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 2014  marzo 29 Sabato calendario

ANCH’IO SONO TOTTI E FACCIO IL CUCCHIAIO


ROMA «l’ve purged you again»... Come «I’ve purged you again»?!? Oddio, tradurre all’istante è un gioco da ragazzi... «Vi ho purgato ancora»: gli occhi vanno subito all’11 aprile 1999, Roma-Lazio 3-1 e quella maglia di Francesco Totti che diventa una icona del tifo giallorosso. Ma puoi immaginarti mai di veder comparire quella frase tradotta in inglese sulla chat di un social network a firma Wuilito Paulo Tavares Fernandes da Capoverde? Sì puoi, perché Wuilito è...Totti! Sui siti di calcio il suo nome esce forte e chiaro: un nomignolo che è diventato il nome con cui è conosciuto. Un Totti capoverdiano trapiantato a Boston. Una storia pazzesca, uscita per caso dal web. Tutta da raccontare.
E già. Una banale ricerca in redazione, vai a scrivere Totti su uno dei siti di calciomercato più cliccati e ti accorgi che non c’è solo Francesco. Un sobbalzo, non meramente romano-centrico, di quelli da "c’è solo un capitano..." Ma che ci fosse un altro Totti a 6.500 chilometri di distanza da Porta Metronia, chi l’avrebbe detto mai? E poi a casa di James Pallotta. E già, Boston. Siamo cronisti e i social network hanno affinato le tecniche di caccia aperta alle notizie. E alle storie. Navigando vengono fuori cose di Wuilito Paulo Tavares Fernandes: un calciatore molto talentuoso di Capo Verde, nel 2010 piovono notizie di un provino nei New York Red Bulls di Thierry Henry. Lui, Totti, gioca nella squadra di una delle Università di Boston (la Lowell University) e nella Lega dilettanti capoverdiana del New England, l’area degli States che comprende Maine, Massachusetts, New Hampshire, Vermont, Rhode Island e Connecticut. Un campionato vero.

DAL PROFILO A... TOTTI! – No, non ci si può fermare... Avrà un profilo Facebook, cinguetterà su Twitter il ragazzo. Eh sì, Wuilito ha 24 anni da pochi giorni: mamma Ana e papa Anastacio hanno messo insieme dieci figli in tutto. E sui social network Wuilito c’è, eccome. Da Facebook – il meccanismo lo conoscete – arriva il sì all’amicizia e si apre un mondo. Tra le foto Totti (quello vero, senza offesa) e due stampelle con le maglie del capitano della Roma e di Gerrard vicine, con la bandiera di Capo Verde sullo sfondo. Va bene, scriviamo il messaggio a Wuilito. I tempi tecnici del fuso e arriva la risposta. «Perché Totti? Il mio soprannome era Luizito appena nato, poi gli abitanti del mio quartiere a Prato, dove sono nato, mi misero il nomignolo di Totti che avrò avuto tre o quattro anni, non ricordo bene. Era per il mio modo di giocare, era un nomignolo e basta. Poi sono cresciuto con questo nome addosso, il calcio è diventata una cosa a metà strada tra la passione e il lavoro. Fisicamente ho un po’ la taglia del capitano della Roma, ho cominciato a leggere tutto di lui. Con Gerrard e Messi compone il tris dei giocatori che adoro. Quel nome è diventato il mio nome per molti qua a Boston, oltre a Capo Verde. Gioco con la maglia numero 10, provo a fare il suo calcio».

FAN SCATENATO – Wuilito è divertito dalla situazione. Si racconta in questa intervista social. E ci stupisce. Non una volta. «La cosa che mi piace più di lui è quel... I’ve purged you, again». Eccolo il "vi ho purgato ancora" che ha varcato l’oceano. Bastasse quello. Ha un certo punto Wuilito scrive... «Mo ’je faccio er cucchiaio» in italiano purissimo. Ma questa è storia Wuilito! E’ anche un libro e si ispira alla rivelazione disarmante sul rigore a Van der Sar il 29 giugno 2000, nell’Europeo in Belgio e Olanda, semifinale contro i tulipani. Quella traiettoria maldestra ipnotizzò Van der Sar e Totti svelò di averla pensata così, del tutto estemporanea. Il Totti di Capo Verde con il cucchiaio ha fatto un po’ dei gol segnati (14 in 13 gare con la maglia del Desportivo Curral Grande nella Lega capoverdiana e 5 in 14 gare con la maglia dell’Università di Boston). «Sì, mi piace troppo quel gesto tecnico, l’ho provato e riprovato e sono riuscito a farlo qualcuno dei miei gol così. Spesso su rigore». Non è finita. «Il suo gol che preferisco è quello del 5-1 in casa della Lazio: quella palombella da fuori area che beffò il portiere». Già: 10 marzo 2002, poker di Montella e perla del capitano. E poi tanti ricorsi storici. Wuilito Totti è attentissimo: «Sono nato il 23 marzo del 1990 solo cinque giorni dopo Francesco iniziò la sua carriera con la Roma. Ma era il 1993». Eh sì, 28 marzo: 21 anni ieri con tanto di speciale nelle pagine interne al Corriere dello Sport.
LA PARABOLA NON E’ FINITA – Ne è passato di tempo dalle prime partite a Praia, sotto casa: quattro pietre per fare due porte «e 20 yard da coprire a piedi nudi su e giù». Ci sarebbe nuova strada da fare: non a piedi, di volo.«Venire in Italia a conoscere Totti? Sarebbe un sogno per me». Come fare il calciatore professionista è un obiettivo che il Totti capoverdiano a Boston non ha mai abbandonato pur studiando da business manager. Intanto ieri, più o meno mentre il giornale stava in stampa, ha giocato il derby del campionato universitario Boston-Lowell. Un altro cucchiaio da sognare, chissà, una sottomaglia «l’ve purged you again» da sfoggiare. Con quel nome nessun sogno è proibito. Da Totti a Totti, a 6.500 chilometri di distanza. Una distanza che sembra svanire.