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Biografia di Emilio Fede

• Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) 24 giugno 1931. Giornalista. Ex direttore del Tg4.
• Figlio di Giuseppe, brigadiere dei carabinieri (decorato al valor militare sul fronte somalo). Era al liceo quando il padre fu trasferito a Ostia (Roma) per comandare una tenenza dei carabinieri. «Il mio professore di greco era corrispondente da Ostia del Messaggero. Approfittando del fatto che avevo in casa la fonte delle notizie, che era la tenenza, io telefonavo al Messaggero e gli davo le esclusive. Il Messaggero mi chiese di fare il corrispondente da Ostia».
• Già alla Gazzetta del Popolo di Torino, nel 1954 entrò in Rai, prima come conduttore a contratto (Il circolo dei castori), dal 1961 come giornalista del Tg, dove si occupò di cronaca varia. Nel 1964 sposò Diana De Feo (vedi), figlia dell’allora potentissimo vicepresidente della Rai Italo De Feo (da qui gli appellativi di «ammogliato speciale» e di «genero di prima necessità»), in seguito realizzò numerose inchieste per Tv7 e fu per otto anni inviato speciale in Africa («Sciupone l’Africano»). Caporedattore, vicedirettore, direttore “pro tempore” del Tg1 (in seguito all’allontanamento di Franco Colombo, coinvolto nello scandalo P2), dall’aprile 1981 all’agosto 1982 ne fu direttore. Nel 1982, al residence Ripetta di Roma, conobbe Berlusconi.
• Dopo aver condotto Test (1983), nell’87 diede le dimissioni dalla Rai (in seguito a una condanna per gioco d’azzardo), passando a Rete A, di cui diresse il notiziario. Da lì arrivò in Fininvest, dove nell’89 diventò direttore della struttura informativa Videonews e in seguito diresse e condusse il Tg di Italia Uno (Studio Aperto). In seguito, è stato per 21 anni direttore del Tg di Retequattro (dal 1992 al 2012). «Quando sono arrivato non avevano le agenzie stampa, non sapevano cosa fosse una segreteria di redazione. Per un po’ di mesi ho fatto una vera e propria scuola per creare un tg».
• Accanito giocatore di casino.
• Gli piace passare per donnaiolo. Ha messo in uno dei suoi libri il flirt giovanile con Enza Sampò, ha fatto credere per un certo periodo di tempo di essere stato l’amante della Hepburn (ha poi dovuto precisare d’essersene solo innamorato, a Taormina, quando lei venne per il David dopo Vacanze romane), ha raccontato di aver avuto incontri segreti con Maria Pia Fanfani (mentre Fanfani lo costringeva a mangiare per molte sere consecutive un’insalata di fagioli e cotiche), nel 1999 ha sostenuto di non stare mai più di 24 ore senza fare l’amore.
• La sua devozione a Berlusconi ha raggiunto tali eccessi da averlo trasformato in una specie di curiosità turistica, benevolmente ammessa anche dagli avversari. Il Cavaliere gli avrebbe riservato un loculo nel suo mausoleo di Arcore.
• Nel 2006 ha scritto un libro per Mondadori (Fuori onda). Nel 2008 l’Autorità per le garanzie ha multato il suo tg di 100 mila euro per violazione della par condicio.
• Nel 2011 è indagato dalla Procura di Milano per favoreggiamento della prostituzione nel “caso Ruby”. Insieme all’agente dello spettacolo Lele Mora (vedi) e al consigliere regionale Nicole Minetti (vedi), avrebbe indotto la giovane marocchina Karima El Mahroug, detta Ruby, a partecipare alle feste di Villa San Martino, in occasione delle quali la giovane, allora minorenne, avrebbe intrattenuto rapporti di tipo sessuale con il premier Silvio Berlusconi. Il 19 luglio 2013 è arrivata la sentenza di primo grado di condanna a 7 anni di reclusione (non esecutiva per motivi anagrafici) e di interdizione a vita dai pubblici uffici. Il 13 novembre 2014, in appello, la pena è stata ridotta a 4 anni e 10 mesi.
• Nell’ottobre del 2014 è iscritto nel registro degli indagati per un’altra inchiesta, quella su una presunta storia di ricatti e foto pornografiche che coinvolgerebbero i vertici Mediaset. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione. Coinvolto anche il suo ex personal trainer, Gaetano Ferri, ex pugile e pregiudicato, accusato invece di tentata estorsione ai danni di Fede: «Per capirci qualcosa, bisogna andare con ordine. E tornare al giorno in cui Fede, verso le otto di sera del 28 marzo 2010, dopo aver condotto il “suo” Tg, ricevette in ufficio la visita del capo del personale Mediaset Luigi Motta, e del capo dell’ufficio legale Pasquale Straziota, con in mano una lettera di licenziamento. Fede chiama i suoi legali e si asserraglia nell’ufficio. Alla fine di una serie di telefonate, capisce che è finita. Ma mentre l’avvocato Straziota se ne sta andando, Fede estrae dalla scrivania alcune foto molto compromettenti che mostra all’avvocato Mediaset: “Guardate chi sono i vostri capi! Adesso cosa ne faccio di queste?”. Il legale, imbarazzatissimo, sarebbe uscito di corsa dall’ufficio. Al punto di aver raccontato in seguito al pm di non aver visto quelle foto se non di sfuggita. Ma le immagini, che a un primo esame dei periti risulterebbero fotomontaggi, sono pesanti e mostrano il capo dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa, in compagnia di transessuali. Le foto, così come erano uscite dai cassetti di Fede, vi rientrano. E scompaiono per un po’. Fino a quando, (…) una lite con il suo personal trainer induce quest’ultimo a presentarsi ai carabinieri di Cusano Milanino con un file audio che riporta le lunghe chiacchierate di Fede a proposito di Berlusconi, Ruby, la mafia. (…) Finché non vengono intercettati alcuni sms in cui l’ex pugile chiede a Fede alcune centinaia di euro per non rivelare, parrebbe, altre vicende scottanti di cui sostiene avere le prove. “In realtà erano soldi che mi doveva per le mie lezioni di ginnastica”, spiegherà più tardi Ferri. (…)» (Paolo Colonnello) [Sta 23/10/2014].
• «La senilità di Emilio Fede ha spessore romanzesco, tra Piero Chiara (nei momenti alti) e Fantozzi (nei tonfi)» (Michele Serra) [Rep 28/3/2012].
• Due figlie, Simona e Sveva, sposate Marzotto e Borghini Baldovinetti.
• È milanista, ma in gioventù è stato juventino. «Ero giovane, mi sono innamorato della Juve anche per necessità, perché all’epoca, a Torino, io collaboravo a Hurrà Juventus».