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 2014  aprile 24 Giovedì calendario

“NO POLITICA, TANTO GARBO. COSÌ IL MIO VERISSIMO NON SMETTE DI CRESCERE”

[Intervista a Silvia Toffanin] –

Talvolta bastano le cifre, senz’altri commenti. Una dopo l’altra. In ventinove puntate, Verissimo ha battuto i concorrenti ventinove volte. La share media è cresciuta di tre punti rispetto alla scorsa stagione.
E, visti i risultati, questa edizione andrà avanti un mese in più rispetto al passato (fino al 24 maggio). Insomma, un successo. Però Silvia Toffanin, che è arrivata all’ottava conduzione consecutiva, ne parla senza squilli particolari, molto professionale, niente enfasi. «Sono fatta così, non mi piace esagerare i toni», spiega lei sorridendo. E si capisce anche in onda visto che ormai Verissimo ha un identikit così tanto riconoscibile da essere diventato quasi un brand. «Proprio così», dice. E anche qui bastano poche parole.
E quali sono?
«Il garbo nel trattare gli argomenti. Certo parliamo di cronaca rosa, di costume o attualità. Ma, per conservare garbo e rispetto, abbiamo rinunciato anche a scoop pur di non tirare in mezzo famiglie o vite private».
Ad esempio?
«Ad esempio, quando da noi è venuta Emma, non le abbiamo chiesto di Bocci, dalla quale si era appena separata».
Però avete trattato il matrimonio Belen Di Martino (con record di ascolti).
«Ma quella era una fiaba popolare, impossibile non trattarne».
E l’altra caratteristica di Verissimo?
«Niente cronaca nera e, soprattutto, niente politica».
La realtà si può raccontare anche da altre angolazioni.
«E quest’anno, con l’arrivo di Max Novaresi come capo autore, il taglio editoriale è ancora più preciso e definito: il fulcro sono le interviste a personaggi del mondo dello spettacolo, del cinema e dello sport».
Le più belle di quest’anno?
«Mi viene subito in mente Cher. Un mito. Ha parlato di tutto, anche degli argomenti più complessi. Dopotutto, quando decidono di concedere un’intervista, le star americane non si tirano indietro».
E poi?
«Beh, Ronn Moss che ha confessato di aver continuato a fare Beautiful solo per il cachet. O Gianni Morandi, che in due ore si è raccontato da quando era un ragazzino fino a ora passando per i momenti in cui non lo considerava più nessuno. Lo avevamo contattato per una sorta di spin off di Verissimo».
Uno spin off?
«Una possibilità per la quale abbiamo realizzato un numero zero».
In questa edizione lei si è messa più in gioco.
«La mia passione sono le interviste. E quest’anno le ho fatte anche in esterna, come con Laura Pausini e Paolo Bonolis».
Quale tipo di intervistatrice vuole essere?
«Credo che l’aggressività non paghi e mi piace che l’ospite si senta a proprio agio e possa dialogare tranquillamente con me. È bello accorgersi che parlano serenamente. E fa anche molto bene al programma, visto che è più facile ottenere dichiarazioni esclusive o sorprendenti».
Anche molti telespettatori affezionati a Raiuno se ne sono accorti.
«Verissimo è un programma complesso, frutto di un grande lavoro preparatorio, costruito intorno ai nostri ospiti. La marcia in più quest’anno è aver intercettato perfettamente il gusto del pubblico di Canale 5. Inoltre c’è il risvolto social, da Facebook a Instagram, che curiamo noi senza delegare nulla all’esterno. Tra noi si è creato un bel feeling ed è anche per questo che Verissimo va avanti un mese più del solito. Proprio in considerazione del grande impegno che metto nel realizzare il programma, il prossimo anno non rifarò Fashion Style».
La stagione tv è al termine, ci vogliono ospiti forti.
«Il primo sabato di maggio sarà con Rita Dalla Chiesa. Il ritorno a Mediaset. La sua prima intervista dopo La7».
Quindi spiegherà come è andata nella tv di Cairo.
«Esatto. E poi voglio chiudere con altri due grandi ospiti. Stiamo lavorando per avere in studio i One Direction e Robbie Williams. Così ci prepariamo alla prima puntata del prossimo anno».
Quindi sarà ancora lei a condurre Verissimo.
«E debutteremo alla fine di settembre trasmettendo da Madrid con ospiti spagnoli. Un colpo di scena per augurarci un’altra grande stagione».