueremo a lavorare», sorride Raggi. «Stiamo facendo un cambiamento radicale, ne siamo orgogliosi, ma ci vuole tempo, perciò ringrazio i romani per la pazienza».
Ma nonostante il Movimento 5 Stelle a Guidonia faccia prova di unità, presentandosi a sostegno del candidato sindaco con Raggi insieme a Di Maio, Fico e perfino Paola Taverna e Carla Ruocco, le prese di distanza aumentano. Seduto nel corridoio fumatori di Montecitorio, un abbronzatissimo Alessandro Di Battista piega la testa e quasi sussurra: «È stato il più grave errore di Virginia, essersi fidata di quelle persone. Eppure gliel’avevamo detto tutti». Cerca di dire che la vicenda è ben diversa da Consip, di tutt’altra gravità. «E poi noi rimediamo subito agli errori. Marra e Romeo sono stati allontanati. Il Pd finora aveva tenuto in Consip Marroni sperando che ritrattasse». Non ammette che per allontanare l’ex finanziere dal ruolo di potere che si era ritagliato è dovuto intervenire l’arresto per corruzione, il deputato romano. Ma quando sente che Raggi ha risposto all’ipotesi di Roberta Lombardi come presidente della Regione Lazio allontanandola («Ci sono le primarie e credo possa dare ancora tanto in Parlamento») Di Battista dice solo: «Roberta è bravissima». Sono parole che arrivano il giorno dopo l’avvertimento di Di Maio («dal secondo anno a Roma mi aspetto il cambiamento») e con la consapevolezza che il destino del Movimento va separato da quello della sindaca, in vista delle politiche e di carte giudiziarie che potrebbero ancora essere compromettenti. Il nome di Roberta Lombardi come candidata nel Lazio (dove si dovrebbe votare sempre in primavera) non è campato in aria: «Sto lavorando a temi nazionali, poi ci penserò», ha risposto lei a chi glielo ha chiesto. Lasciando la porta più che socchiusa.