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 2014  ottobre 24 Venerdì calendario

LA SINISTRA DI VENDOLA È INUTILE AL PAESE PAROLA DELLA EX SEL, TITTI DI SALVO

[Intervista a Titti Di Salvo] –
Il passaggio nel Pd è ormai cosa fatta, la formalizzazione avverrà nei prossimi giorni. La prima fiducia al governo Renzi i nove parlamentari ex Sel l’hanno già votata ieri alla camera, su un provvedimento emblematico della politica del governo, il decreto Sblocca Italia. Con quelle misure di sblocco della ricerca e delle estrazioni degli idrocarburi che hanno scatenato le ire del leader di Sel, Nichi Vendola. «Il ruolo di una sinistra di governo è dentro a un grande partito riformista, è dentro il Pd», rivendica Titti Di Salvo, capogruppo di Led, la componente degli ex deputati di Sel del gruppo Misto, ex ds ed ex sindacalista della Cgil, «e lo dico io che sono uscita nel 2007 dai Democratici di sinistra. Ma di questi sette anni faccio il bilancio di un sconfitta».
Domanda. Avete abbandonato le politiche ambientaliste e siete diventati pro trivelle?
Risposta. Il testo è stato profondamente migliorato in parlamento rispetto alla formulazione originaria. E comunque il nostro sì alla fiducia è frutto di un ragionamento politico complessivo, non è un appoggio a occhi chiusi a quello che fa il governo, ne vediamo i limiti. L’esecutivo ha però il merito di rispondere a problemi di vent’anni di blocco, in cui è mancata del tutto una politica industriale, e lo fa in un momento di straordinaria crisi economica. Noi vogliamo sostenere e indirizzare gli sforzi di cambiamento in atto. Il ruolo della sinistra di governo deve essere questo.
D. Vendola non la interpreta cosi, la sinistra.
R. Io ho sempre pensato che nello schema bipolare fosse utile un partito progressista in cui convivano componenti politiche diverse tenute insieme da un perimetro condiviso. Così la pensava anche Sel in verità. Il problema di fondo è decidere se stare nel recinto di chi dice che tutto quello che fa il governo è sbagliato, e fa azioni eclatanti, come presentare 2mila emendamenti, e poi però è ininfluente per il destino del paese. Oppure incidere sulle scelte di cambiamento. L’assemblea di Led crede in questa seconda strada.
D. Avete chiesto il passaggio nel gruppo del Pd. Non pensate di restare schiacciati in un partito a sempre più forte connotazione renziana?
R. Contro il populismo e per uscire dalla crisi serve un grande partito, le sfide di questi anni non possono essere affrontate dai piccoli partiti che pure sono rappresentativi di una parte del paese e devono avere diritto di tribuna.
D. Come si sente ad appoggiare il governo e andare in piazza con la Cgil che lo contesta?
R. Sono tranquilla, sono sempre andata alle manifestazioni della Cgil. Molti che andranno al corteo votano e sono iscritti al Pd, non si va in piazza contro qualcuno ma a sostegno di qualcosa, in questo caso a favore del lavoro. La politica del resto deve saper ascoltare le richieste dei lavoratori e della società civile.
Alessandra Ricciardi, ItaliaOggi 24/10/2014