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 2014  ottobre 24 Venerdì calendario

INNO ALLA GIOIA «A BERLINO DIRIGO BEETHOVEN COME 25 ANNI FA LICENZIARE LE ORCHESTRE È MANCANZA DI CULTURA»

[Intervista a Daniel Baremboim] –
«Sono andato a letto in una Berlino divisa in due, mi sono svegliato in una città riunificata. Non riuscivo a credere ai titoli dei giornali: il Muro non c’era più. Ho perfino svegliato mia moglie che, pensando a una delle mie battute, ha brontolato: lasciami dormire, non sei divertente».
Invece il Muro era caduto davvero...
«Quel giovedì notte di 25 anni fa, senza preavvisi, come se il destino avesse deciso per conto suo — ricorda Daniel Barenboim, direttore d’orchestra, pianista, uomo di pace —. Quando sono sceso in strada mi sono guardato intorno come si guarda qualcosa mai vista, sono volato alle prove con i Berliner con il cuore pieno di felicità».
E lì è nata l’idea di un evento straordinario.
«Un concerto aperto ai cittadini dell’Est. Lo annunciammo per domenica alle 11 ma già dalle 4 del mattino la gente era in fila davanti a quella Philharmonie fino a tre giorni prima così vicina e irraggiungibile. Suonammo la Settima di Beethoven».
E stavolta, il 9 novembre alla Porta di Brandeburgo, dirigerà la Nona con la sua Staatskapelle.
«Il Coro ci teneva a partecipare e l’Inno alla Gioia è quanto di più appropriato. Solisti d’eccezione: Renée Fleming, Elina Garanca, Jonas Kaufmann, René Pape».
Ma 25 anni dopo, la riunificazione è completata?
«Non del tutto, ma siamo sulla buona strada. I tedeschi sono bravi a ricostruire dalle loro macerie. Nessun Paese ha saputo fare come loro i conti con il passato. Né la Francia, né l’Italia, né il Giappone. La Germania non ha paura di scoprire le zone oscure della sua storia. Come ebreo non avrei mai potuto vivere da 23 anni a Berlino se questo non fosse accaduto».
Quale altro Muro vorrebbe veder cadere?
«Quello di Gerusalemme. Ma la speranza è sempre più flebile, tutti hanno perso di vista i vantaggi della pace. Gaza soffre e Israele non vince. Una partita di sangue in eterno pareggio».
Il 10 novembre, la sera dopo il concertone di Berlino sarà già a Milano, ad aprire la stagione della Filarmonica della Scala.
«In programma Ciaikovskji. Il Concerto per violino e orchestra con la bravissima Lisa Batiashvili e la Patetica. Me l’ha suggerita Ernesto Schiavi, direttore artistico della Filarmonica, visto il successo riscosso con la Quinta. Il segreto per Ciaikovskji è tenere il suono quanto più freddo possibile. Sotto il ghiaccio il fuoco divampa meglio, diceva il grande Mravinskij».
Un concerto che darà il via alla sua maratona scaligera...
«Dal 6 novembre riprendo il Simon Boccanegra , dal 12 dirigerò la Nona di Mahler e il Concerto n.27 di Mozart per piano e orchestra».
Con lei anche solista. E al piano la risentiremo a dicembre alla Scala con l’integrale delle Sonate di Schubert appena incise.
«È stata una scoperta tardiva. Studiandole e registrandole in studio sei ore al giorno, mi sono reso conto di quanto siano straordinarie. Se Mozart ti colpisce per chiarezza, Beethoven per profondità, Schubert è maestro nella misteriosa arte dell’insinuare».
E poi ci sarà «Fidelio».
«La mia ultima apertura di stagione da direttore musicale. Ma con la Scala non sarà un addio. Solo un arrivederci».
Cosa pensa delle recenti burrasche negli enti lirici italiani?
«Licenziare le orchestre non è una soluzione. Rivela solo la mancanza di cultura di chi lo decide. Come in politica, i conflitti non si risolvono con la forza ma con il dialogo. Altrimenti a farne le spese non saranno solo i musicisti ma l’intero Paese».
Dopo tanti anni di felice bigamia tra il podio e la tastiera, potrebbe mai fare una scelta?
«Sono nato pianista, mai ho pensato di lasciare il piano. Anzi. Dopo il concerto tenuto lo scorso giugno a Berlino diretto da Rattle, mio figlio mi ha chiesto: visto il successo come solista, perché ti ostini a dirigere? Sul podio puoi salire anche a 90 anni, il piano invece pone limiti di età. Aveva ragione. Prossimamente mi dedicherò di più al piano. Il podio può attendere».
Giuseppina Manin, Corriere della Sera 24/10/2014