11 novembre 2009
Elena Panarella intervista Roberta Milletari
Il Messaggero, giovedì 11 novembre 2009
Elena Panarella intervista Roberta Milletari, moglie di Raniero BuscoSignora Milletari come ha reagito alla notizia del rinvio a giudizio di suo marito?
«La realtà che supera la fantasia, non la trovi nemmeno nei film. Non credevo che potesse succedere. Non ci credevo, e mi sembra ancora impossibile. Andremo comunque avanti per la nostra strada».
Non crede che sia giusto fare chiarezza in un’aula di tribunale, anche se a distanza di vent’anni?
«Non si tiene in considerazione che si parla della vita della gente, gente normale, anzi normalissima. Questa volta è successo a noi domani a chi? Ripeto, come ho già detto, dicono sempre che è meglio un colpevole a piede libero che un innocente in galera ma a quanto pare non corrisponde al vero, oppure ci sono le eccezioni. Quello che vogliono è un colpevole a tutti i costi. Gli italiani dovrebbero essere davvero preoccupati per la giustizia se è vero che mandano una persona a processo per indizi così labili».
Lo ha detto ai suoi figli?
«No, ancora non gli abbiamo raccontato niente. Sono troppo piccoli. Hanno sette anni e a questa età i bambini sono spugne, assorbono tutto. Per fortuna che in casa c’è armonia, malgrado quello che stiamo passando. Li dobbiamo tutelare al massimo, sicuramente lo faremo, gli parleremo insieme».
La vicenda vi sta creando problemi nei rapporti sociali?
«La gente si è immedesimata in noi, ci sostiene con tutte le forze. La cosa positiva, e ne sono felice, è che non tutti credono a quello che viene raccontato come la verità assoluta. La solidarietà di tanta gente, anche persone che non ci conoscono direttamente, ci ripaga di quello che stiamo passando».
Quando ha conosciuto suo marito?
«Ho conosciuto Raniero all’inizio del ’91, mi sono innamorata di lui perché era ed è una persona speciale, abbiamo una bellissima famiglia. Avevamo una vita serena fino a quando c’è piombata sulla testa questa accusa. Ho sempre avuto fiducia in mio marito, sempre. Mai una volta un dubbio, mai. Questa è una storia piena di contraddizioni dall’inizio».
Elena Panarella