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 2014  marzo 28 Venerdì calendario

LA NUOVA VITA DI RUBY DAL BUNGA BUNGA A DUBAI CON DUE MILIONI IN TASCA


NON serve avere letto i classici per diventare investitori. Basta poter vantare una danza del ventre «con gli abiti di Gheddafi», o un passato da cubista nei night. Soprattutto basta essere statal a fem-me fataledel “bunga bunga”, o Rubygate — dal suo nome — , lo scandalo sessuale che ha segnato una pagina di storia della Repubblica italiana e sancito il tramonto politico di Silvio Berlusconi. Ma la “nuova” Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori, pare la prova vivente dell’applicabilità di due aforismi: “ Homo faber fortunae suae” (“l’uomo è l’artefice delle sue fortune”, Appio Claudio Cieco); e “il denaro è meglio della povertà, se non altro per questioni finanziarie” (Woody Allen). Case e ristoranti. Conti correnti. Viaggi, hotel e cene di lusso. Abiti, scarpe, gioielli, orologi. Stylist personali. E un nuovo buen retirodorato in Messico, a Playa del Carmen: “Casa Sofia”, dal nome della figlia.
L’ultimo anno della ragazza che secondo i giudici della IV sezione penale di Milano fece sesso mercenario con Berlusconi quando era ancora minorenne, è la storia di una corsa allo shopping. Da Dubai al Messico passando per Milano. Dodici mesi dopo lo show sulle scale del Palazzo di Giustizia milanese («ho raccontato bugie a Silvio per costruirmi una vita lontana dalla povertà»), Ruby rispunta lontano dall’Italia. In una veste inedita. Soprattutto finanziaria. Niente understatement, il profilo basso non è mai stato il suo forte e lo confermano le ultime foto su Fb: tra sceicchi, corone, party, boutique stellate, spiagge e mari cristallini. È la solita Ruby con una sola, sostanziale differenza: la vita adesso è davvero «lontana dalla povertà». Per le banche Karima El Mharoug è una cliente «interessante»; broker e venditori se la contendono negli Emirati Arabi come in America e lei, che sprovveduta non è mai stata, valuta come e dove spalmare i suoi soldi. Un patrimonio che, giura chi l’ha assistita in alcune operazioni, è molto di più di un gruzzolo. Di certo più di quanto possa avere risparmiato un’ex entreneuse 21enne scappata di casa, alla quale Berlusconi — ha dichiarato lui — dava soldi «perché non si prostituisse» (in alcune telefonate intercettate dalla Procura di Milano Ruby parla di una trattativa per ricevere dall’ex premier «5 milioni» in cambio del silenzio sulle notti di Arcore e di «sembrare pazza» ai magistrati; quando il 16 maggio 2013 i pm le chiedono conto della vanteria lei dice: «Era una cavolata». Ma non può smentire un appunto sequestrato nel quale scrive «4,5 milioni da B.»).
Repubblica è in grado di ricostruire, con testimonianze, l’ultimo segreto di Ruby. Transita da un gigante di vetro e mattoni nella zona di Al Barsha, Downtown Burj, Dubai. Il Mall of Emiratesè unenorme centro commerciale. La banca è la National Bank of Abu Dhabi (filiale di Dubai), uffici all’interno del mall. Novembre 2013: la donna che si presenta per aprire un conto è nata a Fquih Ben Salah, in Marocco, il 1 novembre 1992. Si chiama Karima El Mahroug. Professione: «artista- show girl». La registrano così nel cervellone bancario. Ruby non è sola negli uffici della NBAD. Ad accompagnarla c’è un uomo. È il suo contatto a Dubai. La presenta e la introduce. Le ha organizzato il viaggio da Milano. Ruby vola assieme a Sofia — la figlia di due anni e mezzo avuta dal marito Luca Risso (lui ora vive in Messico) — e la madre di quest’ultimo. L’uomo a Dubai si chiama Tufan Moussavi, tra un po’ vedremo chi è. Intanto racconta: «Ruby mi chiama. Ci conosciamo dai tempi di Genova. Amici. Mi dice che vuole venire a Dubai. Penso a tutto: visto di ingresso, biglietti aerei, hotel 5 stelle lusso. Perché si rivolge a me? Vuole investire. Mi dice che ha un capitale: soldi suoi, di cui Risso non è a conoscenza. Vuole aprire un conto qui e acquistare immobili. Valore complessivo: 2 milioni». Come ha guadagnato Ruby quei soldi? Sono bastate le ospitate in discoteca e i servizi fotografici post bunga-bunga?
Prima di tornare negli uffici della NBAD, vediamo chi è il “gancio” arabo di Karima. Trentaquattro anni, iraniano, trapiantato a Imperia — il padre è medico — Tufan Moussavi vive negli Emirati da dieci anni. La buona gioventù discotecara che spende e spande nei privé di St Tropez e Miami lo conosce come The Prince. Moussavi lavora sodo, ma ama divertirsi e non fa niente per nasconderlo. Frequenta un giro di sceicchi, play boy e starlette. «Anche se vado a letto all’alba, alle 8 sono già attaccato al Blackberry a lavorare ». Nel 2006 finisce nelle cronache per una lite in strada con la fidanzata: arrestato dai carabinieri, viene condannato per lesioni. Poi la vita risale sull’ottovolante. Un tipo vulcanico, Tufan. Mestiere «manager pr». Fa guadagnare i ricchi e i ricchi fanno guadagnare lui. Piazza auto di lusso (Carrozzeria Viotti) ai bilionari. Il cliente più facoltoso di Moussavi è un amico: Mohammed Habtoor, rampollo degli Habtoor di Dubai nonché ad e vicepresidente di Habtoor Group: mega holding che opera in vari rami, il solo ramo mattone fattura 30 miliardi di dollari l’anno.
Habtoor jr, dunque. L’erede colleziona flirt (Naomi Campbell, Valeria Marini, Manuela Arcuri) ed è un buon ospite. Generoso con tutti. Tufan gli presenta Ruby. «Non sapevo nulla di lei e della sua vicenda. Da noi passano tante persone e cerchiamo di fare starle bene, leader e capi di Stato compresi», ricorda Habtoor. Torniamo in banca. Per Karima El Mahroug l’emirato è il posto ideale dove investire. Tufan la collega al meglio su piazza. Loro, i potentissimi Habtoor. L’istituto di credito con cui lavora da sempre il gruppo che fa capo a Khalaf Al Habtoor, è proprio la NBAD. Per Ruby si apre l’ufficio del direttore. E un conto: «Saving no resident ».Contoper non residenti. «For investment ». Chiosa un funzionario che vuole restare anonimo: «A Dubai puoi portare fino a 10 milioni e a nessuno interessa sapere chi sei. Oltre quella cifra, devi dichiarare i tuoi piani». Eccoli. «Ruby vuole comprare case per un valore complessivo di 10 milioni di dirham, 2 milioni di euro — spiega Moussavi — . Il piano prevede l’acquisto di tre appartamenti. Uno alla Marina di Dubai e due downtown. Tre “salvadanai”, come tutti gli immobili qui». Da dove arrivano i soldi da “spostare”? Moussavi dice che quello che può dire si ferma a una soglia: inutile insistere per fargliela superare. «Dalle informazioni che ho, il trasferimento doveva essere effettuato da una banca di un paese extraeuropeo». Punto. Chi garantisce per Ruby? Qual è l’istituto di credito «non europeo»? «Abbiamo visionato molti immobili », continua l’italo-iraniano. Alcuni le sono stati offerti da Habtoor Properties, come conferma il responsabile, Athanasios Belitsas. «La signora ci ha comunicato il suo budget e abbiamo cercato soluzioni adeguate». Altri da Damac e Emaar, altri due colossi delle costruzioni. Sopralluoghi, stime. Rubacuori guarda e annota. Apre il conto. Ma le operazioni, alla fine, non si perfezionano. «Forse qualcuno le ha detto di fermarsi. O forse era più interessata ai negozi», ricorda Moussavi. Già. In due settimane Ruby si distingue per la fame di acquisti. Passa i pomeriggi nelle boutique delle griffe. Poi i pranzi all’Armani Hotel, cene e feste fino all’alba nella “Villa Romana” all’interno dell’Habtoor Grand Hotel. Tra after party, Rolls Royce, fuochi di artificio, statue di ghiaccio, la ragazza del “bunga-bunga” si fa fotografare con corona e scettro da regina. Si lancia tra i grattacieli col paracadute. Balla, intrattiene. E compra, sempre.
Moussavi si aspetta «almeno un contegno». E invece? «Ha avuto atteggiamenti sopra le righe. Fino al giorno della partenza. Per il Messico ». Qui si apre la fase due di Ruby «lontana dalla povertà». Dalle torri di Dubai a Playa del Carmen. La perla messicana dove Karima vuole trasferirsi e dove, pochi giorni fa, è protagonista di una furibonda lite con il marito Luca Risso. Interviene la polizia, per calmarla gli agenti devono ammanettarla. Ma partiamo dall’inizio. Il primo assaggio con Playa del Carmen risale a dicembre 2012. Tutti cercano Ruby, anche i giudici. Sparita? Macché. «Sono in vacanza con mio marito e mia figlia », annuncia a un settimanale. Perché proprio Playa del Carmen? A spianare il terreno, fuor di metafora, è Risso. Sembra un secolo fa da quando l’ex finanziere amico di Lele Mora viene folgorato dall’esuberanza di quella giovane marocchina che mima orgasmi sul palco del “Fellini”, uno dei locali di Risso. Scoppia lo scandalo dei festini chez Berlusconi. «È una brava ragazza, solo un po’ viziata», fu la dichiarazione d’amore di Luca. Nel 2011 si sposano a Miami e nasce Sofia Aida. I giorni post Rubygate spunta l’idea di «andare a vivere lontano». Lontano da Arcore, dai giudici, da chi, carte giudiziarie in primis, dipinge Ruby come una prostituta. Inizio 2014. Va in scena la Karima messicana. Foto al mare, in spiaggia, in sella a un quad. Sul cantiere della villa affacciata sulla baia. Una casetta da 1,5 milioni. È solo una parte di un investimento. Perché Ruby fa business. Si chiama «Casa Sofia» ed è il ristorante-resort che la coppia Marough-Risso sta realizzando. Nell’avventura imprenditoriale c’è anche un socio, Matteo Molinaro. È un 37enne napoletano, amico di Risso. Uno degli imprenditori che nell’ultimo anno sono entrati nell’orbita- Ruby. Pronti a fare affari con la ragazza marocchina. Il posto di consigliera spetta a una delle persone più vicine. Si chiama Fausta Viglialoro, 50 anni, calabrese di Laureana di Borrello. Vive tra Milano e Genova e disegna «gioielli d’arte con pietre preziose», marchio Myosotis. Ma Fausta si da’ da fare anche nel settore del mattone. «È la persona che Ruby ascolta di più», dice un amico. Il feeling scoppia a Dubai. Da allora, inseparabili. È Fausta a convincere Ruby a investire nelle case. Lontano dall’Italia. Nel Paese che l’ha resa celebre e allontanata dall’indigenza, Karima cerca di stare il meno possibile. A Milano ha solo una «base». Un appartamento in affitto, 4 mila euro al mese. È quel che basta e quel che serve, perché, dice lei, «in questa città ho avuto tanti casini, ma ho ancora tanti amici».