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 2014  novembre 06 Giovedì calendario

1. LE 8 DOMANDE CHE TUTTI SI FANNO SU HILLARY IN QUESTO MOMENTO


Dall’articolo di Ruby Cramer per www.buzzfeed.com



l associazione ready for hillary l associazione ready for hillary

I democratici hanno perso tutte le elezioni-chiave in questa tornata di Midterm. Hanno perso quelle che si aspettavano, e quelle che speravano di no. Hanno perso quelle che credevano sicure vittorie. Hanno perso quasi tutto. Ci sono stati un paio di punti positivi - New Hampshire, Michigan. Ma le urne hanno travolto il partito del presidente Barack Obama ("Un’onda di marea", come dice un democratico. "Uno tsunami", ha detto un altro.)

Quali sono le prospettive per i Dems? Naturalmente, le molto più importanti elezioni presidenziali del 2016. E qui non si può che parlare di Hillary Clinton.



Persone vicine alla ex first lady, senatore e Segretario di Stato dicono che ancora non ha preso la "decisione". Ma per gli alleati, i consulenti, gli amici, e l’ex staff di Clinton, la questione non è più se lei correrà per la nomination a presidente per la seconda volta. E ’quando, come, con chi e con quale messaggio’.



Mancano 60 giorni alla fine dell’anno. E Clinton dovrà prendere queste decisioni tra oggi e allora, per annunciare cosa farà da grande al più presto, al massimo all’inizio del 2016



Ecco le questioni da seguire:



1. CHE COSA SUCCEDE AI “GRUPPI OMBRA” DEI CLINTON?

hillarys losers i perdenti di hillary hillarys losers i perdenti di hillary



Ci sono tre gruppi che hanno promosso Clinton, difeso Clinton, e incoraggiato la gente a entusiasmarsi per Clinton: “That’s Ready for Hillary”, il super-PAC; “Correct the Record”, un progetto incentrato sulla difesa della Clinton dagli attacchi di parte e per farla amare dalla stampa; e “Priorities USA”, il super PAC pronto a iniziare a raccogliere grandi quantità di denaro.



Ready for Hillary chiuderà: la gente non è più in attesa, lei ormai è sulla scena. Priorities USA comincerà a raccogliere i soldi subito dopo le elezioni e Correct the Record è l’associazione da seguire: sarà lì che piazzerà i suoi strateghi della comunicazione.



2. CHI SARÀ LA PERSONA (O LE PERSONE) AL TIMONE?

rand paul comincia la campagna hillary s losers rand paul comincia la campagna hillary s losers



E ’una domanda che potrebbe determinare i tempi di lancio della campagna... E’ probabilmente la più grande domanda che si fanno a Washington. Ed è duplice: Chi sarà responsabile? E ci sarà un vero capo?



Sei anni fa, quando Clinton ha perso la nomination democratica contro Obama, la sua macchina elettorale lenta e mal gestita si è beccata gran parte delle colpe. Aveva una manager - Patti Solis Doyle, che è stata licenziata e sostituita alla fine delle primarie. Ma Mark Penn, il suo sondaggista, era quello che davvero guidava la macchina, tra spintoni con altri funzionari ed eterni pilastri del “mondo Clinton” con le loro sacche di potere e influenza, sparsi in tutto il paese.



hillarys losers i perdenti di hillary hillarys losers i perdenti di hillary

Questa volta, Clinton dovrà affrontare la stessa sfida: creare una struttura che funzioni. Secondo una persona che sa come si sta muovendo l’organizzazione della Clinton, si tratterà di una struttura “piatta”: un campaign manager, un presidente, e consulenti di alto livello tutti dotati di ruoli influenti.



John Podesta, consigliere di lunga data per entrambi i Clinton, dovrebbe essere il presidente, come ha scritto “Politico”.



Dalla rete tentacolare di Bill e Hillary, altri quattro nomi ritornano con una certa costanza quando si parla del ruolo di campaign manager.



robby mook robby mook

Uno è Guy Cecil, il direttore esecutivo del Comitato per le elezioni al Senato. Nel 2008, Cecil ha servito da direttore politico della campagna Clinton. Ha lavorato anche per Dewey Square Group.



Un altro è Ace Smith, uno stratega della California, che rappresenta la maggior parte dei democratici più influenti dello Stato stato ed è conosciuto per la sua esperienza nel cercare informazioni sugli sfidanti.



Un terzo contendente è Stephanie Schriock, il presidente di Emily’s List, una ong che appoggia candidati donna con posizioni “pro-choice” sull’aborto.



robby mook robby mook

Gli osservatori Clinton dicono che Schriock non ha un vero rapporto personale con Clinton - e che Smith dovrebbe avere un ruolo nella campagna, ma forse non quello di manager. Cecil soffre la batosta appena ricevuta alle elezioni di Midterm.





3. SARÀ ROBBY MOOK QUELLO GIUSTO?



E poi c’è Robby Mook, l’uomo sul cui nome convergono più analisti.



Mook ha fatto vincere tre stati alla Clinton nel 2008. Poi è andato al Democratic Congressional Campaign Committee, o DCCC, prima di lavorare alla campagna di un amico di lunga data della famiglia Clinton, Terry McAuliffe, l’anno scorso. Mook ha aiutato McAuliffe a diventare (con un margine di soli due punti) governatore della Virginia.

hillary clinton e john podesta hillary clinton e john podesta





4. QUANDO SCENDERÀ IN CAMPO?



Quando lancerà la sua campagna? Inizerà con un comitato esplorativo - un veicolo attraverso il quale si potrebbe ritardare un "annuncio" ufficiale, ma iniziare la raccolta di fondi - o si tufferà subito nella lotta? Sarà prima della fine dell’anno? Subito dopo? Più tardi in primavera?

hillary clinton 2016 hillary clinton 2016



Nelle ultime settimane, i sostenitori di Clinton e consulenti hanno parlato molto su tema. Esistono due scuole di pensiero. Chi crede che debba fare nei prossimi 60 giorni. La Clinton dovrebbe buttarsi ora e iniziare la raccolta di fondi, visto che tutti sanno che alla fine lo farà - e allora perché tirarla ancora per le lunghe?



hillary clinton 2016 hillary clinton 2016

Le persone che pensano Clinton dovrebbe aspettare il nuovo anno dicono che non c’è bisogno di avviare la raccolta di fondi ora: sarà in grado di ottenere i soldi, non importa quando farà l’annuncio. C’è già un gruppo di donatori del New Jersey pronto a mettere sul piatto dai 5 ai 10 milioni dal primo giorno.





5. SI PRENDERÀ LA RESPONSABILITÀ PER "#HILLARYSLOSERS"?



Clinton ha fatto campagna per quasi la maggior parte dei candidati che si giocavano l’elezione al Senato martedì. Non appena si è capita l’entità della sconfitta, esperti e potenziali rivali repubblicani hanno criticato la Clinton su Twitter per essere stata una pessima “endorser”.



guy cecil guy cecil

Il senatore repubblicano Rand Paul, che pensa di correre per la presidenza, ha trascorso le ultime due settimane attaccando Clinton nei suoi discorsi. Poco dopo la mezzanotte di martedì, ha creato un album di foto "#hillaryslosers” sulla sua pagina Facebook. Preparatevi a sentire i repubblicani ripetere questo mantra dei “perdenti di Hillary” per le prossime settimane.



Il Comitato Nazionale Repubblicano ieri ha anche inviato una nota ai giornalisti in cui mettevano in evidenza che "le politiche di Hillary erano sulla scheda elettorale”, ovvero sono stati sconfitti candidati con le sue stesse idee per il Paese.





6. APPOGGERÀ OBAMA - O LO CRITICHERÀ?

hillary e bill clinton in iowa 9 hillary e bill clinton in iowa 9



Cosa dirà Hillary su Obama nei prossimi 60 giorni farà capire presagire in che misura i due vecchi rivali rimarranno in sincronia in vista delle prossime elezioni.



Quando i Democratici danno la colpa al presidente per le loro sconfitte, la Clinton farà lo stesso?



L’ex segretario di stato non ha parlato di Obama quasi per niente durante il suo giro per il Paese per sostenere i candidati democratici, anche se i suoi collaboratori mantengono un rapporto costante con la Casa Bianca. Ha parlato più spesso delle politiche economiche di una diversa Casa Bianca: quella di suo marito.



barack obama e hillary clinton barack obama e hillary clinton

I discorsi della Clinton non hanno parlato delle politiche di Obama, e quindi si è tenuta aperta due strade. Può usare il suo lavoro nel governo del Presidente e legarsi a lui, per mettere a fuoco i contrasti con il Congresso, ora completamente controllato dai repubblicani.



O può concentrarsi sulle ben note controversie sulla politica estera, in cui ha preso una linea relativamente dura, e sollevare nuovi conflitti sulla politica interna. Ogni parola che dirà sull’attuale presidente sarà scelta molto attentamente, e altrettanto attentamente analizzata.





7. QUANDO LASCERÀ LA CASA BIANCA JOHN PODESTA?

bill e hillary clinton con barack obama bill e hillary clinton con barack obama



Un modo per capire cosa sta facendo la Clinton: vedere cosa fa John Podesta.

Tutti concordano che sarà lui uno degli uomini chiave della campagna.

L’anno scorso ha accettato di entrare nello staff dei consiglieri della Casa Bianca, per un contratto di un anno. Dunque il suo impegno potrà cessare il 1° gennaio il 2015.

hillary clinton 5 hillary clinton 5



Un ex assistente della campagna Clinton ha detto che Hillary avrebbe annunciato la sua candidatura solo dopo che Podesta si fosse liberato dai suoi impegni con Obama



Podesta, che ha servito come capo di gabinetto di Bill Clinton, ha fondato il think-tank liberal “Center for American Progress”, ora gestito da Neera Tanden, una ex advisor della Clinton che è rimasta in stretto contatto con lei.



8. COSA FARÀ NEL FRATTEMPO?

hillary clinton 4 hillary clinton 4



Questa è una risposta più facile: il family business. Vorrà passare più tempo possibile con sua nipote, Charlotte, figlia di Chelsea.



E poi c’è il vero business: All’ordine del giorno per Hillary c’è la campagna per la Clinton Foundation, per cui la coppia vorrebbe creare un fondo da $ 250 milioni.



Se si candida, la famiglia non sarà in grado di concentrarsi più di tanto sulla fondazione.

hillary clinton 2 hillary clinton 2



In particolare, Bill Clinton, una macchina per la raccolta di fondi, non sarebbe più in grado di farlo full-time. Una dotazione sostanziosa potrebbe sostenere la fondazione durante il periodo delle elezioni e oltre, assicurandone la sopravvivenza qualunque cosa succeda a Bill o a Hillary. Secondo una persona che conosce lo stato patrimoniale, gli ultimi 60 giorni dell’anno saranno una "corsa verso il traguardo”, che non è così lontano.