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 2014  aprile 24 Giovedì calendario

Biografia di Claudio Sadler

• Milano 4 giugno 1956. Cuoco. Due stelle Michelin (1992 e 2002). Chef patron del ristorante Sadler a Milano. Nel 2007 apre Chic'n Quick, una trattoria moderna a pochi civici di distanza dal ristorante principale. Nel medesimo anno apre due locali anche nel polo fieristico a Rho: un secondo Chic'n Quick e Sadler in Fiera.
• Apre un ristorante a Tokyo (2006) e uno a Pechino (2008), in piazza Tien’anmen.
• Sette i libri finora pubblicati: Menù per quattro stagioni (Giunti, 2008), La grande cucina in metà tempo (Giunti, 2009), Pasta e primi piatti (Giunti, 2004), Le ricette di pesce (Giunti, 2001), Le ricette per il dolce (Giunti, 2002), Grandi ristoranti e grandi chef (Giunti, 2012) e Il manuale dello chef (Giunti, 2013).
• «Io sono nato a Milano, mia madre era mantovana e ciò è fondamentale. Nella zona della bassa padana la cucina è importantissima. La mia sensorialità e l’applicazione del gusto sono nate da casa mia. Certo, la mia famiglia era normalissima, mio padre era operaio e mia madre casalinga, tuttavia, nonostante i sacrifici ero abituato a mangiare molto bene. Fin da piccolo venivo portato nella pasticceria di mia zia a Mantova e certamente non mancavano la pasta fresca, i tortellini, i tortelli. Mio padre, invece, era trentino, luogo dove ho trascorso buona parte della mia adolescenza, in particolare nei periodi estivi. Usavamo andare nei boschi alla ricerca di cose buone come i funghi, i mirtilli. L’idea di fare il cuoco è sempre stata insita nel mio pensiero, per questo ho studiato all’istituto alberghiero, sono partito da un punto e sono arrivato dove volevo» [a Chef4Passion].
• Non ha mai smesso di insegnare cucina. Nel 2002 apre Q.B centro di cucina enogastronomico. «A 25 anni ho intrapreso la strada dell’insegnamento, ho iniziato a insegnare all’istituto alberghiero. È stato molto importante per me ritornare all’istituto alberghiero, significava avere molto tempo per formarsi, per tornare a studiare» [a Chef4Passion].
• «Il mio primo ristorante: avevo 27 anni quando io e Oreste Corradi con pochissimi soldi e molta voglia di fare abbiamo preso la “Locanda Vecchia Pavia”, di cui lui è tuttora titolare. Nel giro di due anni ci siamo tirati fuori dai debiti ed è stata un’esperienza importante. Ho capito cosa vuol dire essere imprenditore, sebbene fossimo in due e lui si occupava della parte amministrativa e io della parte produttiva. Tale esperienza, oltre che bellissima, fu anche molto faticosa, infatti, in quel periodo oltre a lavorare al ristorante, continuavo a insegnare. Non avevo tempo libero, per me. Ferie significava andare a fare la stagione estiva al ristorante in Sardegna che gestivamo per 40 giorni. Dopo due o tre anni vissuti così, sono andato a fare lo chef da Alto Palato, dove ho imparato molte altre cose. In particolare, quell’esperienza mi ha permesso di conoscere molti giornalisti e ho compreso l’importanza della comunicazione, essenziale per farsi conoscere.
Così, finita l’esperienza da Alto Palato dopo poco più di un anno, ho aperto il mio secondo ristorante (Sadler Osteria di Porta Cicca n.d.r.), in Ripa di Porta Ticinese a Milano, a fianco al Pont de Ferr. In quella sede sono rimasto per dieci anni e nel 1991 abbiamo preso la prima stella Michelin» [a Chef4Passion].
• Il 27 luglio 2012 testimonia al processo per corruzione e associazione a delinquere contro il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. «È un famoso ristoratore, Claudio Sadler, a far crollare la linea Maginot sulla quale Formigoni si era sempre attestato per contestare l’inopportunità, quanto meno, dell’accettare benefit (…) da parte di chi, come Daccò, era non soltanto suo amico , ma anche rappresentante in Regione delle richieste economiche degli istituti privati San Raffaele di Don Verzé e Fondazione Maugeri» (Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella) [Cds 14/2/2013]
• «Credo che un cuoco moderno debba salvaguardare il patrimonio culinario della cucina italiana. Certo, può modificarlo e migliorarlo - perché i tempi cambiano - ma mai distruggerlo. Altrimenti si vanno a realizzare piatti che non lasciano un segno e che, inevitabilmente, si abbandonano» (Cristina Viggè) [Milanodabere 23/4/2012].
• Sposato con Vittoria, professoressa di lettere; ha una figlia, Giulia, che studia scenografia.