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 2014  novembre 05 Mercoledì calendario

«CHECCA NON È GAY, LO DICE LA TRECCANI»

«Guardi, ho la Treccani sotto mano. Non c’è scritto da nessuna parte che checca vuol dire gay».
Eziolino Capuano, tecnico dell’Arezzo in Lega Pro: bel pasticcio la sua frase dopo la sconfitta ad Alessandria.
«Sono basito, si è montato un caso sul nulla. Perdo una gara in contropiede al 93’ e con l’uomo in più, dico che in campo ci vogliono le palle e non le checche, e viene il finimondo. Un’esternazione a caldo a una radio, manco in conferenza».
Cosa cambia?
«Qualcuno ha voluto farsi pubblicità sulla mia pelle. Il gusto dello scoop».
Suvvia, certe cose non si dicono e basta.
«Neanche lo sapevo che quella parola vuol dire gay! Giuro sui miei figli! Sono ignorante, ignorantissimo se volete, ma per me è solo un termine calcistico, indica un giocatore molle in mezzo al campo. Quando Lippi sostiene che non si gioca con le signorine va tutto bene, ma cos’ho detto io di strano da essere attaccato a livello mondiale? Impazzisco».
Però adesso vuole scusarsi, no?
«Non volevo offendere nessuno. Sono dispiaciuto, neanche devo scusarmi: si scusa chi commette un errore, mi dite io che errore ho fatto? Dopo una gara adrenalinica ho usato solo un termine calcistico per rimproverare un atteggiamento dei miei giocatori, mai pensato venisse interpretato come un’offesa sessuale. Sono una persona onesta e leale. Trovo scorretto offendere qualcuno, non lo farei mai».
La Treccani, diceva.
«Ce l’ho qui, la sfoglio. Mi sto documentando perché da due giorni sono bersagliato. Controlli anche lei, “checca” al massimo indica l’atteggiamento effeminato, ma il calcio è fatto per maschi o per donne? Io ho solo detto che ci vogliono le palle, più aggressività, non si può perdere in contropiede con l’uomo in più a tempo scaduto. Nel calcio, quella parola indica un atteggiamento mentale, un’interpretazione della partita, di non grande intensità. Sa cosa le dico? L’Italia va a rotoli, e da due giorni parliamo dell’esternazione di un allenatore dopo una partita persa al 93’».
Cosa pensa dell’omosessualità nel calcio?
«Nessun commento, la vita privata di ogni individuo va rispettata in maniera illimitata».
Quelle parole, però...
«Ma io faccio l’allenatore, mica il tabaccaio: devo essere un motivatore. Sa quante ne dico ai giocatori per stimolarli? Mi gioco la vita in ogni partita e non posso dire di tirare fuori le palle? Questa è ipocrisia, io dico sempre quello che penso».
Al suo attaccante Montini ha suggerito di andare a lavare i panni o pettinare le bambole.
«Gli ho chiesto scusa davanti a tutti nello spogliatoio, loro mi conoscono. Adesso mi auguro che non si arrabbino con me pure i bambini che pettinano le bambole».