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 2014  settembre 26 Venerdì calendario

De Magistris in bilico: «Non può restare sindaco»

Fino a ieri i problemi del sindaco di Napoli Luigi De Magistris a Palazzo San Giacomo si condensavano in due punti. Le scarse risorse di un Comune costretto a un riequilibrio finanziario lacrime e sangue, e una maggioranza di ricotta che dopo lo sfacelo di Idv e delle liste civiche arancioni, e il fallito corteggiamento del Pd, si regge appena su un voto. Sul ‘Patto dei 25’ (su 48) che nella notte tra l’8 e il 9 agosto hanno deliberato il rendiconto e in questi giorni stanno affrontando il bilancio. Sciocchezze di fronte all’incubo di queste ore: l’applicazione della legge Severino. Gli amministrativisti da noi consultati sono stati categorici: la condanna per abuso d’ufficio inflitta mercoledì per l’acquisizione dei tabulati di alcuni parlamentari durante l’inchiesta “Why Not” quando De Magistris era pm a Catanzaro, gli comporterà la sospensione dalla carica di sindaco per 18 mesi o fino a quando una sentenza d’Appello non ribalterà il verdetto di primo grado. Lo dice mettendoci la faccia anche il senatore Sel Dario Stefàno, il presidente della giunta delle immunità che ha dato il via alla rimozione di Berlusconi: “Il testo normativo non lascia dubbi di sorta: l’articolo 11 prevede per il sindaco che viene condannato, anche con sentenza non definitiva, del reato del 323 codice penale (abuso d’ufficio), la sospensione d’ufficio dalla carica. Quali precedenti possiamo richiamare il decreto del prefetto di Brindisi del marzo 2014, con cui è stato sospeso il sindaco di Fasano, ma anche quello del prefetto di Latina del 31 ottobre 2013, che aveva sospeso il presidente della Provincia di Latina”.
E siccome tra meno di due anni a Napoli si torna alle urne, la sospensione equivarrebbe a uno sfratto. Ma sull’ineluttabilità del provvedimento non ci sarebbero margini di discrezionalità. De Magistris va verso la sospensione, sarebbe solo una questione di tempo. Del tempo che necessiterà al prefetto di Napoli Francesco Musolino per ricevere il dispositivo di sentenza, aprire la pratica, raccogliere la documentazione, firmare. Il sindaco di Terzigno (Napoli) Domenico Auricchio, condannato per abuso d’ufficio il 9 maggio 2013, fu sospeso il 22 settembre 2013 e ora siede in Senato – sì, la Severino è una legge durissima con gli amministratori e più indulgente coi parlamentari, che senza una condanna in giudicato restano al loro posto. Il countdown della sospensione può variare a seconda dei casi e delle prefetture. Per fare un esempio, il sindaco di Sperlonga (Latina), Rocco Scalingi, è stato condannato il 30 ottobre 2013 e sospeso il 4 giugno 2014. Ambienti vicini a de Magistris riferiscono di aspettare la notifica della sentenza e sperano in una clemenza prefettizia poggiata sulla circostanza che la condanna non riguarda vicende inerenti la carica di sindaco. Di dimissioni, poi, per ora non se ne parla nemmeno. Sarebbe darla vinta ai “pezzi di Stato collusi che vanno abbattuti” di cui De Magistris twittava ieri paragonandoli ai “servitori dello Stato di cui esser fieri: non mollo, resisto e lotto per la giustizia”. Peraltro, le dimissioni comporrebbero lo scioglimento della giunta e il voto anticipato. La sospensione invece consegnerebbe la guida del Comune – e della Città Metropolitana – al vice sindaco, Tommaso Sodano, fino alla scadenza naturale dell’amministrazione, primavera 2016. Ieri sera De Magistris era annunciato come ospite a Servizio Pubblico, ma non si è presentato. Santoro ha commentato in diretta: “Si è dato”.
Il pd Napoletano con una nota del segretario Venanzio Carpentieri e del gruppo consiliare “prende atto” del verdetto sul sindaco e professa “garantismo” ma avverte: “Non possiamo non manifestare preoccupazione per le conseguenze che la vicenda potrebbe produrre sulle sorti della città. La riflessione è tutta politica e s’impone con forza dopo che il consiglio comunale convocato per la discussione sul bilancio, si è sciolto anzitempo per mancanza del numero legale”.