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 2014  novembre 06 Giovedì calendario

ENEL SCOMMETTE SUL MERCATO SPAGNOLO, METTE IN VENDITA IL 22% DI ENDESA, RICOSTITUISCE IL FLOTTANTE E INCASSA 3 MILIARDI. L’OPERAZIONE È STATA BEN ACCOLTA DAL MERCATO: IL TITOLO DEL GRUPPO ELETTRICO IERI HA GUADAGNATO IL 3,06 PER CENTO A PIAZZA AFFARI

Enel scommette sul mercato spagnolo. Sperando che accolga con favore il collocamento dei titoli della controllata Endesa e che vada a buon fine l’offerta per il pacchetto di clienti messi in vendita dalla filiale iberica del gruppo tedesco E. On.
Il consiglio di amministrazione del gruppo Enel che si è riunito martedì scorso ha dato il via libera all’operazione di finanza straordinaria con cui potrebbe fare cassa fino a 3 miliardi. Il cda ha approvato l’avvio del collocamento di una quota del 17 per cento del capitale della controllata spagnola, di cui possiede il 92 per cento. L’operazione, che secondo indiscrezioni potrebbe portare a un incasso pari a 2,5-3 miliardi, partirà domani con un’offerta pubblica di vendita rivolta agli investitori retail in Spagna (la quota loro riservata, secondo alcune fonti, dovrebbe essere del 15% più eventuale esercizio della greenshoe) e un’altra proposta riservata a investitori istituzionali spagnoli e internazionali: inoltre la partecipazione ceduta potrebbe salire al 22%, inclusa in ogni caso l’opzione greenshoe. Sul fronte più prettamente finanziario, l’amministratore delegato Francesco Starace ha confermato la politica dei dividendi attuale (40 per cento di payout per tutto il 2015) e commentato il voto maggiorato introdotto dal decreto Competitività: «Il mercato – ha osservato – di solito non pensa bene di queste cose perché gli altri azionisti quando si vedono piombare una cosa del genere non ne sono entusiasti: ma la notizia è già uscita e il danno, se vogliamo chiamarlo così, già c’è». Il Tesoro, in ogni caso, secondo Starace sceglierà questa opzione.
L’operazione su Endesa è stata ben accolta dal mercato: ieri, il titolo del gruppo elettrico ha guadagnato il 3,06 per cento a Piazza Affari portandosi a 3,97 euro.
l. pa., la Repubblica 6/11/2014