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 2008  febbraio 05 Martedì calendario

Mentre il presidente Napolitano si accinge a sciogliere le Camere, e gli americani stanno per votare i loro candidati alla Casa Bianca, le Borse crollano in tutto il mondo e l’Istat comunica che l’inflazione di gennaio è al 2,9 per cento, un livello che non si toccava dal 2001

Mentre il presidente Napolitano si accinge a sciogliere le Camere, e gli americani stanno per votare i loro candidati alla Casa Bianca, le Borse crollano in tutto il mondo e l’Istat comunica che l’inflazione di gennaio è al 2,9 per cento, un livello che non si toccava dal 2001. Non c’è bisogno di soffermarsi troppo sulla crisi di Wall Street, dell’Europa e di piazza degli Affari (-3 per cento): la caduta di ieri è stata provocata dal brutto indice del mercato dei servizi – il più importante negli Stati Uniti – ma la vera origine, come tutti a questo punto sanno, sta nella finanza, cattiva e truffaldina, dei mutui subprime. Ieri in America la parola recessione è stata scritta a chiare lettere e pronunciata a gran voce. Quanto all’inflazione, essa pure era ampiamente prevista, dati gli aumenti dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Ieri le agenzie hanno battuto i numeri relativi: abitazione, acqua, elettricità e combustibili: +1,5 per cento in un mese. Bevande alcoliche e tabacchi: +1,1. Alimentari, bevande analcoliche, mobili, articoli e servizi vari: + 0,6 per cento. Rispetto al gennaio 2007 il prezzo della benzina verde è salito del 12,5% e quello del gasolio del 15,8. I prodotti alimentari del 4,5. E gli stipendi di tutti stanno fermi. Anzi, vanno indietro, perché questi aumenti significano che dalle tasche degli italiani quest’anno sarà tirata come minimo via un’intera mensilità.

• Senta, è tutto talmente sconfortante che non so neanche che cosa chiederle. Ma come fanno a fare questi calcoli con le percentuali, sono poi numeri credibili? Perché a me, per assurdo, mi pare che gli aumenti siano anche di più.
L’Istat stabilisce l’andamento dei prezzi tenendo sotto controllo un “paniere”, cioè un gruppo di prodotti, che viene aggiornato periodicamente. Proprio ieri, per esempio, si è deciso di far uscire dalla lista gli hamburger congelati e i filati Cucirini e di far entrare l’insalata confezionata, il navigatore satellitare, i giochi elettronici per consolle, il combustibile solido, il pranzo con piatto unico.

• Ma non è abbastanza pazzesco? Il costo della vita viene calcolato su prodotti come questi?
Ma no, i prodotti sono 533 e naturalmente ai posti più importanti stanno il pane, la pasta e gli altri generi di prima necessità. Altri istituti – come l’Eurispes – preparano anche panieri alternativi. E la stessa Istat, molte volte, per rispondere alle polemiche di cui ogni tanto è fatta bersaglio, ha mostrato che se anche si cambiassero tutti i prodotti, o se si scegliesso 600 prodotti estraendo a sorte, si otterrebbero più o meno gli stessi risultati. I prezzi salgono in un comparto e scendono in un altro, ma la media finale alla fine è sempre quella. Del resto la misura dell’inflazione ha un altro indicatore facile da capire per noi poveri mortali, che è il tasso di sconto. Quando sale l’inflazione, salgono pure gli interessi in banca.

• Mi si impongono due domane. Prim ma l’inflazione alla fine che cos’è?
La risposta più giusta è: la quantità di denaro circolante. Per esempio, gli euro che circolano in Europa hanno un valore prossimo ai 650 miliardi di dollari. Questo numero viene deciso dalle Banche centrali, che controllano la stampa delle banconote e il conio delle monete metalliche. Possiamo immaginare la scena: quanta roba mettiamo in circolazione quest’anno? si chiedono nelle loro riunioni i funzionari. E decidono sempre per una quantità leggermente superiore a quella dell’anno precedente. Quindi la massa di denaro si gonfia, che in latino si direbbe inflat. Ed ecco l’inflazione.

• Avevo capito che l’inflazione coincideva più o meno con l’aumento dei prezzi.
Se le quintuplicassero a un tratto lo stipendio, lei correrebbe subito nei negozi a comprarsi gioielli, automobili e playstation. Se quintuplicassero lo stipendio a tutti, tutti correrebbero a comprare e ben presto i beni sparirebbero dalle vetrine. Per riapparire, però, dopo pochi giorni: solo con i prezzi quintuplicati! Ecco perché il rigonfiamento della massa di denaro circolante ha come conseguenza finale l’aumento dei prezzi.

• La seconda domanda era questa: ma non è mica vero che i tassi di interesse sono aumentati.
Gli americani li hanno anzi drasticamente diminuiti. E la Banca centrale europea – anche se molto malvolentieri – li tiene fermi. Ma siamo in un caso particolare: non bisogna far mancare denaro alle banche che hanno combinato quel po’ po’ di sconquassi con i mutui e hanno bilanci allucinanti. I tassi alti manderebbero in malora una quantità di istituti dai nomi altisonanti. E non ho bisogno di dirle che un potere come quello delle banche non può essere infastidito troppo. Che poi una simile terapia sia lungimirante e benefica, questo è tutto da dimostrare. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 5/2/2008]