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 2014  ottobre 24 Venerdì calendario

I SINDACALISTI DI GIJÓN (SPAGNA) HANNO VOLUTO INTITOLATO UNA VIA AD ANTONIO TAJANI, L’EX COMMISSARIO EUROPEO DI FORZA ITALIA FECE RIAPRIRE LA TENNECO SALVANDO DUECENTO POSTI DI LAVORO

Intitolare una strada a un personaggio vivente accade molto raramente. Se poi a chiedere la dedica è un gruppo sindacale molto di sinistra per un esponente del centrodestra, l’evento è ancor più eccezionale. È quanto è accaduto a Gijón, porto delle Asturie nel Nord della Spagna dove da ieri esiste Calle (via) Antonio Tajani.
L’ex commissario europeo all’Industria e attuale primo vicepresidente del Parlamento Ue ha ricevuto un attestato di stima inusitata dalla Comisión Obrera della cittadina che nella sua iniziativa ha ottenuto l’appoggio della Confindustria locale. Perché la Livorno spagnola ama l’europarlamentare di Forza Italia? Per un motivo semplicissimo: in pochi mesi ha fatto riaprire la fabbrica Tenneco, una multinazionale americana che produce ammortizzatori per auto, salvando oltre 200 posti di lavoro. L’anno scorso gli statunitensi, infatti, volevano delocalizzare in Polonia e il commissario, informato dal suo capo di gabinetto (asturiano, per la precisione), intervenne con decisione per evitare la chiusura dell’impianto.
«Se una fabbrica perde, la chiusura ci può stare, ma quella di Gijón era in attivo e il settore industriale europeo va salvaguardato». Così, nel giro di pochi mesi, prima Tajani inviò una lettera alla Tenneco chiedendo chiarimenti, poi incontrò a New York l’amministratore delegato dell’azienda e infine suggellò a Roma l’intesa per il mantenimento del sito produttivo. Di qui la sempiterna riconoscenza della Comisión Obrera, sindacato di fede comunista e anarchica (Gijón fu una delle città più avverse al franchismo; ndr). «Il mio mandato da commissario - aggiunge Tajani - è stato tutto improntato a dimostrare che anche in Europa si può e si deve continuare a produrre e che gli interessi delle aziende europee vanno salvaguardati». L’impegno per la salvaguardia delle commesse ricevute da imprese italiane (Salini Impregilo) e spagnole per l’ampliamento del Canale di Panama ne è stato un esempio. Un’altra prova è stata la tutela degli impianti della multinazionale siderurgica Arcelor Mittal in Francia e Belgio.
La nuova commissione saprà proseguire su questa strada? «L’importante è che il neopresidente Juncker - conclude Tajani - tenga fede alla promessa del piano da 300 miliardi di investimenti perché in quello stanziamento vi sono risorse importanti per il comparto industriale europeo». Il vero problema, infatti, «è che troppo spesso si mette l’accento sul rigore di bilancio e sul risanamento dei conti pubblici senza tenere conto che senza imprese non c’è occupazione e non ci può essere quel risanamento troppo spesso invocato».
A Gijón, in fondo, l’hanno capito che il verso giusto è quello della difesa della produzione. E hanno lasciato da parte le bandiere rosse perché celebrare l’azzurro Tajani.
Gian Maria De Francesco, il Giornale 24/10/2014