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 2015  maggio 04 Lunedì calendario

Cinque francesi fermati a Genova, cinque italiani a San Vittore, quattorici greci rimpatriati e centinaia di ore di video ancora da visionare. A tutti è stato prelevato il Dna per confrontarlo sugli indumenti lasciati a terra. Le indagini sugli scontri del primo maggio

Venerdì sera, poche ore dopo il corteo del primo maggio, se n’erano andati da Milano. A Genova li aspettava un amico che li ha accolti, rifocillati, e ha dato loro un letto per dormire. Ieri mattina stavano per ripartire direzione Francia, cioè casa loro. Ma sono stati svegliati dalla polizia a cui hanno cercato di opporre resistenza. Quattro sono stati arrestati, una ragazza è stata denunciata. Nei loro zaini c’erano spranghe, una maschera antigas, biglie di ferro, giubbetti antivento neri: un armamentario simile ai quello dei black bloc entrati in azione a Milano.
I FILMATI
Ora bisognerà dimostrare che i quattro – che a Genova l’altra notte si erano messi a sfasciare per divertimento alcune auto in sosta – hanno partecipato alle devastazioni del corteo No Expo. Non sarà un lavoro semplice, anche se la polizia milanese rimane convinta di poter poco alla volta identificare la maggior parte di chi ha bruciato auto, distrutto negozi, incendiato banche. Ore e ore di filmati, girati sia da agenti in borghese sia da cittadini che dallo loro finestre hanno assistito ai saccheggi, vengono studiate da due giorni nella speranza di dare un nome a ognuna delle circa quattrocento sagome nere che per due ore hanno messo a soqquadro la zona Magenta a Milano.
LA PROVA DEL DNA
Quattordici militanti dell’area anarchica greca ieri mattina sono stati fatti ripartire per Atene dopo una serata passata in Questura. A tutti è stato prelevato un campione di saliva per individuarne il dna che verrà poi comparato con le tracce genetiche lasciate sugli indumenti e sugli «attrezzi da lavoro» di cui gli incappucciati si sono disfatti alla fine del corteo di venerdì. Gli stessi controlli sono stati fatti anche sulle altre diciannove persone denunciate e poi rilasciate.
Stamattina, infine, conosceranno il loro destino i cinque italiani – quattro milanesi e un piemontese – bloccati dagli agenti nelle due ore in cui è esplosa la violenza del black bloc. Sono a San Vittore da venerdì sera e oggi il giudice deciderà se trasformare il fermo in arresto oppure se rimetterli in libertà. Sono accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ma non di devastazione. Alcuni di loro avrebbero aggredito un agente in un giardino poco distante dal luogo in cui si era conclusa la manifestazione dei No Expo. Un altro arrestato, un tedesco, è stato invece espulso e rimandato in patria.