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 2014  ottobre 30 Giovedì calendario

Scontri tra polizia e operai durante il corteo contro i licenziamenti alla ThyssenKrupp • Sessantaquattro politici rischiano il processo per le spese pazze della Regione Lombardia • Fiat-Chrysler porta la Ferrari in Borsa • Quanto vale la Ferrari • L’Italia è il paese più euroscettico

 

Corteo A Roma, in piazza Indipendenza, il presidio di 500 lavoratori delle acciaierie di Terni davanti all’ambasciata tedesca, per protestare contro i licenziamenti alla ThyssenKrupp, è degenerato in scontri tra operai e polizia. «Ci hanno caricato, chiedevamo solo di manifestare. Non siamo delinquenti ma persone oneste che con le tasse pagano gli stipendi degli agenti. Hanno colpito anche me», accusa il segretario della Fiom Maurizio Landini che in serata, dopo aver parlato con il ministro degli Interni Angelino Alfano e il capo della polizia Alessandro Pansa, ha aggiunto: «Il governo ci deve delle scuse». «Ci hanno tirato bottiglie e altri oggetti, hanno cercato di forzare il blocco per andare alla stazione Termini e occuparla. Nessuna carica, li abbiamo solo contenuti», la replica della questura. Bilancio: tre sindacalisti e tre operai feriti, tre poliziotti e un funzionario contusi. Protestano con il governo Camusso e Bersani: «Gli operai che cercano lavoro non possono essere bastonati». Renzi ha chiesto ad Alfano, in serata, un’analisi dettagliata «per accertare le responsabilità», invitando ad «abbassare i toni». «Una brutta giornata per tutti», la definisce il titolare del Viminale, così riconoscendo gli errori e gli eccessi che hanno segnato il sit in di ieri e assicurando di voler «garantire il diritto di manifestare, rispettando ogni forma di protesta pacifica».

Regione Lombardia Nelle quasi settecento pagine della richiesta di rinvio a giudizio di 64 ex consiglieri della Regione Lombardia, firmata dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, sono elencati oltre tre milioni di spese illegittime, tra il 2008 e il 2012. Ad esempio ci sono i numeri della grande passione di Nicole Minetti per il sushi e le sue tante serate in raffinati ristoranti milanesi come “Giannino”, finite in nota spese insieme agli scontrini all’Ikea e in libreria dove l’ex soubrette ha comprato il libro Mignottocrazia , per un totale di 20mila euro. Ci sono i quasi 16mila di Renzo Bossi detto “Trota”, il figlio del Senatur, che dovrà spiegare i rimborsi della sua breve esperienza politica in Regione: pacchi di sigarette “Pall Mall” azzurre, consumazioni in autogrill, split per l’aria condizionata, integratori Gatorade, birre, Red Bull. Pizze, cannoli, ciambelle, coppette di gelato e “Gratta e vinci” fanno invece parte degli oltre 27mila euro di cui dovrà rispondere un altro leghista, Pierluigi Toscani, che ha addebitato ai contribuenti anche 752 euro per cartucce da caccia. A Chiara Cremonesi, allora capogruppo di Sel, sono stati contestati 66mila euro: dai Waferini e Viennesi Armonia, a 101 euro per “salumi vari”; da un necrologio per 353,40 a fiori per 50 euro fino a molti rimborsi per carburante, biglietti ferroviari e pranzi. A Luca Gaffuri, ex capogruppo Pd, la procura contesta spese per circa 10mila euro per pranzi e aperitivi; al suo compagno di partito Carlo Spreafico rimborsi non dovuti per 40mila in viaggi e pranzi. A Carlo Porcari, quale presidente del gruppo del Pd, 200mila euro quasi tutti in menù e coperti. Tutti gli indagati dovranno rispondere di peculato, due di truffa. Uno, Davide Boni, avrebbe comunicato alla Regione di essere residente a Sabbioneta, provincia di Mantova, mentre si era trasferito dal 2003 a Milano: un trucco che gli avrebbe garantito un rimborso illegittimo di 25mila euro in spese di benzina. Il secondo, il leghista Stefano Galli, avrebbe invece fatto ottenere una consulenza da 196mila euro al genero, anche lui tra gli imputati del procedimento, oltre aver incassato seimila euro per il banchetto del matrimonio della figlia (De Riccardis, Rep).

Ferrari 1 Fiat Chrysler Automobiles, fresca di quotazione a New York, scorpora la Ferrari. La separazione porterà alla vendita pubblica di una parte della partecipazione di Fca in Ferrari pari al 10% del capitale della casa di Maranello, che sarà collocato sulla Borsa Usa e in un mercato europeo, senza specificare se si tratterà o meno di Piazza Affari. La restante parte di Ferrari verrà distribuita tra gli azionisti di Fca, di cui la famiglia Agnelli è socia al 30,05% attraverso Exor. La Borsa ha apprezzato, a Piazza Affari Fca è volata su del 12,79%, dopo aver strappato quasi il 20%. Sono passate di mano oltre 82 milioni di azioni.

Ferrari 2 Quanto vale la Ferrari? «Se la cifra indicata da numerosi analisti, 8 miliardi di euro, non è mai stata confermata da Marchionne per quanto dia una misura teorica del business, va aggiunto che il marchio del Cavallino non è facilmente quantificabile perché appartiene al regno indefinibile delle griffe più ambita: è la griffe indiscussa dei motori. I suoi gioielli, soprattutto quelli storici, sono capolavori consegnati alla storia, preziosi come un quadro di Renoir. Il prezzo lo fa il mercato dei sogni, non a caso in estate una 250 Gto del 1962 è stata quotata all’asta di Monterey 22 milioni di euro, battendo ogni record per vetture storiche. C’è tuttavia un indice attendibile che risponde, non solo in modo emozionale, al quesito originale. E’ la classifica stilata da Brand Finance sulla valutazione dei marchi. E qui la Ferrari (con il rating AAA+) si è classificata al primo posto assoluto, mettendo in fila colossi come Coca Cola, Pwc, McKinsey, Google, Unilever, Hermes, Rolex, Red Bull e Walt Disney. La società specializzata in rilevazioni l’ha definita best in class per “influenza a livello globale, riconoscibilità, desiderabilità, lealtà e fiducia dei consumatori”, senza trascurare la presenza sul web e la soddisfazione dei suoi dipendenti. Ferrari è oggi il brand più “potente” del mondo, nonostante la produzione limitata che non le consente di scalare la classifica in termini di valore generato dal business (quella guidata da Apple con 104,6 miliardi, seguita da Samsung con 78,7, Google con 68,6). Il Cavallino è un fenomeno inimitabile e “riconoscibile anche dove non esistono strade” come ha sentenziato Brand Finance» (Bianco, Sta).

Euroscettici L’Eurobarometro pubblicato da Bruxelles a ottobre dice che nel club della moneta unica siamo il paese più euroscettico, ed è la prima volta. E che i pareri negativi sulla moneta unica superano quelli positivi, e anche in questo caso è la prima volta. Alla domanda «pensa che l’euro sia una cosa buona o una cattiva per il suo paese?», gli italiani hanno scelto «cattiva» nel 47% dei casi, «buona» nel 43% e «non sa» o «non ha deciso» per il resto del campione. Hanno più fiducia di noi anche in Portogallo («buona» è la risposta del 50% del campione), in Spagna (i favorevoli arrivano al 56%), in Grecia (59%). Il paese più soddisfatto dell’euro è l’Irlanda (i favorevoli arrivano al76%), seguito da Lussemburgo (73), Finlandia (69), Germania (65) e Olanda (64). (Sodano, Sta).

Youtube Solo in Italia YouTube ha circa 20 milioni di utenti unici al mese, un miliardo nel mondo. Oltre 100 ore di video caricate ogni minuto nel mondo, le iscrizioni giornaliere ai canali sono quadruplicate anno su anno e il 40% delle visualizzazioni arriva ormai da dispositivi mobili (fonte Audiweb). (Saviano, Rep)

(a cura di Roberta Mercuri)