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Biografia di Stefano Caldoro

• Campobasso 3 dicembre 1960. Politico. Già presidente della Regione Campania (2010-2015), eletto con l’appoggio dello schieramento di centrodestra.
• Rampollo di famiglia socialista. Il padre Antonio, ex Cgil ferroviaria, ex deputato, è stato una figura influente del socialismo campano. «Si dimise quando io entrai in politica a 23 anni. Disse: “È disadorno che ci siano due cariche elettive nella stessa casa”» (Goffredo Buccini) [Cds 30/3/2010]. Laureato in Scienze politiche e consulente d’azienda, esperto di economia e questioni internazionali, inglese fluente, finisce per seguire le orme paterne, dedicandosi alla politica. Già nel 1985, a soli 25 anni, si ritrova infatti nel Consiglio regionale della Campania, presidente di Commissione. Come il padre è socialista, e viene eletto deputato già nel 1992, con vari incarichi. Un anno dopo, nella bufera di Tangentopoli che emargina Bettino Craxi, è uno dei pochi giovani a restare fedele al segretario defenestrato» (La Stampa).
• Segretario del Nuovo Psi (nato nel 2001).
• Nel 2008 entra con il suo partito nel Pdl: «Noi siamo socialisti riformisti, di governo e modernizzatori. Per noi Blair è un riferimento, la sinistra italiana è un’altra cosa».
• Dal 2008 deputato del Pdl. Membro della commissione Cultura. Sottosegretario all’Istruzione nel Berlusconi II (2001-2005), ministro per l’Attuazione del programma nel Berlusconi III (2005-2006).
• «Diavolo, ci dia un’emozione! “Guardi, io sono fatto così, non mi potete cambiare: penso alla responsabilità piuttosto che alla festa”. Cappottino blu, gessato blu, soliti occhialini (…) “Sì, è vero, ero al Raphael con Craxi nel ’93, e quei due anni, il 92-93, gli anni in cui è morto il mio partito, sono stati il mio Vietnam. Ma mi hanno formato. Anche per questo sono qui” (…) Più che un “padre di Napoli”, questo socialista riemerso pare un figliolo timido, un soldatino disciplinato, smilzo e silenzioso, un antinapoletano. “Ero un bambino pieno di malattie, tre operazioni chirurgiche, la disciplina l’ho imparata allora” (…). La moglie, Annamaria Colao, “una tedesca, una macchina da guerra. Mi diceva: tranquillo, ce la fai. Lei è una grande ricercatrice, un’endocrinologa al top”. La figlia, Alessia, che ha votato per la prima volta (…) Ha un’avversione maturata dai tempi del suo “Vietnam”, quasi un’ossessione. “Beh, lo ammetto. Sono culturalmente molto anticomunista (…) A un certo punto i comunisti si fermano, non lanciano il cuore oltre l’ostacolo come i grandi leader socialisti, come Mitterrand o Craxi”. Il rapporto con Berlusconi? “Lui è Maradona” (…) I maligni dicono che Caldoro sia il fantoccio di un’altra cultura politica, di Italo Bocchino, per dire: “Basta guardare i consensi che ho preso nella vita... l’ho detto anche a De Luca. Ecco, di Enzo mi hanno ferito gli attacchi personali”» (Goffredo Buccini) [Cds 30/3/2010].
• Durante la sua corsa per le Regionali è stato oggetto di un tentativo di diffamazione da parte dell’ex coordinatore regionale del Pdl ed ex carcerato Nicola Cosentino, che voleva soffiargli la candidatura. Ciò è avvenuto nell’ambito dello scandalo della P3, un braccio segreto ed operativo succeduto alla P2 di Ligio Gelli, un’associazione segreta che avrebbe operato per influenzare pezzi dello Stato i cui presunti componenti (15 imputati) sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Roma. «Un documento stracolmo di menzogne fatto veicolare all’interno del partito campano, arrivato rocambolescamente a via dell’Umiltà, girato per conoscenza all’incredulo Caldoro, eppoi pubblicato tra il 9 e il 10 febbraio su alcuni blog come preannunciato nelle telefonate dei primi di febbraio fra l’imprenditore Arcangelo Martino ed Ernesto Sica, futuro assessore proprio nella giunta Caldoro. Di tutto c’è un puntuale riscontro telefonico (…). Il documento ricattatorio ha il titolo “Un Marrazzo in pectore: le passioni di Caldoro”. Martino verrà arrestato, Sica indagato e dimissionato» (Gian Marco Chiocci) [Grn 12/07/2010].
• «L’accordo tra me e Cosentino – detta a verbale ai giudici Ernesto Sica, ex consigliere regionale della Margherita passato al servizio di Berlusconi – era quello secondo il quale avremmo dovuto lavorare attraverso la preparazione e la successiva divulgazione del dossier per tagliare le gambe a Stefano Caldoro» (Enrico Fierro) [Fat 22/01/2013].
• Il processo alla P3 comincerà ad aprile 2014. Imputati rinviati a giudizio: Nicola Cosentino, assieme all’uomo d’affari Flavio Carboni, all’ex assessore regionale della giunta Caldoro Ernesto Sica, ora sindaco di Pontecagnano Faiano, al giudice tributario Pasquale Lombardi e all’imprenditore napoletano Arcangelo Martino. Secondo quanto si legge nell’atto di conclusione delle indagini, il gruppo nel febbraio del 2010 «offendeva la reputazione di Caldoro, allora candidato alla carica di presidente, diffondendo tramite internet false notizie»: la frequentazione di alcuni transessuali o accordi con la criminalità organizzata campana [Mat 19/11/2013; Positanonews.it].
• «Pur di abbattere i costi i comuni campani, sempre più sull’orlo di una crisi finanziaria, preferiscono mandare rifiuti indifferenziati in discarica. In pochi mesi la raccolta differenziata è passata nella regione dal 23 al 18 per cento. Caldoro: “Se saremo bravi, in trentasei mesi ne saremo fuori. È il tempo minimo necessario per realizzare due termovalorizzatori e gli altri impianti di cui c’è bisogno”» [Fog 22/11/2010].
• «Sarà il commissario governatore Caldoro a gestire la partita degli inceneritori e non i presidenti di Provincia» (Guido Ruotolo) [Sta 24/11/2010].
• Tra le conseguenze negative dell’emergenza rifiuti c’è un aumento fino al venti per cento delle patologie respiratorie come asma e bronchiti, soprattutto nei bambini, colpa dei roghi che sprigionano diossina. E poi il fronte epidemie, le malattie infettive che potrebbero essere causate dalla proliferazione di topi e blatte. È in corso un’inchiesta su epidemia colposa che vede indagato il presidente della Regione Stefano Caldoro (Irene De Arcangelis) [Rep 27/6/2011].
• «Sui conti della Regione Campania incombe un debito da 13 miliardi di euro. Caldoro sostiene che sarebbe ingiusto caricare tutta la responsabilità sulle spalle del suo predecessore di centrosinistra, Antonio Bassolino. Afferma che il deficit sanitario della Campania è conseguenza di una ingiustizia storica, concretizzatasi in 64 euro procapite di trasferimenti statali in meno rispetto a quanto sarebbe dovuto: un buco di 3 miliardi e mezzo soltanto negli ultimi dieci anni. Il governatore è convinto che “con le sole procedure ordinarie” sia impossibile uscire da questa situazione. Il problema è se esiste o meno la volontà politica per venirne fuori. Giusto qualche giorno fa la maggioranza che sostiene Caldoro ha fatto saltare, insieme a un pezzettino dell’opposizione, una norma che imponeva ai disegni di legge regionali l’obbligo del visto di copertura finanziaria» (Sergio Rizzo) [CdS 7/5/2012].
• Caldoro sostiene che sotto il suo governo «per la prima volta dalla costituzione della Regione Campania, è stata avviata una concreta opera di risanamento dei conti e di forte riduzione dei costi, che quest’anno, solo per la parte relativa al Consiglio, ha portato il bilancio da oltre 83 a 69 milioni di euro» (Fulvio Bufi, Ernesto Menicucci) [CdS 22/9/2012].
• «L’iniziativa di un gruppo di consiglieri regionali campani che hanno deciso di sostenere la candidatura alle primarie Pdl del presidente della Regione Stefano Caldoro» [Rep.it 25/10/2012].
• Nel Berlusconi-ter torna Tremonti (vicepremier insieme a Fini), entrano Caldoro, Micciché, Storace e Landolfi (Alessandro Campi, Leonardo Varasano) [Fog 12/12/2012].
• «Un socialista ma molto cattolico. È in confidenza con il cardinale Crescenzio Sepe e vicino a importanti ambienti di potere dell’Arcidiocesi di Largo Donnaregina (leggi Ordini Cavallereschi e giù di li) fino all’Opus Dei. Una corrispondenza di amorosi sensi ricambiata. L’alto prelato partenopeo ha invitato il governatore a presiedere la Conferenza regionale dei vescovi. È la prima volta che vi partecipa una non testa coronata dal potere religioso. Il suo staff in Regione è blindato. Li chiamano i Caldoro boy’s. Sono i quaranta-cinquantenni, in giacca e cravatta e con fare molto manager. Brillanti ed efficienti. Vanno su e giù, si agitano, a volte non si sa perché, sempre muniti dei due cellulari d’ordinanza. Un cerchio magico che sembra una sovrastruttura di poteri. Crocevia per il futuro. Sì, in via Santa Lucia ci credono e sognano in grande (…). C’è un però che pesa come un macigno. Attentissimo alla comunicazione e alla propaganda deve però fronteggiare un tsunami giudiziario che in poco tempo ha fatto traballare la sua parte politica. Indagini, comunicazione giudiziarie e arresti. (…) Ma Santo Stefano Caldoro è tranquillo. Anche se la Regione Campania indossa la maglia nera per prestazioni sanitarie, per livelli di inoccupazione, per ritardi di spesa dei fondi europei e altro. I dati contenuti nel rapporto Eurostat 2013 parlano chiaro: la Regione Campania è tra le ultime in Italia e in Europa per prodotto interno lordo» (Arnaldo Capezzuto) [Fat.it 21/11/2013].