Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 0000  00 calendario

Biografia di Alberto Donati

• Montevarchi (Arezzo) 22 giugno 1958. Dirigente. Marito della figlia di Ercole Incalza (vedi Ercole Incalza), «vecchia conoscenza socialista della Tangentopoli di Lorenzo Necci e Francesco Pacini Battaglia» poi capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, nel 2011 fu coinvolto nell’inchiesta di Perugia sui Grandi Appalti: «Le indagini del Nucleo tributario della Guardia di finanza hanno (...) accertato che il 7 luglio del 2004, una provvista di 520 mila euro messa a disposizione da Anemone e trasformata da Zampolini in 52 assegni circolari dell’importo di 10 mila euro ciascuno, pagò l’acquisto di oltre la metà dell’appartamento che Incalza volle per la figlia e suo marito a Roma, al civico 5 di via Emanuele Gianturco. Cinque vani con cantina al secondo piano di un palazzo a ridosso del Lungo Tevere. Cinque minuti a piedi da piazza del Popolo, il cuore della città. Con un’operazione gemella di quelle Pittorru, Balducci e Scajola (quest’ultima, avvenuta per altro solo ventiquattro ore prima, il 6 luglio del 2004), anche in questo caso, visto il quartiere e i prezzi a metro quadro (...) un affare da stropicciarsi gli occhi. Anche in questo caso il contante è trasformato in assegni nella filiale Deutsche Bank di Largo Argentina e a firmare il rogito è il notaio Gianluca Napoleone. Anche in questo caso – come hanno raccontato alla Guardia di finanza i venditori dell’appartamento di via Gianturco, Maurizio De Carolis e Daniela Alberti, “di professione giardinieri” – il prezzo reale di vendita, che è di 900 mila euro, non ha nulla a che vedere con quello dichiarato: 390 mila euro. Il “nero”, come per Scajola, è “coperto” da Anemone. Il “chiaro” (saldato in due tranche da 150 e 240 mila euro) da chi risulta dal rogito l’acquirente: Alberto Donati (...) Ed è lui, ascoltato dalla Finanza, ad offrire la chiave di quanto è accaduto: “Cercavamo casa – dice – e mio suocero mi disse di rivolgermi all’architetto Zampolini, che avrebbe provveduto”. Zampolini, appunto, provvede come sa» (Carlo Bonini) [Rep 12/5/2010].
• «“Macché pagata da altri, come quella del ministro Scajola. Quella casa l’ha pagata solo mio marito”. Antonia Incalza, moglie di Alberto Donati, proprietario della casa di via Gianturco, non ha dubbi. Nessuno sponsor li ha aiutati nell’acquisto di quell’appartamento a due passi da piazza del Popolo. E l’architetto Zampolini? “Lui ha solo portato mio marito a vedere la casa per acquistarla. Tutto lì”, assicura. Assegni versati “a vostra insaputa”? “Nessuno. Ci siamo fatti in quattro per pagarla”, assicura Antonia Incalza. E suo padre? “Lui? Con questa storia non c’entra nulla”» (Virginia Piccolillo) [Cds 12/5/2010].