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 2013  aprile 18 Giovedì calendario

Biografia di Giuseppe Civati

• (detto Pippo) Monza 4 agosto 1975. Politico. Fondatore e segretario di Possibile. Deputato (eletto nel 2013 col Pd, partito che ha lasciato nel maggio 2015).
• Ha iniziato la militanza politica nel 1994, dopo la sconfitta del Pds alle elezioni politiche: «Avevo 19 anni, ero all’ultimo anno di liceo e ci eravamo inventati la campagna dei Giovani progressisti» (Left 2013). Eletto nel Consiglio comunale di Monza (nel 1997), e nel Consiglio regionale della Lombardia (nel 2005, con la lista Uniti nell’Ulivo, e nel 2010, col Pd)
• «Ha l’aria del “bel fieou”, come direbbe Berlusconi, ma con alle spalle un curriculum di ferro. Professore di filosofia e studioso del Rinascimento, colto, simpatico, popolare. Vincitore a sorpresa del sondaggio dell’Espresso sul futuro leader del Pd (dopo le dimissioni di Walter Veltroni, ndr). “Sono il primo a scherzarci sopra. Il dato significativo di quel sondaggio non era il primo posto, ma l’ultimo: Dario Franceschini”» (Curzio Maltese, 2009)
• Dottorato in Storia della filosofia a Milano, con una tesi su un tema rinascimentale. «Mi sono occupato di Giordano Bruno, forse la mia vocazione al martirio nasce lì» (Left 2013)
• Nel novembre 2010, insieme a Matteo Renzi, ha organizzato la convention “Prossima fermata: Italia”, alla Stazione Leopolda di Firenze, passata alla cronaca come la “Convention dei rottamatori”. L’anno dopo Renzi ha convocato la Leopolda 2, senza coinvolgere Civati. «L’ho sempre detto: Matteo è bravissimo a creare situazioni, ha stoffa. E in questo caso io sono diventato un suo attrezzo di scena, la Leopolda 2 nasce con un colpo di teatro per l’opinione pubblica e, per quanto mi riguarda, con un pacco di telefonate di amici e compagni che mi chiedono: com’è che non sei stato invitato da Renzi?» (l’Unità 2011)
• «Quando vuoi sentire una cosa di sinistra da parte di un Pd, chiami Civati: no al merito senza uguaglianza, sì ai matrimoni gay, no agli F35, sì al testamento biologico, no alla condanna dei No Tav, sì alle manifestazioni della Fiom e al ritorno al fianco di Sel. Soprattutto no e poi no al governo Letta/Alfano» (Vittorio Zincone 2013).
Durante le consultazioni di Pier Luigi Bersani per la formazione del governo, dopo le elezioni politiche del 2013, mentre Renzi dava il suo aut aut (o un patto con Berlusconi o elezioni anticipate), dando a Bersani del perditempo, Civati cercava consensi nel M5s, e Grillo a dargli del «cane da riporto di Bersani», accusandolo di fare scouting tra i parlamentari a 5 stelle.
L’8 dicembre 2013 è risultato terzo votato alle Primarie per la segreteria del Pd. Può vantare l’endorsement, tra gli altri, di Stefano Rodotà e di Fabrizio Barca (indicato come premier ideale in caso di vittoria). Unico candidato a non essere stato invitato a che tempo che fa da Fabio Fazio, domenica 1 dicembre, nell’evento di chiusura della campagna elettorale all’Estragon di Bologna, ha allestito una finta intervista, usando la registrazione di una puntata della trasmissione e proiettando su maxi schermo solo le domande rivolte dal presentatore a uno dei suoi concorrenti, salvo rispondere lui dal palco, comodamente seduto in una poltrona come quelle della trasmissione vera.
• «Dare del “fighetto” è una notevole arma polemica: è uno di quegli epiteti (come “snob” o “permaloso” o “anima bella”) che per qualche ragione pragmatica non si possono efficacemente confutare. Corrisponde a un richiamo della foresta: è vero, siamo tutti uguali, non pensare di distinguerti. Cosa dovrebbe fare Pippo Civati, che è fra i maggiori indiziati di fighettismo mediale, per smentire l’etichetta? Twittare una foto dei suoi piedi ripresi dalla sdraio? Fare dichiarazioni ultras sul calciomercato, e poi smentirle? Brigare per un posto al governo, da cui golosamente sporcarsi le mani?» (Bartezzaghi 2013).
• Il suo blog Ciwati.it, aperto nel 2004, è da anni tra i primi nella classifica italiana per visualizzazione.
Oltre una decina di libri pubblicati, di filosofia e politica. Tra gli altri, nel 2013, Non mi adeguo. 101 punti per cambiare. In polemica coi 101 traditori del Pd che il 19 aprile 2013 non avevano votato Prodi: «La solitudine dei numeri primi (perché, sì, 101 è un numero primo): che non può essere diviso se non per se stesso (e forse da se stesso). Numero da dimenticare, come se l’unica possibilità non fosse quella dell’elaborazione del lutto, di una critica feroce, ma un oblio, che conviene a molti, forse a tutti».
• Una figlia (Nina, due anni, per via della canzone di Fabrizio De Andrè, Ho visto Nina volare). La compagna, Giulia (non sono sposati), ha ammesso di votare Sel.
• «Ha occhi bellissimi. È bravissimo, mi piace come parla in tv» (Silvio Berlusconi, nel dicembre 2013, a tavola durante una cena) (a cura di Paola Bellone).