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 2014  novembre 05 Mercoledì calendario

CAMERATA SALVINI, SE CI SEI BATTI UN COLPO

Il centrodestra italiano è in crisi: dopo un ventennio passato all’attacco l’universo alternativo alla sinistra sta passando un periodo... nero. Matteo Salvini, leader della Lega post-secessionista si propone come baricentro della nuova alternativa politica: per qualcuno ce l’ha già fatta. Per qualcun altro non ce la farà mai.

MASSIMO FINI
Premettendo di non essere «né di destra né di sinistra», ma ammettendo che la «bruttissima parola» intellettuale lo riguarda, Massimo Fini afferma che «ammesso che esista ancora il concetto di destra e di sinistra, perché sono due categoria vecchie di due secoli e mezzo, certamente la Lega è l’unica forza che ancora esiste in quel versante, perché Forza Italia, che non è mai stata una destra, è stata Berlusconi e basta». E «La Lega, oltre ad essere un grande partito, non è La Destra di Storace, ha un suo radicamento sul territorio». A Fini appare più che legittimo il tentativo di Salvini, però dubita molto «che porti da qualche parte». La Lega potrà superare i suoi storici limiti geografici, cioè «l’errore della Lega delle origini, di non tentare un radicamento al sud. E se si guarda alla Storia d’Italia si vede che il sud è stato danneggiato molto più del nord. Dopodiché le posizioni negli ultimi decenni si sono forse invertite, ma il discorso leghista dell’identità, anche economico, portato al sud, ha un senso». E Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale? «Ha un bubbone che si deve estirpare che è La Russa, la Meloni a me piace, come personaggio, se si può dire che esiste ancora una destra, la Meloni è sicuramente una persona di destra. La Russa è un bubbone perché è lì da settemila anni e ha tutta una storia piuttosto equivoca. Se vogliamo cambiare l’Italia non possiamo puntare su La Russa».

PIETRANGELO BUTTAFUOCO
«Nei fatti Matteo Salvini è al centro del centrodestra»: non ha dubbi Pietrangelo Buttafuoco, il leader della Lega ha già realizzato l’operazione di una destra «Legacentrica». «E quelli che nel centrodestra si preoccupano del suo arrivo - prosegue il giornalista e scrittore - si preoccupassero piuttosto della loro assenza». E Salvini ha già superato i suoi confini storici. «Mi risulta dalle informazioni che ho che gli ex missini, che ex non sono, sono tutti con Salvini». Quelli di Fratelli d’Italia «fanno ridere. E di Forza Italia manco se ne parla, è assoggettata a Dudù. Ci pensa Dudù». Però alla chiamata all’appello fatta da Salvini, dalle colonne di Libero, a tutti gli intellettuali di destra, compreso Buttafuoco, il diretto interessato risponde che è pronto a querelare «chiunque mi definisca intellettuale e tantomeno di destra».

GIORDANO BRUNO GUERRI
Non parla molto volentieri di politica il professore, massimo esperto di D’Annunzio e una destra trainata dalla Lega gli appare difficile e sconveniente. «La Lega ha delle posizioni estreme e anche molto azzardate. Ritengo che sia bene che qualcosa si muova, perché a destra, purtroppo, ci si muove troppo poco, soprattutto con il pensiero, ma che Salvini possa diventare il leader del centrodestra, avrei qualche perplessità». Ma perché la destra è in crisi? «Tutti conosciamo i problemi di Berlusconi, che era il propulsore della destra, dall’inizio degli Anni Novanta. È venuto meno, per altri motivi, Fini. È venuto meno Tatarella. Bossi ha fatto la fine che ha fatto, gli intellettuali sono disgustati dal centrodestra che sembrava interessato solo da problemi economici. Quando si spengono uno dietro l’altro i motori, la macchina si ferma».

GIAMPAOLO ROSSI
Matteo Salvini leader della destra? «Quello che sta prendendo forma in Italia è una sorta di dinamica dell’impossibile. Nessuno avrebbe immaginato l’ascesa veloce di Renzi. Salvini farà per l’universo della Lega qualcosa di molto simile a quello che Renzi sta facendo per la sinistra, cioè la disarticolazione della realtà culturale e politica. Quello che è certo è che per la destra italiana si annuncia una lunga, lunga traversata del deserto».
La Cassazione ha certificato le oltre 500 mila firme depositate dalla Lega Nord per chiedere un referendum abrogativo sulla riforma delle pensioni di Elsa Fornero. «Grazie a tutti voi! - ha scritto su Facebook il segretario del Carroccio Matteo Salvini - Ora manca l’ultimo passaggio, l’ok della Consulta. Se a Roma non ci faranno scherzi, in primavera si cancella la Fornero». Le firme raccolte nei banchetti allestiti da leghisti e nei municipi erano state consegnate in Cassazione a giugno, insieme a quelle a sostegno di altri quattro quesiti referendari. Oltre all’abrogazione della riforma Fornero sulle pensioni, la Lega chiedeva la cancellazione della legge Merlin sulla prostituzione, della legge Mancino sui reati di opinione; l’abolizione delle prefetture e l’esclusione degli stranieri dai concorsi pubblici. «Non è ancora finita, manca l’ultimo passaggio che è quello del voto - ha commentato Roberto Calderoli - però mi sento di prevedere che sarà un successo».