25 agosto 1991
L’Unità, 25 agosto 1991 Cari moscoviti! Guardando questi giovani volti, guardando negli occhi dei loro genitori è difficile parlare
L’Unità, 25 agosto 1991
Cari moscoviti!
Guardando questi giovani volti, guardando negli occhi dei loro genitori è difficile parlare. Ma permettetemi, in quanto presidente, di inchinarmi di fronte a questi giovani che hanno dato le loro vite, sbarrando la strada a coloro che volevano distruggere la democrazia, riportare il paese ai tempi bui, al totalitarismo,
spingere il paese nell’abisso, verso un bagno di sangue; di inchinarmi non solo a nome mio e vostro, ma a nome di tutto il paese, di tutti i russi.
Voglio dire grazie ai genitori – è l’unica cosa che possiamo dire loro in questa ora di grave prova per loro – per aver cresciuto persone come queste, veri cittadini della loro patria, della nostra patria. Pensando alla memoria di questi ragazzi mi considero obbligato, come tutti noi, di seguire la strada della democrazia e della libertà che ci siamo scelti – per quanto possa essere dura, e adesso è dura per tutti noi, lo sappiamo – uscire il più rapidamente possibile sulla strada di uno sviluppo normale, migliorare la vita della gente. Adesso faremo tutto il possibile perché avvenga così.
Quelli che hanno deciso di fare il golpe riceveranno ciò che si meritano. Non ci sarà perdono.
Come presidente del paese ho firmato oggi il decreto che nomina Dmitrij Komar, Llja Kricevskij e Vladimir Usov Eroi dell’Unione Sovietica post mortem. Vedo in questo un nostro dovere comune fare tutto quello che possiamo per questi giovani che hanno concluso in modo cosi prematuro la loro vita.
Oggi diamo l’addio a cittadini veri. Mi inchino profondamente davanti a loro per tutto quello che hanno fatto. E hanno fatto tutto il possibile – hanno sacrificato le loro vite –.
Grazie.
Mikhail Gorbaciov