18 settembre 1864
La Convenzione di settembre sulla stampa
• Il dibattito sulla Convenzione di settembre infuoca la stampa. Ecco alcuni passaggi dai giornali.
La Convenzione è un passo
verso Roma
• «La quistione è ovvia. Se l’impegno di trasferire la
sede del governo è veramente un patto della convenzione, bisognava accettarlo,
anche subirlo (se si crede il caso di adoperare quest’altro vocabolo), o
dimostrare con un po’ meno di ardore e un po’ più di rigore che la convenzione
non è un passo verso Roma» [Sta. 20/9/1864]
Roma è dei romani
• «Certo colla novella convenzione un gran passo si fece,
dappoiché se con essa non viene di guisa immediata applicato il principio che
Roma è degli italiani, si corre a questo nazionale assioma col proclamare
intanto che Roma è dei romani» [Mon. Bo. 19/9/1864]
Roma non sarà mai capitale
del Regno
• Per Napoleone III «il trasporto della capitale a
Firenze non era una vana parola, non una fermata sulla via di Roma. (...)
Firenze è capitale definitiva ed anche senza la convenzione, senza il nostro
esercito, il mondo cattolico e la maestà dell’antica Roma, che è città tutta
religiosa, impedirebbero al governo italiano di toccarla.» [Un. It. 25/3/1965]
Generoso atto della
dinastia
• Il trasferimento della capitale da «è da parte della
dinastia un generoso atto, uno slancio di abnegazione, in senso dell’italianità
preferisca a qualunque più cara tradizione. È pure ovvio che si avvicinerebbe
la sede governativa al centro di gravità nazionale». [Corr. Mer. 29/9/1864]
Il più grande
avvenimento della nostra rivoluzione»
• «Il trasferimento della capitale provocherà (in
Parlamento) lunghe e animate discussioni (ma) noi riguardiamo il trattato colla
Francia come il più grande avvenimento della nostra rivoluzione dopo i solenni
plebisciti del 1859. Avvenimento che determina nettamente la nostra posizione
politica con la Francia, e sanziona anche per Roma il principio del non
intervento». [G. Rgne 20/9/1862]
L’attesa scossa elettrica
• «Il trattato distrugge le illusioni dei retrogradi che
ci cantavano su tutti i tuoni essere Napoleone nemico dell’unità italiana (.)
Il trattato dà all’Italia quella scossa elettrica della quel è qualche tempo,
che andiamo ripetendo farle mestieri. Il trattato produce un contraccolpo
all’interno che sottrae il governo dall’inerzia e dall’isolamento che
generavano l’indifferenza e il sordo malcontento che si traduce spesso in
apatia». [Corr. Em.]
La vittoria del diritto
sugli interessi della politica feudale
• «L’accordo or ora firmato (...) costituisce un tale
resultamento effettivo della politica nazionale, una tale vittoria del nuovo
diritto pubblico sulle consuetudini, sugli interessi e sulle forze della
vecchia politica feudale, da suscitare nella coscienza della nostra patria un
sentimento di profonda e nuovissima soddisfazione». [Corr. Mar. 20/9/1864]
Un colpo di fulmine a ciel
sereno
• «Il trattato (...) e il provvedimento per il trasporto
della capitale (...) furono un vero colpo di fulmine a ciel sereno, che ha
sorpreso e commosso ai vivo le popolazioni italiane. Nulla di più grande, nulla
di più vitale poteva dal pari risvegliare lo spirito pubblico dallo stato di
atonia e di stanchezza in cui ci giace da qualche anno. »[Per. in Op.
22/9/1864]
Un percorso difficile come
un angusto canale
• «Il Parlamento italiano è invitato ora a dare conferma ed effetto alla politica
da esso approvata ed espressa più di tra anni fa sotto l’amministrazione del
conte Cavour. (...) Fedele a se stessa, a’suoi propri interessi, e all’onore
che si collega con essi, l’Italia può guidare sicuramente la nave per l’angusto
canale che conduce ad un ancoraggio sa cui potrà contemplarsi con sicurezza
tutto quanto resta da compiere.»[Mor. P. 24/10/1864]