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 2015  dicembre 29 Martedì calendario

I 100 nomi del 2015 di Gianni Mura

Da oggi al 31 troverete i miei cento nomi dell’anno che sta finendo. Non sono necessariamente i più importanti, sono legati a vittorie ma anche a sconfitte, speranze, delusioni nel mondo dello sport e in altri mondi. I voti sono arbitrari, come quelli dei “Cattivi pensieri” domenicali. A collegarli tutti, l’anno 2015.
AGBONAVBARE WILFRED

(calciatore) Nazionale nigeriano, a lungo portiere del Rayo Vallecano. Spende tutti i risparmi per far curare la moglie (cancro al seno). Morta la moglie, lavora come facchino all’aeroporto di Barajas per spedire soldi ai tre figli, che vivono a Lagos. Gli viene diagnosticato un tumore osseo, muore a 48 anni. Per i tifosi era Willy. Sorrideva sempre. La porta d’ingresso numero 1 del Nuevo Vallecas ora è intitolata a lui.
ALESSANDRIA
(squadra di calcio) Già è geniale l’idea della maglia grigia in una zona nebbiosa. Che striscioni esporranno gli ultrà? Fuoco grigio? Inferno grigio? Furia grigia? Si dice: piccolo è bello. Una squadra di C che in Coppa Italia ne elimina due di A (Palermo e Genoa) sul loro campo è più che bello: 8.
ALLARD VANESSA
(avvocatessa) Viene da Trinidad e Tobago ma lavora come civilista alle Cayman lo stopper che blocca Platini. Che va sul gioco di parole: «Non sono etici, sono patetici». Dal suo punto di vista non ha tutti i torti. Che in seno alla Fifa esistesse un Comitato etico è la vera notizia, dopo 30 anni e passa di Far West senza sceriffo. La vicenda è molto penosa ma ancora aperta, nessun voto.
ANTHONY RICHARD
(cantante) Ma il treno fischia ancora.
ARU FABIO
(ciclista) Secondo al Giro, primo alla Vuelta. Aspettiamolo al Tour: 8.
BARCELLONA
(squadra di calcio) Anno quasi perfetto, centrati 5 obiettivi su 6. Vittoria numero 23 nel campionato spagnolo, numero 27 in Coppa del Re, numero 5 in Champions e Supercoppa europea, numero 3 nel mondiale per club. Persa con l’Athletic Bilbao la Supercoppa di Spagna. Vince quasi tutto e quasi sempre fa divertire. 9
BELLINGERI DANIELA
(archivista) Era il sorriso, l’ironia e la bravura del nostro archivio che ancora non era chiamato Centro documentazione. Bello anche il lavoro, con persone così solari, non fosse che se ne vanno troppo presto.
BENZEMA KARIM
(calciatore) Con alcuni amici (?) organizza un ricatto a luci rosse ai danni di Valbuena. Voto 3. E la federcalcio francese lo mette fuori. Giusto.
BERNARDESCHI FEDERICO
(calciatore) Generalità cinquecentesche, tatuaggi retrò: Audrey Hepburn. E vada per una colazione da Tiffany. 7,5.
BLATTER SEPP
(presidente Fifa) Finalmente siamo d’accordo su una cosa: se i mondiali di calcio li avessero assegnati agli Usa e non al Qatar, non ci sarebbe stato alcuno scandalo, né terremoto gerarchico. Il voto (4,5) tiene conto del momento di difficoltà.
BOLT USAIN
(atleta) Han voglia a dire che è appannato, che non è più il Bolt degli anni d’oro. Lui lascia dire e continua a essere il più veloce. 8
BONAVENTURA GIACOMO
(calciatore) Che il Milan giochi bene, così così o male, lui la sua parte, sopra il 6, la fa sempre. 7,5
BOSMAN JEAN-MARC
(ex calciatore) Sono trascorsi 25 anni dalla sua denuncia, 20 dalla sentenza che ha rivoluzionato il calcio. Molti calciatori non sanno chi sia. È uno che ha contribuito ad arricchirli, molto, troppo. E che s’è ridotto in miseria, perché così a volte va la vita.
BRASSENS GEORGES
(chansonnier) Morto nel 1981, riletto ieri: «L’informazione è cresciuta molto più velocemente della cultura, così oggi la propaganda ha molte più chances di prima. Ormai viviamo in un’epoca di slogan. L’umanità regredisce, ho l’impressione che gli imbecilli si manifestino sempre più».
BUFFON GIANLUIGI
(calciatore) Migliora invecchiando. Un Barolo: 8,5.
CAGNOTTO TANIA
(tuffatrice) Tuffo al cuore, cuore al tuffo. Mistero tuffo. Stantuffo. Non ci si stanca di ammirarla. Basta pensare a una giornata dei suoi allenamenti per stancarsi. 8,5.
CEDRINI STEFANO
(spadista) Campionato italiani under 14 a Foligno, in pedana le squadre di Ravenna e Pistoia si giocano l’accesso ai quarti di finale. Sembra decisiva una stoccata di Cedrini, 13 anni. La giuria gli dà il punto, gli avversari non protestano, lui va a dire all’arbitro di non aver colpito l’avversario, quel punto non gli appartiene. Pistoia vince 27-26, Ravenna eliminata. Sono i dirigenti di Pistoia a dare pubblicità al bel gesto. Stefano, a distanza di mesi, dice: «È stato un gesto istintivo e lo rifarei. Oltre alla scherma, i nostri maestri ci insegnano la lealtà». Avercene, maestri così. Ma anche allievi.
CILE
(nazionale di calcio) Vince per la prima volta il campionato continentale. Bravo Sampaoli, bravi tutti (7,5) tranne Jara (1) per il tentativo di ispezione rettale su Cavani, che reagisce e viene espulso. Esattamente quello che voleva Jara.
CIRIELLO MARCO
(giornalista e scrittore) Già il titolo, “Il più maldestro dei tiri” (ed. Ad est dell’Equatore) è un omaggio a Edmondo Berselli, che aveva Mario Corso al centro di un intrico socio-cultural- calcistico con rapidissimi cambi di campo. Qui c’è Pirlo. Ma anche Brera, Zidane, Berlusconi, Nibali, Buffon, Guardiola, Pound, Meneghello. Un omaggio riuscito.
CLEMENTE PAOLA
(bracciante) Per giorni non ha avuto neppure un cognome. Una donna morta nelle campagne di Andria durante le operazioni di acinellatura. Caporalato. Sfruttamento. Lavoro nero. Non cambia mai nulla, neanche l’indignazione a tempo limitato.
COMAN KINGSLEY
(calciatore) A 19 anni, troppo giovane per essere titolare nella Juve. Al Bayern la pensano diversamente.
CROTONE
(squadra di calcio) Ha il gioco migliore della B, da un bel po’. 7,5.
DANIELE PINO
(cantautore) ‘Na tazzulella ‘e Napule, è.
DE BIASI GIANNI
(allenatore) Europei allargati, ma portarci l’Albania resta un bel colpo: 7,5.
DIAWARA AMADOU
(calciatore) Centrocampista che può aspirare a tuttocampista. Guineano, 18 anni, dal San Marino alla serie A senza fare una piega: 7,5 e complimenti a Pantaleo Corvino.
DJOKOVIC NOVAK
(tennista) Stagione ricca, come il Barcellona: 11 tornei vinti, 3 Slam (persa finale con Wawrinka a Parigi), numero 1 già a settembre, maggior vantaggio sul secondo. 8,5.
DONADONI ROBERTO
(allenatore) Gli tocca il ruolo, non piacevole, di guidare una nave, il Parma, che fa acqua da tutte le parti, senza soldi e senza prospettive. Lo interpreta con grande dignità, una cosa che non si compra al mercato. O ce l’hai o non ce l’hai. Lui ce l’ha: 8,5. In più ha anche rivitalizzato il Bologna.
DONDERO MARIO
(fotografo) L’umanità, non solo nel mestiere, e la generosità.
Lo ricorderò come persona cara e rara.
DYBALA PAULO
(calciatore) Trascrivo dai 100 nomi del 2014: “Se è già così bravo a 21 anni, al 9 arriverà presto. Dipende da lui e dalla squadra a cui Zamparini (gli affari sono affari) lo cederà. Per ora, 8”. Aggiungo: arriverà al 9 se non gli fanno metter su troppi muscoli e quando tirerà meglio calci d’angolo e punizioni. 8,5 per ora.
EKBERG ANITA
(attrice) Simbolo del sesso (ah, la Svezia), fece girar la testa alla Voce (Sinatra) e all’Avvocato (Agnelli). È morta in miseria. Aveva fatto appello alla Legge Bacchelli, appello respinto in quanto non cittadina italiana. Riposi in pace nel cimitero vicino alla chiesa di Skanör.
ENGLARO SATURNA
(cittadina) Beppino Englaro parlava per una figlia muta, in coma, e per una moglie silenziosa ma sempre presente. Adesso è rimasto solo. Lo aiutino i ricordi.
EXPO 2015
(esposizione) Doveva essere un flop, una vergogna. E invece no: un 7 ci sta tutto.
FABBRI GIOVAN BATTISTA
(allenatore) Da giocatore, un’aletta veloce. Lo chiamavano, per lo scatto, Brusalerba. Da allenatore, al Vicenza, l’intuizione di cui il calcio italiano gli deve esser grato: trasformare quel magrolino di Paolo Rossi, lontano dall’essere Pablito, ala destra che sognava di imitare Hamrin, in una punta centrale
FERRINI SIMONE
(nuotatore) Mondiali di Kazan, 31 luglio. Dal podio Ferrini, primo nella 25 km, mostra un cartello: “Aurora, mi vuoi sposare?”. Aurora Ponselè, pure nuotatrice, tra il pubblico si commuove e dice sì. L’11 novembre comunicato dei due: non se ne fa nulla, meglio pensare alle Olimpiadi. Eh no, ragazzi. Riponiamo Peynet in un cassetto e ne estraiamo due voti: 3 a lui (il pubblicizzatore) e 5 a lei. Media in coppia: 4.
FIORAVANTI LEONARDO
(surfista) California? Hawaii? No, Cerveteri. Lì è nato il campione del mondo under 18. Parla cinque lingue, vive a Hossegor, nelle Lande. Al mondiale è arrivato dopo un incidente, relativa operazione alla schiena e sosta di cinque mesi. “Petit génie” l’ha definito Le Monde. Non contraddico: 8,5.
FLORENZI ALESSANDRO
(calciatore) Gol al Barça da 9.
FREY SEBASTIEN
(calciatore) A 35 anni rinuncia al terzo anno di contratto col Bursaspor, Turchia, e si ritira: «Non potevo andare in campo solo per prendere lo stipendio e non volevo avvelenare il ricordo che ho del calcio. Quando ho cominciato c’era rispetto, adesso si è perso, insieme ai valori. Oggi i ragazzi pensano di essere tutti Messi o Cristiano Ronaldo, vogliono la macchina grossa e le scarpe col nome sopra». Lo capisco: 7,5.
FROOME CHRIS
(ciclista) Quasi umano, al Tour. Se Quintana si fosse svegliato un po’ prima forse non l’avrebbe vinto. 7
GAFFIGAN JIM
(attore) Comico molto noto negli Usa. Nel libro “Il cibo secondo Jim (ed. Edt) la comicità applicata agli usi della tavola non manca. 7.
GARCIA RUDI
(allenatore) Stralcio dai 100 nomi del 2014: “Si sta italianizzando troppo velocemente, gli conviene rallentare. 7”. Aggiungo: non ha rallentato, 6.
GHIGGIA ALCIDE
(ex calciatore) Di sé diceva: «Solo tre persone hanno ammutolito il Maracanà: io, il Papa e Frank Sinatra». Suo il 2-1 del Maracanazo. Il governo brasiliano decretò tre giorni di lutto nazionale e la squadra cambiò divisa. Prima, era tutta bianca. Di quel leggendario Uruguay 1950 era l’ultimo superstite.
GIAMPAOLO MARCO
(allenatore) Ma non era bollito, fuori di testa, incapace di reggere le pressioni? Evidentemente no, Empoli è la sua rivincita e il suo rilancio: 7,5.
GIANNELLI SIMONE
(pallavolista) Alzatore di Trento e della Nazionale a 19 anni, e poi dicono che nel ruolo ci vuole esperienza: 7,5.
GRADELLA UBER
(ex calciatore) Nella Lazio, 161 partite, finché non si fa male al ginocchio e sta fermo molti mesi. Al suo posto gioca Sentimenti IV. Quando Gradella è pronto al rientro, la società gli propone la lista gratuita ma lui non si vede in una squadra diversa dalla Lazio e preferisce smettere a 28 anni, nel 1949. Se ne va un gentiluomo.
GRASSI ALBERTO
(calciatore) Centrocampista dell’Atalanta, 20 anni, tenere d’occhio. Per ora 7.
GRUENBERG KIRA
(astista) Primatista austriaca (4.45), anni 22. In allenamento ricade fuori dai sacconi. Vertebre fratturate. Paraplegica. Recuperato parzialmente l’uso delle braccia. Per le gambe niente da fare. Dalla prima intervista: «La mia vita è quasi come prima. Devo stare a letto o su una sedia a rotelle. Ci si accontenta anche delle piccole cose». Forza e coraggio, Kira. È stato il nome di molte polisportive. È un augurio.
HIGUAIN GONZALO
(calciatore) Dopo illusioni, copiature e sbornie ideologiche sul “falso nueve”, c’è da dire che un vero centravanti fa ancora la sua figura (e i suoi gol): 8,5.
HIRSCHER MARCEL
(sciatore) Per poco non lo centra un drone, a Campiglio. In zona di guerra capisco, ma è così indispensabile un drone nelle riprese sportive? Si può chiedere a Mancini e a Sarri. Meglio non chiederlo a Hirscher, che sul momento non s’è accorto di nulla ma poi ha capito di aver rischiato la pelle.
“IC”
(abbreviazione) «Con gli ic si vince» è una frase di Galeone, per “ic” intendendo i giocatori dell’ex Jugoslavia e, molto spesso, le ultime due lettere del loro cognome. Se è così, scudetto all’Inter e Fiorentina seconda.
IVAN DAVID
(calciatore) Cross di Muriel da sinistra per Ivan, ai limiti dell’area: pallonetto al volo di piatto destro. Gol che si candida tra i più belli della serie A. Voto 8.
(1. continua)