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 2014  luglio 24 Giovedì calendario

IN CINA ARRESTATI I PRIMI CORROTTI ECCELLENTI

Il presidente cinese lo aveva detto, appena insediatosi: «Colpiremo le mosche e le tigri». E la campagna anticorruzione di Xi Jinping sembra rispettare l’annuncio, colpendo tanto personaggi minori, quanto dirigenti di alto livello nella nomenklatura. Nella rete del temibile ufficio incaricato di scrutare la «disciplina interna» sono finiti un po’ tutti: funzionari, dirigenti, militari. E le maglie dei controlli su mazzette e tangenti si sono poi allargate a presentatori televisivi, manager pubblici nazionali e stranieri. Secondo quanto trapela dal Zhongnanhai, il Cremlino cinese, tutto lo sforzo è diretto a eliminare le sacche di potere di una persona in particolare: Zhou Yongkang, l’ex zar della sicurezza, colui che all’interno della passata classe dirigente poteva contare su un budget illimitato per il «mantenimento della stabilità». Ex numero nove dell’ufficio centrale del Politburo, il vecchio Zhou non potrà sperare in una pensione tranquilla. Xi Jinping l’ha messo nel mirino, anche perché la famiglia di Zhou controlla tutto quanto si muove nell’industria petrolifera cinese, dove il presidente «deve» sistemare i suoi uomini.
Cade anche Xu Caihou, generale in pensione, sodale di Zhou, arrestato in ospedale dove era ricoverato per un cancro in fase terminale. Fino al 2012 Xu era membro del Politburo, vicepresidente della potente commissione militare centrale e ufficiale incaricato di supervisionare le nomine nell’esercito. Indagato per corruzione, è stato già espulso dal partito. Un’indagine che ha coinvolto la società di pubbliche relazioni Edelman ha portato in prigione anche il noto conduttore televisivo dell’emittente nazionale Cctv, Rui Chenggang, giornalista finanziario, famoso per le sue interviste a personaggi famosi del mondo economico. Rui è accusato di aver ricevuto tangenti, in quanto socio di un’azienda che forniva servizi giornalistici al canale televisivo da cui era stato assunto.
Nella rete di arresti e inchieste sono finiti anche due stranieri. Per la prima volta, nei mesi scorsi, a Shanghai sono stati incriminati un inglese e la moglie (socia in affari) americana per le loro attività connesse con l’azienda farmaceutica britannica GlaxoSmithKline. La Xinhua, agenzia di stampa ufficiale, ha specificato che il processo inizierà «presto». L’accusa è di aver ottenuto illegalmente informazioni private di cittadini cinesi, per favorire la vendita di medicinali della multinazionale, accusata lo scorso anno di corruzione.