Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2014  ottobre 24 Venerdì calendario

SOGESID È UNA SOCIETÀ CHE DÀ CERTEZZE AI POLITICI

pochi risultati e tanti sprechi–
Meno ai cittadini. Istituita per essere il braccio tecnico, rapido, dello Stato nella gestione degli acquedotti del Sud, della soluzione nei dissesti del territorio e soprattutto nella bonifica dei luoghi più inquinati d’Italia (dalla Terra dei Fuochi al petrolchimico di Brindisi), Sogesid è diventata nel tempo una cornucopia di laute consulenze, distribuite per attività dai risultati scarsi per quei sei milioni di italiani che vivono a contatto con i veleni e che
da generazioni aspettano la fine delle emergenze ambientali.
L’azienda, pur essendo al 100 per cento
di proprietà pubblica, è una società per azioni e quindi agisce con le mani libere
dei privati. Così, ancora nel 2014, mentre
il governo imponeva nuovi tagli agli uffici statali, Sogesid ha potuto spendere due milioni e 617mila euro in consulenti. Fra questi ci sono presenze costanti come quella di Concetta Messina, segretaria dell’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che da anni riceve contratti da 60-70 mila euro. O Salvatore Bianca, portavoce della stessa ex, ingaggiato per 75mila euro nel 2014 e 60 mila nei due anni precedenti. Alla Prestigiacomo era legato d’altronde anche il consigliere d’amministrazione Luigi Pelaggi, poi finito agli arresti e indagato da più procure. Le nomine politiche non mancano: l’attuale dirigente Massimo Anitori è stato capo della segreteria di Antonio Di Pietro alle Infrastrutture, poi è transitato all’Economia e infine è stato assunto dalla spa. Ma mentre gli impiegati di Sogesid aumentano (14 in più anche nel 2013), quelli del ministero dell’Ambiente diminuiscono. Così, per funzionare, il dicastero guidato ora da Gian Luca Galletti prende in prestito decine di dipendenti dalla controllata privata, con un sistema che la Corte dei Conti ha definito «un mezzo elusivo dei vincoli all’assunzione di personale»:
nel 2012 è costato 13,7 milioni.
LA VERA MISSIONE DI SOGESID sarebbero però le bonifiche, di cui deve avviare e gestire gli appalti, e per le quali le sono stati affidati nel 2013 quattro milioni e mezzo di euro. Con questi fondi partecipa, ad esempio, ad un contratto per la liberazione degli abitanti di Pianura dai miasmi delle discariche abusive, avviato nel 2008 e prorogato fino al 2015. Inutilmente la senatrice 5 stelle Paola Nugnes ha chiesto a quali interventi concreti abbia portato l’accordo. A giugno le è stato risposto dal governo che i lavori procedono, in un susseguirsi di analisi, prelievi, verifiche e contro-verifiche. Quando arriverà un progetto definitivo, poi, bisognerà capire se sarà realizzabile. Come è successo a Mantova, dove per impedire che il petrolio devastasse i tesori dei Gonzaga, Sogesid aveva proposto, dopo studi costati oltre
un milione, una maxi muraglia interrata.
Gli amministratori locali, dubbiosi, avevano appena detto sì alla costruzione parziale
del faraonico muro, per 16 milioni di euro, quando a settembre una delle aziende petrolifere interessate ha recapitato un’alternativa in teoria efficiente e sicuramente low cost (3 milioni di spesa totale) elaborata da uno dei massimi esperti europei. Ora ci dovranno riflettere su.
La situazione è simile nelle altre terre avvelenate d’Italia: subissate da carte, progetti, lettere bollate, ma raramente sfiorate da interventi concreti. Tutto questo non è passato inosservato. Il premier Mario Monti aveva provato a chiudere la società:
fu salvata dal voto del Parlamento. L’allora ministro dell’Ambiente Andrea Orlando aveva promesso «una complessiva riorganizzazione del dicastero, compreso il ruolo di Sogesid». Il suo successore Galletti a giugno ha ribadito: «Il suo ruolo andrà profondamente ripensato». L’8 agosto scorso infatti negli atti della società la priorità è passata dall’inquinamento al dissesto idrogeologico, dove ci sono fondi miliardari da gestire. E subito dopo c’è stata la nomina al vertice di Marco Staderini.