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 2014  dicembre 19 Venerdì calendario

UN CATENACCIO D’ORO


In queste settimane l’oro passa di mano intorno a 1.200 dollari l’oncia e alcuni specialisti del settore stimano che le quotazioni possano tornare a crescere per ragioni strutturali, perché gli attuali prezzi coprono ormai solo di misura i costi medi di estrazione: 1.100 dollari l’oncia circa. Insomma se il livello dovesse calare ulteriormente, diverrebbe concreta la prospettiva che alcune miniere chiudano per non lavorare in perdita. Con l’effetto di comprimere l’offerta complessiva proprio mentre le stesse banche centrali sono tornate compratrici di oro e la gioielleria dà segnali di ripresa. Difficile però prevedere quale sarà il bilancio alla fine 2015, perché l’oro è per definizione un bene rifugio, un posto dove mettere al sicuro i risparmi quando si teme il peggio.
«Questa funzione di paracadute, lo rende tuttavia un buon complemento di un portafoglio diversificato», sottolinea Francesco Bernardini, che coordina il comparto oro per Banca Etruria, il gruppo aretino oggi alla ricerca di un compratore. Ma anche l’istituto italiano con maggiore expertise. Quanto alla allocazione, l’esperto calcola che il peso ottimale del biondo metallo su, gli asset complessivi si attesti oggi al 5%, ma nel corso del prossimo anno la percentuale potrebbe oscillare tra il 3% e il 7%, a seconda delle singole necessità e dell’orizzonte temporale. Una doverosa precisazione: parliamo qui non dell’acquisto di bracciali o anelli generalmente a 18 karati, ma di «oro da investimento», quello quindi a 24 karati. Per l’esattezza su mille particelle almeno 995 devono essere del prezioso metallo, limitando al minimo la presenza della lega vile necessaria come «collante».
Quanto all’orizzonte temporale necessario, chi punta sull’oro dovrebbe invece accettare di non intaccare il tesoretto per un periodo oscillante tra 5 e 7 anni, pena il rischio di compromettere il risultato finale. È un investimento che «va affrontato con un’ottica di medio periodo», insiste Bernardini, rimarcando che un padre di famiglia dovrebbe preferire l’oro a un più immediato Btp perché il metallo giallo ha un andamento opposto a mercati azionari sul lungo periodo, e questo avviene anche in caso di crisi geopolitiche internazionali. La modalità di investimento più indicata tuttavia cambia a seconda del patrimonio di ciascuno: Banca Etruria, per esempio, utilizza il discrimine minimo dei l00mila euro. «Per cifre consistenti la scelta ottimale è il lingotto da un chilogrammo, il cui valore è prossimo ai 31mila euro, perché l’incidenza dei costi di produzione decresce con l’aumento della pezzatura». Per chi ha un budget inferiore ci sono i numerosi Etf specializzati, ritenuti però speculativi da Bernardini, che consiglia piuttosto di aprire lo speciale conto corrente, denominato in dollari ma con valuta in oro, che propone la stessa Banca Etruria: «L’estratto conto indica sia il saldo in denaro sia quello in once, utilizzando come parametri oggettivi il fixing di Londra e il tasso di cambio eurodollaro. Si tratta di uno strumento flessibile, il cliente è libero di vendere o di comperare altro oro in once in ogni momento». L’alternativa è acquistare marenghi o sterline da mettere in cassetta di sicurezza, tra gli operatori specializzati più conosciuti c’è la società Confinvest di Milano. Nel caso delle monete non esiste però un fixing, ma un prezzo per chi acquista e uno per chi vende. Mentre i conii o placchette auree sotto i 20 grammi non devono essere considerate da investimento, a causa dell’alta l’incidenza dei costi di produzione. Prima di procedere all’acquisto di un lingotto, per evitare di inciampare in un falso, è fondamentale accertarsi della serietà del venditore e del produttore. Ogni lingotto riporta un marchio di raffineria: solo l’oro uscito dai 70 siti testati dalla London bullion market association è pagato a vista, senza ulteriori controlli o saggi. Banca Etruria propone anche un deposito in oro che prevede la consegna al cliente della sola fattura. I lingotti rimangono in custodia nel caveau dell’istituto con una copertura totale in caso in furto. La banca agisce poi da sostituto di imposta, e quindi il cliente potrà compensare plusvalenze e minusvalenze con i bond o le azioni in portafoglio.