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 2014  luglio 24 Giovedì calendario

LO SMALTIMENTO DEL RELITTO UN BUSINESS DA 800 MILIONI


ROMA Forse non sarà «la panacea per il rilancio del lavoro a Genova», come avvertono in Comune per una forma di rispetto e di pudore nei confronti di chi nella tragedia del Giglio ha perso la vita. Ma nella città che con la crisi del porto in questi ultimi anni ha visto bruciare migliaia di posti, l’arrivo della Costa Concordia è senza dubbio un’occasione per il rilancio. Non fosse altro perché si tratta della prima demolizione navale da moltissimo tempo a questa parte. Ci sono 100 milioni in ballo per la rottamazione, coperti cash dal pool di assicuratori. Tuttavia, con l’aggiunta dell’indotto, il giro di denaro potrebbe lievitare fino a sfiorare gli 800 milioni di euro. I lavori dureranno 22 mesi e vedranno impegnate circa 700 persone alle dipendenze delle 52 aziende interessate a vario titolo nell’operazione. Capofila dei lavori il consorzio guidato dal cantiere San Giorgio del Porto e da Saipem, il costruttore di infrastrutture di Eni.
IL LAVORO
Obiettivo:smontare e smaltire le parti della nave. Tutte le spese sono a carico di Costa Crociere ma si tratta di un bilancio stimato largamente per difetto. Infatti, secondo uno studio del Politecnico di Milano, «la stima del Prodotto interno lordo attivato dalla spesa diretta relativa al progetto di recupero in Italia è pari a 765 milioni di euro». Vale a dire quasi il doppio rispetto ai 400 milioni che furono necessari per la costruzione della nave naufragata. Numeri che si aggiungono ai circa 600 milioni («ma è una stima prudenziale» precisa la Protezione civile ) già investiti per il rigalleggiamento e il rimorchio verso Genova.
SUB-APPALTI
In queste ore, nel capoluogo ligure e in altre città italiane, sono molte le aziende che confidano di poter strappare i numerosi contratti di sub-appalto che ci sono ballo. La maggior parte non sono stati ancora assegnati ma Costa Crociere ha fatto sapere che la distribuzione delle commesse «avrà importanti ricadute economiche sulle numerose aziende dell’indotto che saranno impegnate nei lavori, valorizzando la vocazione cantieristica della città di Genova e le eccellenze territoriali che operano nel comparto». Saranno senz’altro coinvolti i rimorchiatori locali e probabilmente i lavoratori portuali della Culmv. Inoltre parteciperanno alle operazioni di rimozione degli arredi diverse società specializzate in allestimenti navali e anche alcune aziende genovesi attive nei lavori subacquei. Il piano di recupero del relitto di Costa Concordia, dice chi è vicino al complesso dossier, si potrebbe tradurre con l’acronimo Hse (healt, safety and environment: salute, sicurezza e ambiente). Sono questi i tre punti fondamentali che porteranno quello che resta del relitto a diventare qualcos’altro. Solo il 20%, occorre ricordarlo, andrà perso, mentre l’80% della nave continuerà a vivere, trasformato. Per far questo, i tecnici hanno realizzato un complesso progetto che va letto partendo da alcuni punti fermi. Intanto, la sicurezza dell’uomo e quella dell’ambiente. Poi l’efficienza, che dalla sicurezza prende origine e che porta velocità e risparmio. E ancora tecnologia e formazione.
LE QUATTRO FASI
Per la complessa operazione di smaltimenti, i tecnici hanno immaginato quattro fasi. Nella prima verranno rimossi gli arredi interni e gli allestimenti dei ponti emersi (70 milioni di costi ), poi la nave sarà spostata nell’area delle riparazioni navali del porto genovese, dove verranno smantellati i ponti superiori da 14 a 2. La terza fase prevede invece l’ingresso dello scafo in un bacino di carenaggio e, una volta tirato in secca il relitto, saranno rimossi i cassoni (applicati per farlo galleggiare) e il materiale ancora presente nelle cambuse e nelle celle frigorifere. L’ultima fase, sempre in bacino, prevede infine il taglio delle lamiere dello scafo e il loro trasporto al di fuori dello scalo. Ciascun passaggio prevede operazioni specifiche come la rimozione dei materiali pericolosi, la pulizia degli impianti e dei magazzini che contengono alimenti, la separazione e il packaging dei rifiuti a bordo e lo sbarco dei pacchi sul molo.