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Biografia di Sandro Fontana

• (Alessandro) Marcheno (Brescia) 15 agosto 1936 – Brescia 4 dicembre 2013. Politico. Giornalista. Storico. Ministro dell’Università nell’Amato I (1992-1993). Ex direttore del Popolo.
• Scriveva sul Popolo i cosiddetti “corsivetti di combattimento”, firmandosi Bertoldo.
• «Dal papà segretario comunale aveva ereditato senso civico, orgoglio autonomistico, passione politica. Gli studi magistrali, le prime esperienze da maestro nella Bassa, poi la laurea: Fontana s’era appassionato di studi storici e fra le esperienze che ricordava sempre c’era un mitico viaggio nella penisola sorrentina per conoscere Giuseppe Salvemini. Rimase alcuni giorni ad abbeverarsi alla parola del maestro: poi, come Salvemini tematizzava la questione meridionale, così Fontana si appassionò alla questione settentrionale, studiò e difese il ruolo civile e politico dei cattolici e dei ceti contadini del Nord. Gli studi storici, pronubo don Antonio Fappani, gli fecero conoscere Lina Wührer, l’amore di una vita. Il sacerdote-storico dovette interporre tutta la sua arte diplomatica per far accogliere, in una delle famiglie borghesi più blasonate della città, quel giovane che dalle colonne di Provincia democratica, un battagliero foglio dc, attaccava i poteri forti della città e si faceva la fama di sovversivo. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta Fontana, con il fratello Elio, si getta anima e corpo nella militanza politica» [Massimo Tedeschi, Cds 5/12/2013].
• Nel 1998 divenne presidente del Ccd. Nel 2000 fu presidente del Consiglio nazionale del Ccd. «Per sei anni, dal 1986 al 1992, fu direttore del Popolo, il quotidiano della Democrazia cristiana, guadagnandosi fama e rispetto nel mondo politico e giornalistico per i suoi corsivi firmati Bertoldo (…) Al Parlamento europeo fu membro di diverse commissioni e si occupò dei rapporti con la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Slovenia» (Sandro Fusina).
• «“Questione psicosomatica: mi sono ammalato da quando è crollata la Dc” diceva della setticemia e della psoriasi da cui era afflitto» (Francesco Specchia).
• Era cognato di Giovanni Bazoli. Padre di Angelica (Angi) e Benedetta.